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Il diario della guerra

Mariupol, al via l’evacuazione. Ue a Pechino: «Non interferite sulle sanzioni»

Duemila civili hanno lasciano la città martire. Von der Leyen “avverte” la Cina per possibili aiuti a Mosca

Pubblicato il: 01/04/2022 – 17:00
Mariupol, al via l’evacuazione. Ue a Pechino: «Non interferite sulle sanzioni»

KIEV Il conflitto in Ucraina è entrato nel 37esimo giorno. Nonostante gli annunci di Mosca gli attacchi su Kiev e Chernihiv non sono cessati. Le due città sarebbero sotto tiro di limitati raid aerei russi. Mentre le forze ucraine hanno ripreso i villaggi di Sloboda e Lukashivka, a sud di Chernihiv e proseguono contrattacchi limitati a est e a nord di Kiev, ha confermato il ministero della Difesa britannico.
Secondo fonti dell’intelligence le truppe di Putin starebbero attuando un’operazione di riposizionamento per sferrare un attacco più intenso nelle regioni dell’Est del Paese. Nel mirino russo l’area contesa del Donbass su cui il Cremlino potrebbe concentrare il massimo sforzo bellico per riuscire a stabilire il pieno controllo dell’area. Un obiettivo “minimo” della strategia di Putin per giustificare l’invasione dell’Ucraina. Mentre secondo Aiea, i russi si sarebbero ritirati dall’area di Chernobyl riconsegnando la centrale nucleare agli ucraini.

Mariupol, duemila civili lasciano la città

Ha preso il via l’evacuazione di circa 2mila civili dalla città assediata di Mariupol. Molte auto private si sono unite ai 42 bus scortati dai veicoli della Croce rossa e del Servizio di emergenza ucraino dalla vicina Berdyansk e diretti verso Zaporizhzhia, afferma il consiglio comunale di Mariupol su Telegram, postando un video del convoglio.

Von der Leyen: «Cina non interferisca su sanzioni a Mosca»

«Non è un conflitto, è una guerra. Non più un affare europeo, ma mondiale. E lo dimostra una possibile crisi alimentare globale». Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine del summit Ue-Cina che aggiunge. «L’Ue si aspetta che la Cina si prenda le sue responsabilità come membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ed eserciti la sua influenza sulla Russia».
«Siamo stati chiari che, se la Cina non intende sostenere le sanzioni su Mosca – ha intimato – come minimo non interferisca. Per Pechino sarebbe un danno di reputazione, che intacca fiducia e affidabilità. Le imprese stanno seguendo con attenzione la questione».

Iniziati i colloqui Russia-Ucraina in video collegamento

Sono iniziati i nuovi colloqui tra Russia e Ucraina, questa volta in video collegamento. Lo riferisce un negoziatore russo.

«L’attacco a Belgorod non favorisce negoziati»

L’attacco aereo contro il deposito di carburante a Belgorod, in Russia, che Mosca ha attribuito alle forze ucraine, non crea «condizioni favorevoli» ai negoziati tra i due Paesi. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, precisando che «ovviamente il presidente Vladimir Putin è stato informato».
La città di Belgorod si trova appena a nord del confine con l’Ucraina. Otto serbatoi di petrolio sarebbero andati in fiamme dopo il raid aereo, riferisce la Tass, che cita una fonte del ministero per le Emergenze, secondo cui al lavoro per lo spegnimento degli incendi sarebbero stati impegnati 170 uomini e 50 mezzi. Lo staff al deposito di carburante è stato intanto evacuato e non si registrano vittime, ha spiegato Rosneft, la società che gestisce la struttura.
Per quanto riguarda le forniture di gas russo, non si interromperanno se i pagamenti in rubli non avverranno oggi ha chiarito ancora il portavoce del Cremlino, nel giorno in cui è entrato in vigore il decreto del presidente Vladimir Putin, che impone ai “Paesi ostili” il pagamento in rubli delle forniture di gas. «Il pagamento per quelle consegne che sono in corso ora non dovrebbe essere effettuato oggi, dovrebbe essere effettuato alla fine della seconda metà del mese, aprile, o anche all’inizio di maggio», ha spiegato Peskov.
La decisione di far pagare in rubli le forniture di gas ai ‘Paesi ostili’ potrebbe essere annullata in futuro a certe condizioni, ma al momento è «l’opzione più affidabile». Peskov, rispondendo alla domanda se questa misura possa essere revocata, ha detto: «Certo, se ci sono altre condizioni, ma in quelle attuali i rubli sono l’opzione preferibile e affidabile per noi».

Bbc: ripartito il convoglio Croce rossa per Mariupol

Un piccolo convoglio del Comitato Internazionale della Croce Rossa, di soli tre veicoli, ha lasciato Zaporizhzhia, viaggiando verso Mariupol con lo scopo di cercare di facilitare l’evacuazione dei civili dalla città assediata. Lo afferma l’inviato della Bbc che prima aveva denunciato l’impossibilità per i bus di partire alla volta della città assediata. La squadra ha ricevuto un po’ prima le garanzie di sicurezza richieste, precisa la Bbc aggiungendo che l’obiettivo è completare l’operazione in giornata, sperando di incontrarsi con gli altri autobus per l’evacuazione più avanti lungo la strada.
Altri autobus, più di 40, hanno viaggiato giovedì ma, secondo fonti ucraine, sono stati fermati nella città di Berdyansk, in territorio controllato dai russi. Secondo i rapporti, sostiene ancora Bbc, alcuni degli autobus sono stati depredati dai soldati russi di parte degli aiuti che trasportavano. Un piccolo numero di autobus è stato in grado di tornare autonomamente a Zaporizhzhia con civili a bordo. Ancora più di 100mila civili sarebbero intrappolati a Mariupol senza forniture mediche che non si riescono a consegnare da 36 giorni. Lo afferma Oleksii Iaremenko, vice ministro del governo ucraino, in un’intervista a Sky News.

Kiev: «Oltre 254 bimbi feriti, 153 sono stati uccisi»

Sono complessivamente «quasi 400 bambini» tra feriti e uccisi in Ucraina dall’inizio dell’aggressione armata della Federazione Russa. Lo riferisce la Procura generale ucraina su Telegram. «Di questi, 153 sono stati uccisi e più di 245 feriti», precisa l’Ufficio del procuratore.

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