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«Restituiremo a Locri il cimitero per anni “privatizzato” dalle illegalità»

Lettera aperta del sindaco Calabrese ai cittadini. «I servizi cimiteriali renderanno il cimitero un luogo dignitoso con regole trasparenti e per tutti»

Pubblicato il: 10/04/2022 – 12:56
«Restituiremo a Locri il cimitero per anni “privatizzato” dalle illegalità»

LOCRI «Cari cittadini, in questi anni sono tanti i risultati raggiunti e tante le scommesse vinte. Spesso impegno, sacrifici e duro lavoro sono stati ripagati dalla soddisfazione di vedere un costante e quotidiano cambiamento positivo per la nostra città». Così inizia la lettera di Giovanni Calabrese, primo cittadino di Locri, dopo l’avvio della gestione del cimitero attraverso lo strumento del “project financing”.
«Da anni abbiamo messo nell’agenda politica, che coincide con quella dei progetti e delle idee, l’importante azione di restituire decoro e dignità al cimitero cittadino dove riposano i nostri cari. Un obiettivo importante nell’interesse della collettività che ha visto questa Città subire un torto che nessuno mai aveva avuto il coraggio di denunciare. Un cimitero gestito con gli illeciti dei clan che oggi finalmente torna libero. La riqualificazione, l’ampliamento e gestione del cimitero, attraverso lo strumento del project financing, ha due importanti distinti obiettivi. Il primo è certamente quello di renderlo un luogo dignitoso ed il secondo quello di avere delle regole per tutti chiare e trasparenti. Ovviamente tutto ciò ha un costo, forse oneroso, che  dovremo farci carico tutti come altri servizi che vengono sostenuti sempre con l’apporto finanziario dei cittadini.Ma, ricordo purtroppo a me stesso, che i servizi cimiteriali hanno sempre avuto un costo, un caro costo. Tumulazioni, esumazioni, estumulazioni, tombe, loculi, cappelle sono sempre stati pagati dai cittadini, però con metodi e modi sfuggiti a qualsiasi forma di controllo ed è successo di tutto, fino a condurci a denunciare e ripristinare le regole. Chi più chi meno ci abbiamo rimesso tutti: ci sono cittadini truffati e raggirati, ci sono tombe dove nessuno potrà mai portare un fiore perché edificate su tutti i lati; ci sono tombe scomparse ed altre costruite sopra quelle di defunti che non hanno più un’identità.Prima del “project” tutti pagavano “servizi” in modo arbitrario e certamente irregolare. Non intendo soffermarmi a questo perché parlo di situazioni dolorose e a tutti note dove i cittadini sono state le vittime. Oggi dobbiamo guardare avanti e ragionare sulla soluzione adottata attraverso lo strumento del “project financing”. Attraverso il project si vuole, oltre al decoro del cimitero, come vi dicevo, provare a riportare normalità e legalità che sono mancate fino ad oggi. Il gruppo di imprenditori che hanno proposto tale soluzione e oggi sono aggiudicatari del progetto, non sono dei benefattori, ma fanno il loro lavoro e lo stanno facendo con un confronto costante e con la massima sensibilità che tale situazione merita.Le tariffe  proposte dal project, che oggi stanno diventando argomento di giusto dibattito, sembrerebbero essere elevate. Forse potrebbe anche essere vero in questa fase iniziale e anche su questo aspetto faremo le necessarie e opportune valutazioni e adeguamenti del caso.Certamente gli obiettivi prefissati non possono non far piacere a tutti dopo un trentennio di degrado, abbandono, disattenzione politica, soprusi, raggiri e abusivismo.Siamo tutti responsabili di ciò. Chi lo ha fatto, chi lo ha consentito, chi lo ha subito. Ora però lo abbiamo denunciato, si volta pagina e siamo dalla parte giusta. La gestione attraverso il project prevede più fasi. Da un lato il necessario ampliamento del cimitero con realizzazione di nuovi loculi e cappelle. Certamente questa sarà l’attività più semplice in quanto in area nuova tutta da edificare. Altra fase, quella più difficile, la riqualificazione dell’attuale cimitero. Il gestore ha avviato un’attività di ricognizione che prevede il censimento e mappatura di tombe, edicole, cappelle. Dovrà essere fatto, e voglio sottolinearlo, un importante ed adeguato lavoro di restyling per restituire dignità e decoro al nostro luogo sacro. Saranno, inoltre, attivati servizi di accompagnamento per anziani e diversamente abili per fare visita ai propri cari con apposito mezzo, evitando così quella fastidiosa ed arbitraria presenza di macchine all’interno del cimitero. Verrà realizzata la casa funeraria per ospitare l’estremo saluto ai defunti. Ovviamente non abbiamo inventato nulla di nuovo, perché la gestione dei cimiteri da parte dei privati è un’azione molto diffusa in Italia e che permette maggiori servizi in termini di gestione, pulizia, custodia e pratiche burocratiche chiare, risolutive e trasparenti. A chi sostiene che abbiamo privatizzato il cimitero devo rispondere che il cimitero di Locri era già privatizzato con annesso abuso per vivi e morti. Oggi con l’intervento del privato qualificato, serio e competente, stiamo legalizzando il cimitero cittadino. Sarà un percorso graduale, lungo, articolato e complesso che potrà e dovrà essere rivisto e corretto con tutti i suggerimenti che i cittadini proporranno e che già stiamo accogliendo giorno dopo giorno con spirito costruttivo e di condivisione. Quanto fino ad oggi è stato fatto per liberare il cimitero non è stata una passeggiata per nessuno. Non è stato facile, ma guidati da determinazione e tanto coraggio abbiamo agito nell’interesse esclusivo della collettività».
«Oggi, con altrettanta determinazione – conclude la lettera del sindaco che denunciò i fatti- abbiamo l’ambizione di ricostruire un cimitero normale che dovrà essere quel luogo sacro dove nessuno potrà mai più mortificare i nostri defunti e dove nessuno più potrà imporre le “proprie leggi”. L’impegno è di fare bene senza creare ulteriore disagio ai cittadini. Sono convinto che con tutti i necessari correttivi raggiungeremo l’importante e qualificante obiettivo senza, ribadisco, mai sottrarci al confronto ed ai positivi interventi e proposte tese a migliorare il percorso avviato. Lo faremo nelle deputate sedi istituzionali, lo faremo con la nostra presenza da sempre aperta al confronto con la città che ci ha delegato il percorso di crescita e cambiamento».

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