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Mancuso striglia il “suo” candidato: «Donato eviti polemiche surreali»

Il presidente del consiglio regionale dopo la “proposta” di uno spostamento della sede a Catanzaro. «Pensiamo ai problemi della città»

Pubblicato il: 16/04/2022 – 13:05
Mancuso striglia il “suo” candidato: «Donato eviti polemiche surreali»

CATANZARO «La sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria è sancita dallo Statuto e dalla storia. In un periodo estremamente delicato, come quello che sta attraversando il Paese e in particolare la nostra regione, trovo fuorviante un dibattito politico su questioni che nulla hanno a che fare con i problemi della Calabria e con l’azione di governo che stiamo responsabilmente mettendo in campo con l’irrinunciabile compito di risolverli.  Le questioni sui tavoli della politica regionale sono legate all’attualità e alle prospettive della Calabria e non contemplano l’assetto istituzionale della Regione definito cinquant’anni fa. Sono certo che il dibattito che ruota intorno alle elezioni comunali di Catanzaro ha come nodi la ricerca delle migliori soluzioni per i problemi della città capoluogo di regione, e non argomenti che riesumano antichi, laceranti scenari». Così Filippo Mancuso, presidente del consiglio regionale in quota Lega. Mancuso, il cui movimento sostiene Valerio Donato – che ha “griffato” la polemica sulla sede del consiglio regionale da riportare a Catanzaro – si rivolge direttamente al candidato sindaco, al quale suggerisce «piuttosto che disperdere energie in questioni surreali, di convogliare le sue note e conclamate competenze per fronteggiare le emergenze del capoluogo calabrese, che non sono poche e hanno bisogno di grande concentrazione, spiccato senso della realtà e tanto appassionato impegno». Un segnalo chiaro, in vista di una campagna elettorale che si annuncia particolarmente calda.
«La classe dirigente calabrese –spiega ancora Mancuso, mai come in questo frangente, dev’essere più unita, al di là dei ruoli e delle posizioni politiche, nel combattere e superare tutti gli “ismi” –  campanilismo, centralismo, burocraticismo – che hanno per tanto, troppo tempo pesato negativamente sull’agire politico e istituzionale. Abbiamo tutti il dovere di affrontare e dirimere le criticità vecchie e nuove che rallentano il pieno sviluppo economico e sociale della regione, concentrandoci sulle sfide vere che debbono proiettare la Calabria nel  futuro, sfuggendo a disquisizioni divisive  che appartengono al passato e che non aiutano a unire e a rendere più coesa e sinergica la nostra comunità».

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