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Rinascita Scott, i rapporti tra Pittelli e il finanziere che interrogò Mantella

La testimonianza del luogotenente D’Ippolito. Lo strano interrogatorio del collaboratore con la Dia. Il picco dei contatti tra avvocato e ufficiale dopo il pentimento del capocosca

Pubblicato il: 21/04/2022 – 6:54
di Alessia Truzzolillo
Rinascita Scott, i rapporti tra Pittelli e il finanziere che interrogò Mantella

LAMEZIA TERME Michele Marinaro è un ex maresciallo della Guardia di finanza in servizio alla Dia di Catanzaro accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe fornito informazioni sulle attività investigative alle cosche tramite l’avvocato Giancarlo Pittelli, anch’egli accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo la testimonianza del luogotenente del Ros centrale, Domenico D’Ippolito, gli investigatori hanno monitorato i contatti telefonici tra Pittelli e Marinaro a partire dal 27 maggio 2015.
I contatti si interrompono bruscamente il 4 maggio 2017.

«Qualcuno consigliò a Marinaro di non vedere Pittelli»

Il Luogotenente D’Ippolito spiega che dal 4 maggio 2017 «non c’è più contatto telefonico su queste due utenze, non c’è nel periodo dell’intercettazione da parte del Rac (Raggruppamento aeromobili carabinieri) di Catanzaro che abbiamo detto da settembre, da ottobre del 2017 a gennaio, quindi con  precisione parliamo del 19 ottobre 2017 fino al 26 gennaio del 2018 e  non c’è nelle intercettazioni fatte nei confronti di Giancarlo Pittelli, che va dal 22 gennaio 2018 al sei dicembre 2018, quindi quasi tutto il 2018 per intenderci, e in questa circostanza c’è soltanto un  contatto». Il 22 febbraio 2018 Pittelli contatta un colonnello della Guardia di finanza che lavora a Roma per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri. 
È un militare che conosce Marinaro e infatti si finisce per parlare di lui. 
«Pittelli dice: “Ma sai che non ho mai più visto Michele, mai più” e quello gli risponde: “È strano, perché Michele ti voleva bene” e Pittelli ribadisce: “Eh, non lo so che è successo, guarda, lui mi ha detto che gli è stato consigliato, guarda cose folli”. Poi sul fatto, proseguendo nella conversazione per far poi comprendere che Michele effettivamente  stiamo parlando di Marinaro Michele Pittelli gli chiede: “Ma lui non doveva venire a Roma?” e il colonnello risponde: “Penso proprio di sì, penso  proprio di sì”» Il dato che emerge in questa conversazione», spiega il luogotenente del Ros è che  «qualcuno avrebbe consigliato a Marinaro di non vedere Pittelli». 

Lo “strano” interrogatorio di Mantella con la Dia

Il 28 ottobre 2016 il collaboratore di giustizia Andrea Mantella viene sentito dalla Dia a Napoli. Si tratta di una indagine sugli imprenditori lametini Sebastiano ed Eugenio Sgromo per la quale verranno sentiti anche i collaboratori Gennaro Pulice e Giuseppe Giampà, indagine che sfocerà nell’operazione “Brooklyn” che vedrà coinvolto anche Marinaro con l’accusa di corruzione in atti giudiziari aggravata dal metodo mafioso e rivelazione di segreti d’ufficio. L’interrogatorio del 28 ottobre 2016 resta impresso nella mente del collaboratore Andrea Mantella che ne ha dato testimonianza nel corso del processo Rinascita-Scott durante l’udienza del 4 maggio 2021. Mantella ricorda che non erano presenti magistrati e nemmeno il suo avvocato, solo due soggetti: uno bassino che Mantella ricorda brizzolato (a verbale ricordava che avesse i capelli neri) e un altro alto e coi capelli rossi. Quello che Mantella ricorda sono le domande, fuori registrazione, dell’uomo bassino. L’interrogatorio registrato durò pochi minuti, ricorda Mantella. Quello che sembrava attirare maggiormente l’interesse dell’uomo bassino erano le chiacchierate a microfoni spenti sul tema colletti bianchi. «Non gliene fregava niente degli ‘ndranghetisti – dice Mantella – cercava di sapere chi fossero i professionisti, spostava l’argomento sui colletti bianchi. Mi è stato chiesto anche dei magistrati, io ho fatto anche il nome di Petrini. Ho detto che Pittelli era parte del sistema della corruttela che c’era a Catanzaro insieme a Staiano e a Torchia. Mi è stato chiesto perché la Procura di Gratteri mi aveva convinto a collaborare, se mi avessero fatto qualche proposta particolare. Io risposi che non avevo ricevuto nessuna proposta ma avevo agito in autonomia. Mi hanno chiesto di Staiano, di Torchia, di Pittelli, dell’avvocato Giuseppe Di Renzo. Erano curiosi di sapere perché avevo collaborato con i carabinieri e non con il dottor Turi della Dia di Catanzaro». Questo ha raccontato Mantella durante l’udienza di maggio. 

Le indagini del Ros sull’interrogatorio di Marinaro a Mantella

Secondo quanto rilevato dal Ros, quel giorno era presente  all’interrogatorio di Napoli, autorizzato dalla Dda di Catanzaro, proprio Michele Marinaro. Secondo quanto registrato dal Nop (Nucleo  operativo di protezione) Mantella è arrivato a Napoli alle 10:30,  l’interrogatorio è  iniziato alle 11:45 ed è finito alle 12:20. 
Il Ros ha inoltre rilevato – come testimonia D’Ippolito – che il giorno  dopo l’interrogatorio di Napoli c’è stato un contatto telefonico tra Pittelli e Marinaro, o meglio, uno squillo. Anche il giorno prima, specifica il  teste, c’era stata una conversazione di 230 secondi. Quel giorno a Napoli non si era parlato solo della vicenda degli Sgromo. A Mantella erano state fatte domande riguardanti dichiarazioni messe a verbale il 16 giugno, il cinque agosto, l’otto settembre, il 26 settembre, il 18 ottobre e il quattro agosto 2016. Il pm Antonio De Bernardo chiede se siano state fatte domande su argomenti mai messi a verbale.
«Sì, sì – afferma il teste – c’era anche qualche posizione che non è stata oggetto di precedenti verbalizzazioni». 

«Se c’era Michele era diverso»

Il due gennaio 2018 Pittelli incontra un suo cliente, l’imprenditore Giuseppe Mazzei (non implicato in rRinascita, ndr). Quando si vedono « Giancarlo Pittelli esordisce in questa conversazione dicendo: “Giuseppe, chiamalo che domani quando sono a Roma ti chiamo io” e Mazzei: “Allora ci sentiamo, però noi assolutamente”, e Pittelli Giancarlo: “Noi dobbiamo incontrare questi signori”, Giuseppe: “Dobbiamo incontrare e trovare”, Pittelli Giancarlo: “Trovare una persona”, Mazzei Giuseppe: “Punto”, Pittelli: “Chi cazzo me lo può dare?”, Giuseppe replica: “Perché se no” e Pittelli dice: “Se c’era Michele era diverso”, Giuseppe: “Il problema è molto rischioso” e Pittelli: “Non può venire a Roma lui”, Giuseppe Mazzei chiede: “Chi, Michele?”, “E questo mio amico dei Servizi non si può spostare”, “Eh, ma loro fanno…” dice Mazzei e Pittelli dice: “Se mi dà un input”, Mazzei: “Gli investigatori a regola d’arte” e Pittelli replica: “Non pensare, Giuseppe, non pensare che non c’è più quella storia, hanno paura tutti, hanno paura tutti perché sono tutti intercettati”». «Ora, emerge sostanzialmente questo dato – spiega D’Ippolito –, che Giuseppe Mazzei ha la necessità di rintracciare una persona, poi parlano di un contesto che è molto rischioso».
Benché i contatti telefonici tra Pittelli e Marinaro si siano interrotti, la frequentazione sembra proseguire. Il primo maggio 2018 Pittelli, infatti, telefona al colonnello della Guardia di finanza che lavora a Roma. L’avvocato «spiega che si trova in compagnia di un amico, Michele, e poi lo passa all’altro al telefono». Il Michele in questione, confermano le verifiche del Ros, è Marinaro. 

I Mancuso alla ricerca dei verbali di Mantella

Quando il collaboratore Andrea Mantella comincia a parlare con i magistrati della Dda, a maggio 2016, gli investigatori rilevano della intercettazioni ambientali «dove è maggiormente Giovanni Giamborino che si interfaccia con Giancarlo Pittelli perché, una volta che sono emerse le dichiarazioni di Mantella, sebbene omissate, probabilmente a seguito di alcune fasi del “Processo Black Money” si era manifestata questa volontà da parte delle persone vicino a Mancuso Luigi di trovare queste dichiarazioni ed era proprio Giovanni Giamborino che in più circostanze, sempre interfacciandosi con Pittelli, cercava di conoscere le dichiarazioni», dice il luogotenente D’Ippolito.
Iniziano così una serie di contatti e incontri tra Marinaro e Pittelli e Giamborino e Pittelli. Ma non solo. Ci sono incontri anche con altri componenti dei Mancuso. Come quello del 12 settembre in cui Pittelli e Giamborino vanno a incontrare Luigi Mancuso.
Gli investigatori hanno calcolato che negli ultimi sei mesi del 2015 ci sono stati 18 contatti telefonici tra Pittelli e Marinaro. Nel 2016 i contatti sono 175 mentre nel 2017 sono 50 e terminano il 4 maggio 2017.
Il dato più alto è del 2016 ma anche qui c’è una particolarità. Nel maggio 2016 comincia a collaborare Andrea Mantella. I contatti tra Marinaro e Pittelli fino ad aprile 2016 sono sette. Il picco si tocca da maggio a dicembre: 168. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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