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Save The Children: la Calabria non è una terra “mother friendly”

Il rapporto “Le Equilibriste” evidenzia le difficoltà per le mamme nella nostra regione in termini di lavoro e di servizi

Pubblicato il: 06/05/2022 – 9:40
Save The Children: la Calabria non è una terra “mother friendly”

Il Rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2022” di Save the Children, include come ogni anno, l’Indice delle Madri che identifica le Regioni che si impegnano, di più o di meno, a sostenere la maternità in Italia. Elaborato dall’Istat per Save the Children, l’Indice valuta, attraverso 11 indicatori, la condizione delle madri in tre diverse aree: quella della cura, del lavoro e dei servizi. Secondo l’Indice, anche quest’anno, sono le regioni del Nord ad essere più mother friendly, in alcuni casi con valori molto più alti della media nazionale. Regioni queste, dove c’è una maggiore attenzione sulle condizioni socio-economiche delle donne ed è evidente uno sforzo maggiore nell’investimento sul welfare sociale. Le province autonome di Bolzano e Trento mantengono da varie edizioni, rispettivamente, la prima e la seconda posizione. Dietro le prime due, seguono l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia, la Toscana e la Valle d’Aosta. Al contrario, le regioni del Mezzogiorno (assieme al Lazio) si posizionano tutte al di sotto del valore di riferimento (pari a 100), evidenziando come sia più difficile per le mamme vivere in alcune di queste. Basilicata (19° posto), Calabria (20° posto), Campania (21° posto) e Sicilia (17° posto) si avvicendano da anni nelle ultime posizioni. Quest’anno si affianca loro la Puglia (18° posto), anche se, per tutte le regioni del Mezzogiorno, il trend globale sembra in sensibile miglioramento con un aumento di 4 punti negli ultimi quattro anni.
Cura
Rispetto all’anno di riferimento (2018), l’area della Cura fa registrare un calo di quasi due punti a livello nazionale. Il peggioramento si rispecchia in tutte le regioni italiane, con decrementi anche molto rilevanti, come l’esempio della Lombardia con quasi 20 punti di differenza rispetto al 2018. L’area della Cura prende in esame due indicatori: il tasso di fecondità (numero di figli per donna) e la distribuzione del lavoro di cura tra i partner genitori con una occupazione. A livello regionale, si conferma lo scenario emerso nella scorsa edizione del Rapporto di Save the Children, con le province autonome di Trento e Bolzano che si attestano alle prime due posizioni, mentre nel Mezzogiorno si registrano valori molto bassi, ben al di sotto della media nazionale di 98,1, come in Basilicata e in Puglia (rispettivamente con un valore di 69,8 e 73,5).
Lavoro
L’area Lavoro, dopo anni altalenanti, sembra registrare una piccola ripresa nel 2021, con un valore pari a circa 100,8. Dal punto di vista territoriale, l’indice mostra le regioni in una sostanziale situazione di stabilità. Alcune regioni rappresentano un’eccezione, come la Liguria che, dopo anni di stabilità, registra un aumento di tre punti e mezzo in più in questa edizione del rapporto di Save the Children, o l’Umbria e l’Abruzzo con un avanzamento di quattro punti, e la Basilicata con più di sette punti in avanti rispetto al 2018. Restano molto marcati i divari territoriali con una netta differenza tra Centro-Nord e Sud. Le regioni del Mezzogiorno infatti, rimangono ancora molto sotto il valore di riferimento di 100, come la Campania (69,1), la Sicilia (69,3) o la Calabria (70,9), mentre quasi tutte le altre, anche se di poco, lo superano: Lazio (101,4), Marche (110,2), Lombardia (115,6) e Piemonte (113,1).
Servizi
Nel dominio Servizi, si registra un netto miglioramento. Già nella scorsa edizione dell’Indice delle Madri, si intravedevano dei valori a livello nazionale, che potevano far ben sperare per gli anni successivi, trend quindi confermato. L’indice nazionale passa da 100 a più di 107, con un miglioramento generale in quasi tutte le regioni. Il dato maggiormente significativo sembra essere il gap meno ampio tra Nord e Sud rispetto al 2018: la Sardegna (106,4), per esempio, fa registrare un’ottima performance, superiore anche al Piemonte (106,3) per aumento dell’indice. Diverse regioni del Mezzogiorno registrano valori superiori alla media italiana, a dimostrazione dello sforzo delle regioni del Sud di incentivare i servizi della prima infanzia, fondamentali per supportare la genitorialità. Regioni come la Puglia (dal 16° al 13° posto) o la stessa Sicilia che pur guadagnando una sola posizione (dal 20° posto al 19°) fa un balzo di ben 8 punti.
Save the Children per bambine e bambini tra zero e sei anni
Save the Children Italia Onlus, attraverso i suoi programmi dedicati all’area materno infantile e rivolti ai bambini e alle bambine tra 0 e 6 anni, agisce, fin dalla gravidanza, per sostenere le situazioni più critiche e poter tutelare i diritti delle bambine e dei bambini e promuovere il loro benessere, con l’obiettivo di non lasciarne indietro nessuno. Il programma Fiocchi in Ospedale è un programma di intervento precoce, che interviene durante i cosiddetti primi 1000 giorni. E’ dedicato quindi ai neonati e alle loro famiglie, e prevede l’offerta di un servizio di bassa soglia, per l’ascolto, l’orientamento, l’accompagnamento e la presa in carico. Si rivolge ai futuri e neo genitori, in particolare quelli che patiscono una situazione di vulnerabilità sul piano socio-economico, culturale o psicologico. Fiocchi in Ospedale è presente in 12 ospedali nelle città di Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari, Sassari, Pescara e Ancona e, attraverso le sue reti territoriali opera anche nelle città di Brindisi, Cosenza e Catanzaro. All’azione di identificazione e supporto precoce, si affianca l’offerta di spazi ad alta densità educativa, dedicati ai genitori e ai bambini tra 0 e 6 anni. Si tratta del programma Spazio Mamme, per accompagnare gli adulti di riferimento, costruire con loro percorsi di autonomia, e sperimentare modelli di attivazione delle comunità territoriali e dei servizi di cura, educativi, culturali e di sostegno sociale. Attualmente ci sono 13 Spazi Mamme attivi nelle città di Torino, Milano, Genova, Roma, Napoli, Bari, Brindisi, San Luca (Reggio Calabria), Palermo, Catania e Sassari. Nel 2019, in occasione del suo Centenario, Save the Children ha lanciato il progetto Per Mano, con l’obiettivo di prendere in carico bambini e bambine, nati in Italia in condizioni di grave vulnerabilità a partire da maggio 2019 con percorsi di accompagnamento personalizzati, condivisi con il nucleo familiare e prolungati nel tempo. Il progetto, che si è concluso nel 2021, ha seguito 917 tra bambine e bambini nelle città di Milano, Torino, Roma, Napoli e Bari. Sulla base della metodologia messa a punto dal progetto Per Mano e fondata sull’azione di figure territoriali di coordinamento – tutor territoriali – e sull’erogazione di doti di cura, sono stati attivati due diverse progettualità nelle città di Torino e Milano. A Torino è attivo Per Mano in Piazza, uno sportello di bassa soglia nella popolosa zona di Porta Palazzo, destinato all’ascolto e all’orientamento di nuclei familiari con bambini sotto i sei anni in condizione di grave vulnerabilità. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Comune di Torino. A Milano si realizza il progetto Per Mano QuBì, in collaborazione con le reti di welfare territoriali definite dal programma di contrasto alla povertà infantile realizzato dalla Fondazione Cariplo e denominato QuBì. Obiettivo di questa progettualità è quello di assicurare, attraverso l’azione di 6 tutor territoriali e un coordinamento cittadino, il supporto a futuri e neo genitori in condizione di grave vulnerabilità in 23 quartieri della città di Milano. Tutti i programmi e i progetti che Save the Children realizza sul territorio nazionale sono svolti in partenariato con organizzazioni territoriali competenti e qualificate.

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