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Ferro: «Scelta di candidarmi solo una mia volontà. Non ci saranno contraccolpi sulla Regione» – VIDEO

Le prime dichiarazioni della leader di FdI che corre in autonomia rispetto agli alleati di centrodestra. «Sfida di grande forza e identità»

Pubblicato il: 14/05/2022 – 14:02
Ferro: «Scelta di candidarmi  solo una mia volontà. Non ci saranno contraccolpi sulla Regione» – VIDEO

CATANZARO «Un’avventura difficile ma ancora più entusiasmante, ci siamo abituati, ne abbiamo già fatte tante, penso alle Regionali che mi hanno visto in campo». Sono queste le prime parole che Wanda ferro pronuncia nei corridoi del Comune di Catanzaro dove è stata appena depositata la lista di Fratelli d’Italia che l’ha candidata sindaco del capoluogo calabrese: una corsa in autonomia e una battaglia identitaria per la Ferro e i meloniani, che hanno deciso di non seguire il resto degli alleati classici di centrodestra, segnatamente Forza Italia e Lega, attestati su Valerio Donato (e un’altra componente di centrodestra si è attestata poi su Antonello Talerico). Un’autentica sfida, per la Ferro, vicecapogruppo di Fdi alla Camera e coordinatrice regionale del partito, una sfida che – spiega – «affronterò con l’impegno di dare un significato a questa mia volontà – che è stata soltanto una mia volontà, richiesta comunque dalla base del partito – di scendere sotto la bandiera di Fratelli d’Italia, attraverso la possibilità di mettere dopo tanti anni come FdI un piede nel Comune. Una lista giovane, nuova, che – prosegue al 90% rappresenta l’identità di quello in cui crediamo, porteremo quel valore aggiunto che secondo noi serve alla città, e la città saprà premiarci».

«Nessuna chiusura a un centrodestra unito alle Politiche»

Quindi, parlando con i giornalisti, la Ferro si sofferma sulla genesi della sua candidatura, nata in un contesto di grande confusione del centrodestra, non solo a livello territoriale ma anche romano: «Anche l’ultima conferenza programmatica di Fratelli d’Italia ha chiarito, anche su base nazionale, qual è la mano destra e qual è la mano sinistra. Credo che Fratelli d’Italia abbia ragionato anche su base nazionale, come fatto in altre città come Parma, Viterbo o Palermo nel recentissimo passato, siamo un partito nazionale che comunque indica delle rotte. Auspico che il centrodestra a livello nazionale si possa rivedere e trovare quella sintesi che per tanti anni ci ha visto insieme e superare le divergenze e le divisioni. Del resto – ricorda la Ferro – FdI è rimasta fuori dal governo con il governo Conte e con il governo dei migliori, e credo che questa scelta debba essere compresa come una scelta di grande forza, di grande coraggio e di grande identità». Ferro comunque precisa: «Non credo che Catanzaro sia un laboratorio, credo piuttosto che, non ritrovandosi una capacità di sintesi al tavolo del centrodestra, senza ovviamente fare dietrologie, si è profilata la possibilità per ognuno di andare con il candidato che riteneva più opportuno. Questo – aggiunge la leader di FdI – non significa ovviamente che in futuro non ci sia la possibilità alle Politiche di un ritrovato centrodestra unito, che guarderà ovviamente alle battaglie storiche, e speriamo che questo avvenga al più presto a livello nazionale, perché come si sa il tavolo nazionale stenta a riunirsi. Certo in termini di voti c’è una frammentazione, sicuramente: è chiaro che guardiamo a quella città che si è trovata in confusione rispetto a un centrodestra che non è riuscito a trovare una sintesi, dove i tavoli forse erano eccessivamente ampi, e probabilmente non c’è stata la volontà di trovare la quadra anche per problemi che non riguardavano Fratelli d’Italia ma che rispettosamente abbiamo guardato dall’esterno».

«A Catanzaro è mancata la sintesi»

Molti osservatori sostengono che la Ferro avrebbe potuto essere fin da subito la candidata sindaco perfetta di un centrodestra unito, ecco cosa risponde: «La richiesta di una mia candidatura è stata fatta al primo tavolo del centrodestra, ho detto con chiarezza che non avrei preso né le 24 né le 48 ore e che volevo finire il mio mandato parlamentare. Io generalmente ho sempre finito tutti i miei mandati, quand’ero alla Provincia mi fu proposto di passare come vicepresidente alla Regione ma finii il mio mandato alla Provincia. Cosa diversa è avvenuta in quella brutta pagina del Consiglio regionale, lì non fu una scelta di abbandono del campo ma una scelta in cui mi sono ritrovata consigliere per una sentenza della Corte costituzionale e non certo per la volontà della politica. Quindi – spiega la Ferro – ho sempre detto che bisognava mettere in campo ognuno i propri nomi: ma non c’è stata la sintesi. Spesso la politica si accartoccia su diatribe interne e là rimane affossata. Certamente sarebbe stato un grande onore e un grande privilegio ma con paletti abbastanza chiari e abbastanza marcati».

«La scelta di Fdi nasce per non mettere in crisi il lavoro alla Regione»

La Ferro poi non ritiene che la sua candidatura sindaco di Catanzaro possa alterare gli equilibri della maggioranza di centrodestra alla Regione: «Ritengo proprio di no, perché anche la nostra scelta è stata proprio per non mettere in crisi la Regione in termini di lavoro. La politica è un’altra cosa, la scelta è stata molto chiara. Fino a 10-15 giorni fa – prosegue la leader di Fratelli d’Italia – si è parlato ancora della riapertura di un tavolo, che ha tenuto ancora fermi tutti per qualche lunga giornata. Questa sintesi non c’è stata, andremo avanti con rispetto parlando di programmi e cercando – perché no – di volare un po’ alto nel dibattito». In suo sostegno anche il sindaco uscente di Catanzaro, Abramo: «Mi ha fatto molto piacere la dichiarazione di Abramo, perché come si sa siamo rimasti fuori dalla sua amministrazione. All’epoca non ero in FdI, ma poi non siamo voluti entrare anche nel corso del tempo anche se ci sono state tante richieste di adesione Credo che di Abramo – sostiene la Ferro – bisognerà premiare tutto ciò che di buono ha lasciato e utilizzare anche la sua capacità di conoscenza della città e dei problemi dell’amministrazione per cambiare le cose che vanno cambiate. Alla fine un’amministrazione non è guidata da un solo uomo ma è un fatto di squadra, sia di Giunta e di Consiglio, e prendere le distanze da chi è stato rappresentativo di una grande coalizione è fuori da ogni logica».

«Mi aspetto che in consiglio comunale entrino dei giovani»

Uno sguardo alla campagna elettorale e alle aspettative di FdI: «Mi aspetto un buon risultato, mi aspetto la possibilità che in Consiglio comunale entrino dei giovani e nuove esperienze che saranno sicuramente un valore aggiunto. Credo che la città saprà riconoscere l’impegno e il sacrificio di chi come me ha cercato fino all’ultimo di allargare il raggio di azione. Spero di poter portare avanti la mia candidatura in modo onorevole, non per il titolo ma per il significato. Quanto al programma – conclude la Ferro – vogliamo una città che sia a dimensione di uomo e di cittadino, che porterà avanti le cose buone che sicuramente sono state lasciate, cambieremo quelle che non abbiamo condiviso, ricordo infatti che noi in questi cinque anni siamo stati fuori dall’amministrazione comunale. Il programma troverà la sintesi tra quanto lasciato e le innovazioni, a partire dal welfare a tutto quello che dovrà essere messo in campo con il Pnrr in termini di massimo dei servizi e della qualità della vita dei cittadini, compreso quello spazio non spesso attenzionato al mondo degli animali». (c. a.)

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