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Il caso

Renzi attacca Sirianni: «Si vanta di essere imparziale, ma aiutò Lucano»

Il leader di Italia Viva sul caso del giudice “suggeritore” dell’ex sindaco: «Fa parte di Magistratura democratica che ha chiesto di isolarmi»

Pubblicato il: 15/05/2022 – 9:20
Renzi attacca Sirianni: «Si vanta di essere imparziale, ma aiutò Lucano»

RIACE L’ex premier Matteo Renzi nel suo ultimo libro punta l’indice sul giudice della Corte di Appello di Catanzaro Emilio Sirianni, “reo” di aver dato “consigli” all’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. E di essere uscito indenne dalla quella vicenda.
In particolare ne “Il mostro”, Renzi cita Sirianni che è esponente di “Magistratura democratica”, la corrente interna dei togati che ha chiesto, ricorda l’ex premier, di «stringere un cordone sanitario» attorno all’attività dello stesso leader di Italia Viva. Lo cita come esempio di «come funziona la mentalità di certi magistrati». Ed entrando nel vivo del racconto, rilanciato anche da “Il Giornale”, Renzi ricorda la vicenda giudiziaria dell’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano. «È interessante leggere gli atti di quel processo – dice l’ex premier -. Perché quando gli inquirenti mettono sotto controllo l’amministratore pubblico scoprono che uno dei suoi principali sostenitori è un loro collega. Questo magistrato si chiama Emilio Sirianni ed è un dirigente territoriale di Magistratura democratica, noto per certe performance canore terminate col pugno chiuso dal terrazzo di casa e messe su Facebook». Secondo Renzi l’aspetto più «molto più grave» è che «viene scoperto a dare consigli a Lucano, insultando colleghi e politici, suggerendo di parlare poco al telefono». E poi, denuncia ancora Renzi «ci sono le parole scandalose che nessun organo istituzionale avverte il bisogno di smentire: “Magistratura democratica è nata con una cultura della corporazione, dicendo: noi non siamo giudici imparziali, o meglio noi non siamo indifferenti, noi siamo di parte”».
Parole gravi, secondo Renzi, che afferma «Un magistrato italiano, pagato dal contribuente, mentre interviene spiegando a un indagato come difendersi dalle accuse dei suoi colleghi, in taluni casi scrivendogli pezzi della memoria difensiva – non scritta benissimo, a quanto pare, vista la condanna a tredici anni di carcere in primo grado – teorizza che Magistratura democratica abbia una “cultura della corporazione” e si basa sull’assunto che “noi non siamo giudici imparziali”». Da qui la riflessione riporta da “Il Giornale” del leader di Italia Viva: «Chi è che appanna la figura della magistratura? Io perché scrivo un ricorso o il magistrato di Magistratura democratica che dice queste bestialità nel silenzio imbarazzato di tutti?». Ed invece segnala Renzi, in conclusione: «C’è gente che va a processo per molto meno: il comportamento di Sirianni è stato archiviato. C’è gente che è stata radiata per molto meno: Sirianni non ha ricevuto nessuna sanzione disciplinare dal Csm».

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