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Catanzaro partita elettorale (anche) nazionale, inizia la calata dei leader con vista sulle Politiche 2023

Lunedì scende Letta, martedì tocca alla Meloni, si attendono le mosse di Conte e Salvini. Il voto nel capoluogo misurerà peso e dinamiche future

Pubblicato il: 21/05/2022 – 22:15
Catanzaro partita elettorale (anche) nazionale, inizia la calata dei leader con vista sulle Politiche 2023

CATANZARO Una partita (anche) nazionale, per tanti anche se forse non per tutti. Le elezioni comunali di Catanzaro hanno una valenza che sicuramente travalica i confini calabresi, considerando che il capoluogo di regione è una delle quattro città più importanti nelle quali si vota in questa tornata nell’intero Paese. Le dinamiche delle trattative peraltro sono state diverse, perché il tavolo nazionale è sembrato aver avuto un ruolo soprattutto nel campo del centrosinistra, nel quale la scelta del Pd e del Movimento 5 Stelle (per la verità prima M5S che il Pd, ancora una volta l’ultimo arrivato) è caduta sul candidato sindaco di matrice civica Nicola Fiorita, mentre non ne ha praticamente avuto nel campo del centrodestra, campo nel quale semmai la frammentazione tra le forze principali – Fi e Lega da una parte e Fratelli d’Italia dall’altra – alla fine si è specchiata, quasi provocandola, legittimandola e giustificandola, nella frammentazione che si è avuta a livello locale, con un centrodestra che a Catanzaro si è diviso in tre tronconi, al momento indirizzati in tre direzioni diverse (all’eventuale ballottaggio si vedrà). Anche per questo, al momento, l’attesa calata dei big e dei leader nazionali a Catanzaro è limitata essenzialmente a due: Enrico Letta, segretario del Pd, sarà a Catanzaro lunedì pomeriggio, a sostegno di Fiorita, mentre Giorgia Meloni, l’alfiere di Fratelli d’Italia, sarà a Catanzaro il giorno dopo, martedì, a sostegno di Wanda Ferro, che nel capoluogo calabrese corre da sola e in autonomia rispetto agli alleati di centrodestra anche (non solo ma anche) in omaggio a una linea nazionale del proprio partito, opposizione a Roma di un governo appoggiato da Forza Italia e Lega. Peraltro, Pd e Fratelli d’Italia sono gli unici quattro partiti che a Catanzaro schierano il proprio simbolo ufficiale, anche se sia Forza Italia sia la Lega, che sostengono l’ex dem Valerio Donato, hanno schierato sigle chiaramente riconducibili ai rispettivi partiti (Catanzaro Azzurra per Forza Italia e il classico Prima l’Italia per la Lega). Gli altri big sono ancora un’incognita, anche se dalle segreterie dei partiti si fa intendere che si stanno comunque studiando date e location per programmare le tappe catanzaresi dei vari tour elettorali. A esempio, da ambienti del Movimento 5 Stelle fanno sapere che il leader Giuseppe Conte al 90% scenderà a Catanzaro, così come dalla Lega fanno sapere che si sta valutando la discesa di Matteo Salvini. La realtà è che molto dipenderà dalle evoluzioni del quadro politico nazionale, che naturalmente incide su tutti i partiti: a esempio, Conte deve sempre fare i conti con un M5S perennemente campo minato, e con un rapporto con il Pd anche questo perennemente ondivago (a Roma si stanno dividendo su – quasi – tutto, con Conte che a volte sembra molto più vicino a Salvini che ai Dem, al punto che il campo largo di cui parla Letta al momento c’è sostanzialmente solo a Catanzaro). Mentre a sua volta Salvini sta facendo i conti con le (serie) difficoltà di interlocuzione con il governo Draghi (soprattutto sul Ddl Concorrenza e il tema balneari) e con la Meloni per quanto riguarda la tenuta dell’alleanza di centrodestra, mentre sul piano territoriale l'”incidente” di qualche settimana fa con il candidato sindaco di Catanzaro sostenuto dalla Lega, Valerio Donato, sembra ormai definitivamente archiviato. Ma alla fine potrebbe prevalere la “sirena” elettorale (e la voglia di contarsi), spingendo anche i big ancora mancanti all’appello a segnare e cerchiare in rosso sull’agenda la tappa di Catanzaro, perché del resto Catanzaro sarà un altro terreno per misurare peso, gradimento e dinamiche politiche e per aver elementi di valutazione utili per il presente ma soprattutto per il futuro, quello con vista Politiche 2023. (c. a.)

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