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La vicenda

Bimba di sei mesi in prognosi riservata a Padova, è positiva alla cocaina

La piccola era ricoverata per un’emorragia celebrare. I sospetta che sia stata vittima di violenze domestiche

Pubblicato il: 27/05/2022 – 10:31
Bimba di sei mesi in prognosi riservata a Padova, è positiva alla cocaina

CHIOGGIA Una piccola di appena sei mesi è stata trovata positiva al test della cocaina. La bimba è ricoverata dai primi di maggio all’ospedale di Padova per un’emorragia celebrare e si sospetta sia stata vittima di maltrattamenti in famiglia. Proprio per questo la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo d’indagine e sulla vicenda indagano i carabinieri. Secondo quanto riportano i giornali locali, la piccola era stata trasportata all’ospedale di Chioggia per i traumi che aveva subito. Poi per la gravità delle condizioni di salute il 9 maggio scorso era stata trasferita al nosocomio di Padova. I sanitari avrebbero riscontrato anche alcuni traumi sul corpo della piccola.
Da qui l’ipotesi ventilata dagli inquirenti, che sia stata vittima di violenze domestiche. In particolare, gli investigatori stanno cercando di appurare se la piccola abbia subito “baby shake”, cioè lo scuotimento violento e continuo per farla smettere di piangere, oppure se i traumi riscontrati sulla bimba siano stati causati da disattenzione da parte di uno dei genitori. Sul caso, come riportato dai giornali locali, sono stati ascoltati i genitori. L’inchiesta coordinata dalla Procura di Venezia al momento è per ora senza ipotesi accusatorie e senza indagati.

La cocaina trovata nei capelli

La cocaina, rintracciata attraverso l’esame del capello, non sarebbe comunque stata ingerita dalla bimba ma assorbita per vicinanza. Intanto le condizioni della piccola, che continuano a essere gravi, negli ultimi giorni sono migliorate, e la bambina, inizialmente ricoverata in terapia intensiva pediatrica, è stata trasferita in un reparto a minore intensità anche se viene continuamente tenuta sotto controllo.
Gli investigatori nel frattempo stanno analizzando le dinamiche familiari: la bambina vive infatti con la madre, che non sarebbe sposata e non convive con il padre: entrambi sono stati ascoltati per cercare di ricostruire l’accaduto e per capire che cosa abbia provocato i traumi cerebrali alla piccola. L’incognita, ora, riguarda eventuali danni cerebrali e neurologici che la piccola potrebbe aver subito.

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