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Ospedali valutati in base alle performances, l’impatto in Calabria

Gli effetti del decreto ministeriale 70/15. Mancuso: «I presìdi non in grado di erogare determinati servizi saranno chiusi»

Pubblicato il: 27/05/2022 – 11:07
Ospedali valutati in base alle performances, l’impatto in Calabria

CATANZARO L’impatto del decreto ministeriale 70/15, potrebbe dare il via ad una vera e propria rivoluzione del sistema sanitario. Non è il solito slogan o uno dei tanti e vuoti claim. Il Dl, «che sarà approvato entro l’estate», ridefinirà gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Tradotto in soldoni, i singoli ospedali saranno valutati in base ad alcuni rigidi criteri legati alle performances garantite. «Si tratta di una legge ancora non applicata in Italia, eccezion fatta per qualche regione», confessa a “Buongiorno Regione” il dottore Gerardo Mancuso, vicepresidente nazionale dei medici di Medicina Interna, primario all’ospedale di Lamezia Terme, e uno dei tecnici delle società scientifiche che partecipano ai tavoli ministeriali. Uno dei principi cardine della legge è «il diritto a ricevere un’assistenza adeguata per ogni paziente, ovunque esso risieda», sostiene Mancuso. Che aggiunge: «Il secondo principio riguarda l’attività basata sulle performances degli ospedali che rispondano al criterio dell’erogazione dei servizi non solo essenziali, ma anche adeguati».

Cosa cambia in Calabria

Per quanto attiene la riorganizzazione del sistema sanitario in Calabria, saranno tre gli ospedali: quelli base, i nosocomi di primo livello e quelli di secondo livello. «La novità – dice Mancuso – è che tutti gli ospedali saranno aperti sulla base delle performances, quelli non in grado di erogare determinati servizi saranno chiusi». Un ospedale di base dovrà necessariamente avere «un bacino di utenza di almeno 20.000 prestazioni per 50.000 abitanti» e sulla base di questi principi «la Calabria si ritroverebbe con 20 ospedali di base, 10 di primo livello e 3 di secondo livello».
In base ai nuovi criteri sarebbero pochissime le strutture già esistenti in grado di rispettare gli standard imposti. Il decreto, inoltre, prevede il potenziamento della rete dell’emergenza-urgenza con «tutta una serie di misure per migliorare il servizio sulle ambulanze che devono essere dotate di tecnologie innovative per garantire al paziente il primo soccorso e poi il trasporto nella struttura ospedaliera più vicina e idonea ad erogare le migliori cure», precisa Mancuso. Poi la chiosa, «Sarà la Regione Calabria a decidere in merito alla eventuale chiusura degli ospedali». (f.b.)

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