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Agricoltura, al 30 maggio la spesa del Programma di sviluppo rurale sfiora i 900 milioni

I dati emersi al Comitato di sorveglianza in corso ad Altomonte: percentuale di realizzazione del Psr all‘82,14% per il ciclo 2014-2020

Pubblicato il: 22/06/2022 – 11:54
Agricoltura, al 30 maggio la spesa del Programma di sviluppo rurale sfiora i 900 milioni

ALTOMONTE (COSENZA) Prosegue l’avanzamento del Psr, il Programma di sviluppo rurale della Regione Calabria, il programma che utilizza i fondi comunitari in agricoltura. Secondo i numeri forniti dalla Regione al Comitato di sorveglianza in corso ad Altomonte, la spesa a fine maggio scorso sfiora i 900 milioni (per la precisione 894,746 milioni), con una percentuale di realizzato sulla dotazione 2014-2020 dell‘82,14% e sulla dotazione 2014-2022 del 64,2%: gli impegni al 30 maggio 2020 sono pari a 1,257 miliardi, per una percentuale del 115,45% sulla dotazione 2014-2020 e del 90% sulla dotazione 2014-22. Ad aprire i lavori del comitato di sorveglianza l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e il dg del Dipartimento Giacomo Giovinazzo. «Si è trattato – ha detto Gallo  di un anno molto difficile per l’agricoltura calabrese, il caro carburanti e il rincaro di prezzi e materie prime mette in difficoltà tutte le aziende agricole del nostro Paese, che non è autosufficiente, con particolare difficoltà per le aziende di regioni come la nostra che sono lontane dai grandi mercati. l’obiettivo è stato cercare di sopravvivere dopo il Covid davanti all’attacco che la congiuntura internazionale e l’enorme bolla speculativa stanno rivolgendo nostro sistema economico. Abbiamo tentato di tenere in piedi le aziende agricole durante il Covid accelerando pagamenti e sbloccando risorse, siamo riusciti in quella fase a sostenere dal punto di vista economico le aziende calabresi dando supporto alla crisi di liquidità. Abbiamo pensato poi alla sburocratizzazione e allo snellimento delle procedure e l’abbiamo fatto con un performance sulla apertura e chiusura dei bandi in 4 mesi, in media sono 6. In questi ultimi mesi – ha proseguito l’assessore – abbiamo deciso di investire su alcune filiere di concerto con la Commissione europea, a esempio mandorleti, noccioleti, castagneti, tra poco dovremmo uscire con la graduatoria provvisoria della frutta tropicale, siamo usciti con la graduatoria definitiva sulla meccanizzazione per 20 milioni per l’ammodernamento del parco macchine e l’innovazione dei mezzi che comporta diminuzione dei costi di produzione, e vorremmo concordare con la Commissione europea bandi su nuove filiere da scoprire, sulla implementazione di coltivazioni importanti come il cedro». Gallo si è soffermato anche sulla prossima programmazione: «La Calabria nel quinquennio 2023-27 avrà 804 milioni, risorse in meno rispetto alla programmazione procedente e su questa circostanza c’è l’impegno del ministro Patuanelli affinché nella legge di stabilità sia stanziati ulteriori fondi. Altra novità importante ce lo certifica l’Unical: aumento del 36% dell’export dell’agroalimentare calabrese nel primo  trimestre dell’anno».  (redazione@corrierecal.it)

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