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Lutto

La Calabria perde un poeta: scomparso Franco Dionesalvi

Ideatore del Festival delle Invasioni e delle Casa delle Culture a Cosenza è morto a 66 anni. Decine i messaggi di cordoglio sui social

Pubblicato il: 06/07/2022 – 11:13
La Calabria perde un poeta: scomparso Franco Dionesalvi

COSENZA È scomparso Franco Dionesalvi, istrionico poeta, scrittore, giornalista e docente. Nel suo bagaglio di esperienze anche un passaggio come assessore comunale di Cosenza alla Cultura. Aveva 66 anni e da tempo si era trasferito a Milano. Dionesalvi è stato l’ideatore del Festival delle Invasioni e della Casa delle Culture. Tra le varie iniziative progettate e messe in campo sul territorio anche il progetto del Museo del Presente di Rende. Con la sua scomparsa dunque la Calabria tutta perde un grande interprete dell’esigenza di riscatto culturale della regione.

La sua vita

Franco Dionesalvi si laurea presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università degli Studi di Firenze con una tesi in Filosofia del Diritto su “Il concetto di sanzione”. Una scelta quella di Firenze, dettata dalla sua fede calcistica: da sempre tifoso della Fiorentina. Un passionario che trasmette energia e creatività soprattutto nei suoi scritti. Una sorta di vocazione quella di scrivere poesie, visto che come lui stesso si descrive: «comincia a scrivere poesie da subito, appena impara a scrivere». Ma fondamentale è per lui l’incontro con Raffaele De Luca, che lo spinge a leggere i Beat e la Neoavanguardia italiana.
Dal 1980 al 1987 è redattore della rivista di poesia “Inonija”, collaborando con altre riviste del settore fra cui Alfabeta.
Le sue poesie e i suoi saggi critici sono stati pubblicati su diverse riviste letterarie, fra cui “Alfabeta”, “Quasi”, “Incognita”, “Via lattea”, “Poiesis”, “OU”, “Hotamitaniu”.
Successivamente si è occupato di politiche culturali creando il Festival delle Invasioni, e poi ideando per la città di Cosenza la Casa delle Culture e per Rende il Museo del Presente. Questo lavoro è confluito nella redazione della tesi di dottorato di ricerca, presso l’Università degli Studi della Calabria, dal titolo Diritto alla cultura e politiche culturali, poi edita da Coessenza nel 2008.
Ha scritto alcuni testi teatrali messi in scena dal Centro RAT-Teatro dell’Acquario Archiviato il 26 giugno 2017 in Internet Archive., fra cui: “Ricostruzione di un delitto”, “E la terra graffiò la luna”, ” Cani randagi”, “Non seppellitemi vivo”.
Dal 2006 al 2016 ha curato per il Quotidiano del Sud un elzeviro quotidiano dal titolo Sombrero.
Ha aderito al movimento letterario del “Realismo terminale”, fondato da Guido Oldani. Il 21 marzo 2017 l’editore Mursia ha pubblicato l’antologia “Luci di posizione”, a cura di Giuseppe Langella, che raccoglie i testi dei poeti di questo movimento nonché il suo manifesto. È stato capo-redattore del semestrale di poesia Capoverso.

I messaggi di cordoglio

In queste ore, da quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa, si moltiplicano le attestazioni di stima e i messaggi di cordoglio sui social. «Ci ha lasciati in punta di piedi – scrive sulla sua pagina facebook il sindaco di Rende e presidente di Anci Calabria, Marcello Manna – il poeta, Franco Dionesalvi. Uomo per bene, assessore illuminato, a lui si deve la nascita del Polo museale di Rende con la fondazione del Museo del Presente. La nostra terra perde oggi una delle sue menti più brillanti, continuino i suoi versi a narrare di una Calabria migliore».

«Mi piacerebbe adagiare un sombrero sui suoi versi e sui suoi pensieri – scrive la vicesindaco di Cosenza Maria Pia Funaro -. Lui che questo termine amava nella grande originalità che lo contraddistingueva anche per la scelta di una rubrica giornalistica. Se ne va una delle persone più cariche di poesia che abbiamo conosciuto e quando muore un poeta (capace di costruire parole e azioni e Invasioni) è tremendamente difficile attraversarne personalità, cultura, emotività. Tutto quello che è stato Franco Dionesalvi la nostra città lo sa. E sapersi è il primo modo di ricordare. Al fratello Claudio non posso consegnare la forza di superare ma posso solo augurare di continuare a vivere di poesia».

«Cosenza piange, addolorata ed incredula, la scomparsa di Franco Dionesalvi, intellettuale di spicco della nostra città, ma soprattutto poeta, come amava definirsi – scrive il sindaco della città Franz Caruso –. Il grande impulso che Franco Dionesalvi seppe dare alla crescita culturale della città di Cosenza è riassunto in quella autentica messe di eventi che portano la sua firma e che sono stati consegnati indelebilmente all’immaginario collettivo: dalla Festa delle Invasioni che contribuì a rianimare e a far rivivere e ripopolare il centro storico della città e a riqualificare anche altri luoghi, togliendoli da una situazione di marginalità, al Capodanno in Piazza, altra sua felice intuizione e che, con il concerto di Franco Battiato, fece entrare ufficialmente Cosenza nel 2000. L’elenco sarebbe troppo lungo, ma se proprio dovessimo evocare un altro ricordo, non possiamo non richiamare alla memoria, l’organizzazione, tutta sua e derivante dalla irrefrenabile vocazione alla poesia, delle “Invasioni” dei poeti, facendo arrivare a Cosenza i rappresentanti della Beat Generation, a cominciare da Lawrence Ferlinghetti – memorabile il suo reading nella Villa Vecchia. Franco Dionesalvi era una persona colta ed estremamente poliedrica: non solo poeta, ma anche scrittore e arguto giornalista, saggista, e, per quel che ha dato alla città, amministratore illuminato. Qualità – ha proseguito Franz Caruso – che Giacomo Mancini ebbe la felice intuizione di utilizzare al meglio affidandogli le redini della cultura in città, scommettendo sulle sue indiscutibili capacità e sulla sua visionarietà. Di lui Cosenza conserverà a lungo il ricordo e si adopererà per mantenerne viva la memoria. In questa direzione la mia Amministrazione comunale si farà promotrice di iniziative adeguate».

«Lo conobbi ormai tanto tempo fa – scrive Giacomo Mancini jr sul suo profilo social – in un luogo e in una funzione che normalmente non si attaglia ad un poeta: il municipio di Cosenza. Quel gran visionario di mio nonno lo volle al suo fianco come assessore alla cultura». «“Mi piacciono molto le diavolerie di Dionesalvi” – ricorda – ripeteva spesso con quel suo sorriso dolce e sornione il Sindaco. In quegli anni straordinari che segnarono una incredibile rinascita di tutta la città, Franco comprese fin da subito che attraverso la sua persona, Giacomo Mancini voleva chiamare al Comune quell’associazionismo che un ruolo importante ha esercitato in città contro il degrado, il riflusso il qualunquismo».
«Franco – scrive ancora Mancini – seppe dimostrare che anche un poeta può incidere nelle scelte concrete di governo della città. Ad iniziare dal Teatro Rendano. Quando Mancini si insediò era chiuso a causa di interminabili lavori, con i manifesti di glorie passate che penzolavano alle pareti come ricordi nostalgici. E anche grazie al lavoro ricco di passione di Franco il teatro ritornò a nuova vita, con la lirica, con la prosa e con un cartellone che andava a setacciare percorsi di frontiera senza i quali il teatro non può esistere».
«E oltre al Rendano – ricorda ancora il nipote dell’ex sindaco di Cosenza – la Casa delle Culture (era un edificio abbandonato da decenni, diventato una discarica abusiva) con i suoi quattro piani (uno dedicato alla Parola, uno al Suono, uno all’Immagine, e uno all’Informatica) con le sue sale aperte alla creatività di tutti. La Festa delle Invasioni, che proiettava la storia di Cosenza nel presente e nel futuro. E ancora il Capodanno in piazza (che straordinaria rivoluzione aspettare il nuovo anno – il nuovo millennio, ballando sotto al comune sulle note delle canzoni di Franco Battiato). Cuccurucccucu paloma.
E poi San Giuseppe Rock, le Estati in città, l’apertura di diversi musei. E l’elenco potrebbe continuare a lungo».
«Ma non occorre perché il lascito di quegli anni straordinari – afferma ancora Mancini jr -non fu materiale, ma fu quello di far sentire la stragrande maggioranza dei cosentini tutti protagonisti di un riscatto, di una rinascita della nostra città, tutti orgogliosi di quello che insieme si stava facendo. In questo momento estremamente triste (mi stringo affettuosamente ai suoi cari ad iniziare da suo fratello Claudio) mi torna in mente il suo sorriso dolce, la sua espressione buona, il suo fare delicato. E la sua straordinaria ironia, di cui tante volte mi ha voluto mettere a parte, suggerendomi invettive, nomignoli, prese in giro che ho utilizzato negli scontri elettorali».
«E però rimane l’amarezza per il trattamento che la sua amata Cosenza gli ha riservato negli ultimi anni – conclude Mancini jr – . Mi auguro che adesso la sua città, sappia onorarlo e ricordarlo per come merita. Ciao Franco, che la terra ti sia lieve».

«La prematura e dolorosa scomparsa di Franco Dionesalvi, poeta e raffinato intellettuale – afferma Sandro Principe, ex sindaco di Rende e già assessore regionale alla Cultura – mi ha addolorato molto. Anche se negli ultimi tempi non ci siamo frequentati, a parte qualche fugace e occasionale incontro, ho un ricordo nitido della sua qualificata collaborazione. Ricoprivo il ruolo di Sindaco di Rende e l’amministrazione che avevo l’onore di guidare stava realizzando quello che poi è diventato il Museo del Presente».
«Chiesi a Franco di collaborare come consulente con il nostro Comune – ricorda Principe – e questo sodalizio partorì l’allestimento e la titolazione del museo. Per verità, io avevo immaginato di realizzare un museo tradizionale per ospitare collezioni permanenti e mostre temporanee di opere d’arte; Franco mi convinse, però, ad utilizzare una parte del museo per iniziative sociali, culturali ed artistiche nei vari settori, che andassero ben oltre la valorizzazione delle arti visive che, però, poterono godere dell’uso della parte espositiva del museo, peraltro molto ampia».
«Ovviamente, l’impegno di Franco per Rende – spiega l’ex sindaco – spaziò tra l’organizzazione del Settembre Rendese e dei tanti eventi prodotti in quegli anni. Avvicinandosi la scadenza elettorale del giugno 2004, Franco mi aiutò a stendere il mio programma elettorale che titolammo “Le mille luci di Rende”. Nel 2005 eletto consigliere regionale, e subito nominato dal presidente Loiero assessore alla Cultura, chiamai Franco a continuare la nostra collaborazione come consulente dell’assessorato».
«Insieme al professor Sicoli, anche lui mio consulente – conclude Principe – realizzammo numerose mostre di arti visive di livello nazionale ed avviammo tantissime iniziative per valorizzare i nostri siti archeologici, i castelli, i musei e le biblioteche e per aiutare i comuni a porre in essere attività culturali di qualità. Nell’attuale momento storico, in cui alla politica manca il pensiero e, molto spesso, la cultura diventa di regime, uno spirito libero, raffinato e colto come Franco Dionesalvi, certamente mancherà a questa dolente Calabria».

«Ci ha lasciato un grande poeta – afferma l’assessore regionale al Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso – che amava la vita, le parole che la dipingono e il gusto raffinato per il bello. Dionesalvi ha lasciato un segno tangibile nelle istituzioni calabresi, anche come assessore alla Cultura al Comune di Cosenza. La sua creatività, felice ed ironica, ci consegna un messaggio lieve ma di alto profilo interiore, un modo nobile di guardare alla terra ed alla Calabria che ci consola, seppur parzialmente, della sua mancanza».

«Con la prematura scomparsa di Franco Dionesalvi – afferma Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria – la Calabria perde un grande uomo di cultura, un poeta e scrittore sopraffino, una personalità che nel corso della sua vita ha dato importanti contributi alla nostra Regione, alla città di Cosenza, alla comunità di Rende.
Ho avuto la fortuna di conoscere Franco Dionesalvi, e ricordo il suo entusiasmo, la sua arguta ironia, la sua creatività. Ci ha lasciato un interprete autentico e unico del nostro tempo. Alla famiglia il sincero cordoglio della Giunta regionale che ho l’onore di presiedere».

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