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La vertenza

Abramo CC, due giorni di sciopero, coinvolti 1200 dipendenti

Le segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel Cisl, UilCom-Uil della Calabria: «I commissari rifiutano il confronto»

Pubblicato il: 15/07/2022 – 19:01
Abramo CC, due giorni di sciopero, coinvolti 1200 dipendenti

CATANZARO Le segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel Cisl, UilCom-Uil della Calabria, hanno proclamato per il 21 luglio ed il 1 agosto uno sciopero dei dipendenti della Abramo CC, azienda in amministrazione straordinaria nella quale lavorano nelle sedi 1.200 persone di cui la metà nel sito di Crotone e le altre tra Montalto Uffugo e Catanzaro. Le giornate di protesta si terranno il 21 luglio, con uno sciopero di 2 ore, e lunedì 1 agosto con l’astensione al lavoro per l’intero turno e presidio alla Cittadella regionale. La decisione stata presa a conclusione delle assemblee dei lavoratori durante le quali sono stati spiegati i motivi che, è scritto in una nota dei tre sindacati, «rendono necessaria una forte reazione da parte dei lavoratori per sollecitare la triade commissariale ad un cambio di passo in totale discontinuità con quanto fatto fino ad oggi. Allo stato sostanzialmente hanno curato solo gli aspetti burocratici della procedura concorsuale, eludendo e rifiutando sistematicamente il confronto con i rappresentanti dei lavoratori ed interloquendo unicamente con il management aziendale che è lo stesso che ha portato la Abramo CC allo stato di insolvenza».
«Questo totale distacco dalla realtà e la completa sospensione delle relazioni sindacali – è detto ancora nella nota – che sono l’unico luogo naturale deputato ad affrontare la complessità dei problemi che impattano sui lavoratori durante una Amministrazione Straordinaria, sta determinando dei danni gravissimi, sia per quanto riguarda il recupero dei crediti maturati (cioè impatta in generale su tutti i creditori), ma soprattutto rispetto alle future prospettive di ricollocazione presso altre aziende di chi è ancora alle dipendenze della Abramo CC in amministrazione straordinaria». I sindacati lamentano, inoltre, che «il diniego da parte dei commissari ad esplicitare chiaramente la marginalità aziendale e l’erosione mensile dell’attivo di cassa» impedisce di conoscere il futuro dell’azienda. «Per quanto tempo si può andare avanti prima che si finiscano i soldi in cassa?» chiedono ancora Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uil Com-Uil ricordando che «quei soldi sono quelli che dovrebbero essere ripartiti fra tutti i creditori, e quindi una gestione inadeguata finisce per danneggiare comunque i lavoratori». I lavoratori, è detto ancora nella nota hanno anche segnalato «tante altre difficoltà di natura gestionale nell’interloquire con i propri responsabili diretti, dalla quale vengono continuamente stalkerizzati con richieste di maggiore produttività e obiettivi che mal si sposano con il malessere diffuso che pervade indistintamente tutte le maestranze della Abramo CC».

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