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La Calabria non dimentica: quelle vite spezzate quattro anni fa nelle Gole del Raganello

Oggi ricorre il quarto anniversario di una tragedia sconvolgente. La comunità di Civita si raccoglie in preghiera per le 10 vittime

Pubblicato il: 20/08/2022 – 7:13
La Calabria non dimentica: quelle vite spezzate quattro anni fa nelle Gole del Raganello

CIVITA La Calabria non dimentica. Oggi è il quarto anniversario della tragedia delle Gole del Raganello che provocò 10 vittime, nove escursionisti e una guida, travolte e uccise da un’improvvisa onda di piena del torrente. A perdere la vita furono Antonio De Rasis, 32 anni, di Cerchiara, guida esperta e volontario della Protezione Civile, Maria Immacolata Marrazzo, 43 anni, avvocata di Torre del Greco (Napoli); Carlo Maurici, 35 anni, e Valentina Venditti, 34 (Roma); la ricercatrice bergamasca Paola Romagnoli, di 55 anni; i pugliesi Gianfranco Fumarola, 44 anni, agente di polizia penitenziaria, Myriam Mezzolla, 27 anni, e Claudia Giampietro, 31, queste ultime due sorprese dal fiume mentre facevano rafting; i coniugi Carmen Tammaro, 41 anni, e Antonio Santopaolo, 44, di Qualiano (Naspoli), le cui figlie di 10 e 12 anni sono fra i sopravvissuti.

La commemorazione a Civita

La  comunità di Civita ricorderà le dieci vittime con una liturgia che si terrà presso la Chiesa Parrocchiale “Santa Maria Assunta”, con inizio alle ore 9. La cerimonia religiosa sarà officiata dal parroco, Padre Remo. «Anche quest’anno, a distanza di quattro anni, l’amministrazione comunale, la comunità parrocchiale e l’intera comunità di Civita – ha dichiarato il sindaco Alessandro Tocci –  intendono ricordare le dieci persone che persero la vita quel terribile e indimenticabile giorno. Quanto avvenne quel nefasto lunedì pomeriggio è per noi qualcosa di indelebile. Non lo dimentichiamo.  E’ un ricordo che porteremo sempre con noi così come saremo sempre vicino al dolore dei familiari delle dieci vittime».

L’iter giudiziario

A distanza di poche settimane dalla tragedia scatto l’inchiesta della magistratura, che ipotizzò i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, inondazione colposa ed omissione di atti d’ufficio notificando 14 avvisi di garanzia a carico di amministratori locali, operatori turistici e guide: tra le principali accuse ossee dalla Procura di Castrovillari la mancata valutazione dell’allerta meteo. Al momento pendono due fasi processuali: la prima al Tribunale di Castrovillari davanti al quale sono imputati amministratori locali e i responsabili di agenzie turistiche. La seconda in Corte d’Appello, a Catanzaro, presso la quale pende un’impugnativa della Procura generale sulle sentenze di non luogo a procedere di alcuni imputati disposti dal Gup in fase preliminare.

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