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l’intervista

Sgarbi: «Bronzi uniche opere inamovibili, dovrebbero invece poter uscire dalla Calabria»

Le dichiarazioni del sindaco di Sutri al quotidiano “La Verità”: «Sono stati duemila anni in fondo al mare, resisteranno a uno spostamento»

Pubblicato il: 22/08/2022 – 10:51
Sgarbi: «Bronzi uniche opere inamovibili, dovrebbero invece poter uscire dalla Calabria»

ROMA «Se fossimo una nazione normale, i Bronzi dovrebbero poter uscire dalla Calabria. Eppure sono stati dichiarati inamovibili». È quanto dichiara Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri (Viterbo) in un’intervista pubblicata quest’oggi dal quotidiano “La Verità”. «Sono le uniche opere inamovibili – commenta Sgarbi –, dopo che sono stati per duemila anni sul fondo del mare. Se hanno resistito a quello non dovrebbero poter resistere anche a uno spostamento?».
Il quotidiano riferisce di una recente visita a Viareggio dell’ex sottosegretario di Stato ai Beni culturali proprio per partecipare a una singolare iniziativa riguardante i bronzi: l’inabissamento per un anno di due copie realizzate negli anni Novanta da una fonderia d’arte di Pietrasanta. Eduardo Lamberti Castronuovo, membro del Comitato per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace, l’ha definita un’offesa alla logica. Sgarbi ha così definito Lamberti «un medico senza alcuna competenza».
«È così – conferma Sgarbi alla Verità –. È un reumatologo scelto dalla politica. Io conosco benissimo la Calabria, e la amo. E penso che tenendo i Bronzi prigionieri a Reggio si faccia un danno alla Calabria. Non dico di muoverli sempre, ma una volta ogni 5 o al massimo 10 anni potrebbero essere spostati, andare ad esempio a New York o Pechino». «Farebbero base in Calabria – puntualizza Sgarbi –, ma sarebbero spostati in occasioni speciali e si farebbero incassi da milioni di euro che farebbero bene alla Regione. Non si può bloccare queste opere perché lo ha deciso un comitato del ca**o. Queste sono le cose di cui si dovrebbe occupare il nuovo governo, ma sembra che manchi sensibilità su questi temi». «Per questo insisto che il centrodestra – aggiunge Sgarbi – debba affidarsi a persone che conoscano la materia, deve raccogliere tutti gli intellettuali d’area che sappiano qualcosa e siano pronti a restituire dignità culturale alla nostra nazione. Ciò non significa che le persone di sinistra non debbano più lavorare, anzi. A Ferrara, ad esempio, c’è un bravo sindaco leghista a cui io ho fatto il nome di Moni Ovadia per il teatro, e ne è venuta fuori una grande cosa, entrambi si sono messi in gioco». «Ora io chiedo a Giorgia Meloni che potrebbe diventare presidente del Consiglio – dichiara Sgarbi – di introiettare tutte le energie culturali disponibili. Sia sulla cultura che per lo spettacolo. Persone come Luca Barbareschi, Davide Rondoni, Edoardo Sylos Labini, gli altri che ho citato prima». «Non è una richiesta di poltrone – conclude Sgarbi –, ma di energie. Se non hai figure intellettuali, come pensi di sostenere la destra?».

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