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Le indagini

Nuovi guai per gli assassini di Willy. Fratelli Bianchi condannati per spaccio

I due sono ritenuti gli autori dell’omicidio del 21enne ucciso a calci e pugni a Colleferro. Il gip: «Alta capacità delinquenziale»

Pubblicato il: 28/08/2022 – 15:19
Nuovi guai per gli assassini di Willy. Fratelli Bianchi condannati per spaccio

COLLEFERRO Per Marco e Gabriele Bianchi non c’è solo la condanna per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a calci e pugni all’esterno di un locale di Colleferro (in provincia di Roma) nel settembre 2020 e per il quale i due fratelli hanno ricevuto l’ergastolo. I due praticanti di arti marziali hanno ricevuto altri 4 anni e mezzo per spaccio ed estorsioni nella zona dei Castelli. Quest’ultima condanna è stata ridotta in Appello e ora i due attendono la data della Cassazione per rendere la sentenza definitiva.

L’inchiesta

In vista dell’Appello per l’omicidio di Willy, tra l’altro, i due fratelli hanno cambiato avvocato “per diversità di vedute” con Massimiliano Pica e a seguirli subentrano Valerio Spigarelli, Ippolita Naso e Pasquale Ciampa. L’ultima condanna comunque, come riportato dal Corriere della Sera, è arrivata in tempi rapidi e parallelamente a quella per la morte di Willy Monteiro Duarte. In questo caso bisogna risalire agli arresti, avvenuti nel dicembre 2020 e ottenuti dalla procura di Velletri per un giro di droga e pestaggi. All’epoca l’ordinanza di arresto era arrivata quando i fratelli Bianchi erano già in carcere, accusati dell’omicidio del 21enne a Colleferro, avvenuto esattamente tre mesi prima.

Pusher a Velletri

L’inchiesta di Velletri ha fatto emergere un ruolo centrale dei fratelli Bianchi in un gruppo che spacciava cocaina nell’area di Velletri, Lariano, Artena e dintorni. L’attività di spaccio, come l’ostentazione di auto di lusso, era un modo per affermare il ruolo della banda. Marco e Gabriele si rendevano protagonisti di minacce e pestaggi per riscuotere pagamenti: ed era voluta e ricercata quella fama di “picchiatori” che avevano in tutta la zona.

Le intercettazioni

Alcune intercettazioni hanno fatto emergere minacce verso un 20enne che aveva verso la banda un debito di poche decine di euro. «Sei un infame tu e tuo padre, siete solo dei pezzi di m…, avete torto marcio e andate pure a fa la denuncia infami…morti de fame», si legge nelle intercettazioni riportate dal Corriere della Sera. E secondo questa inchiesta di Velletri, sono emersi, nei confronti dei Bianchi, molti di quegli stessi elementi emersi nel corso del processo in corte d’Assise a Cassino che avevano portato, a luglio, alla condanna all’ergastolo per la morte di Willy.

Il gip: «Spiccata capacità a delinquere»

Il gip ha infatti riscontrato che «per le specifiche modalità e circostanze dei fatti, abituali e reiterati nel tempo, e per la loro gravità, si ritiene sussistente il concreto e attuale pericolo che gli indagati perseverino in altre azioni delittuose e condotte analoghe a quelle contestate» e che quei pestaggi apparivano «chiaramente indicativi di una spiccata e sistematica capacità delinquenziale».
Un precedente questo che spiega l’ergastolo per i fratelli Bianchi per l’omicidio di Colleferro e non per Francesco Belleggia e Mario Pincarelli, condannati a 21 e 23 anni rispettivamente, per concorso.

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