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La triste notizia

Addio alla regina Elisabetta. Carlo il nuovo re

A renderlo noto Buckingham Palace. Al suo capezzale i quattro figli. Il primogenito è il nuovo regnante

Pubblicato il: 08/09/2022 – 15:21
Addio alla regina Elisabetta. Carlo il nuovo re

LONDRA Una figura senza tempo, simbolo della monarchia, oltre i confini del Regno Unito. È morta a 96 anni la regina Elisabetta II. Lo ha reso noto Buckingham Palace.
Tutti e 4 i figli della regina Elisabetta erano al suo capezzale nella residenza scozzese di Balmoral, dopo la notizia sull’aggravamento delle sue condizioni.
Con la morte della regina è il primogenito Carlo il nuovo re.

Il profilo dell’eterna monarca

Era nata il 21 aprile del 1926 a Londra dal duca di York, poi diventato re Giorgio VI, e dalla moglie Elisabetta. «Tutta la mia vita, che sia breve o lunga, la dedicherò al vostro servizio e a quello della grande famiglia reale», aveva promesso a 21 anni. E così è stato: salita sul trono a soli 25 anni dopo l’improvvisa morte del padre, il 6 febbraio del 1952, da allora la sua vita è stata un tutt’uno con il ruolo, scegliendo il silenzio su sentimenti e vita privata e facendo invece di discrezione, senso del dovere e stabilità il suo segno di riconoscimento, anche nei momenti in cui alcuni scandali hanno fatto tremare la corona.
Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e capa di Stato di altri 15 Paesi del Commonwealth, Elisabetta, amata dai sudditi e al centro della recente serie “The Crown”, ha vissuto momenti storici che vanno dallo scoppio della Seconda guerra mondiale alla guerra delle Falkland-Malvinas sotto Margaret Thatcher, dalla guerra del Golfo alla caduta del muro di Berlino, dall’attacco alle Torri gemelle fino ad arrivare alla Brexit e alla pandemia di Covid-19. Lei c’era sempre. Ha visto avvicendarsi 15 primi ministri britannici, da Wiston Churchill a Boris Johnson e Liz Truss, e sei Papi (Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco). Gestendo parallelamente periodi complicati per la sua vita privata: dai divorzi dei figli Anna, Carlo e Andrea nell’annus horribilis 1992 alla crisi seguita alla morte della principessa Diana, a cui la monarca fu accusata da molti di avere reagito con freddezza, fino ad arrivare al polverone della Megxit, con l’abbandono degli incarichi reali da parte di Harry e Meghan e le successive accuse di razzismo sulla casa reale. L’ultimo dolore essere rimasta vedova del principe Filippo, morto il 9 aprile dello scorso anno a 99 anni, da lei definito sua “forza” e “appoggio” per tutta la vita.
Il loro matrimonio nell’abbazia di Westminster il 20 di novembre del 1947 (erano già sposati quando lei è salita al trono) resta fra le pagine di storia. Com’è pure un’immagine iconica che passa alla storia quella di Elisabetta che piange il marito ai funerali, vestita di nero, seduta da sola nel coro della cappella di St. George a Windsor, con la mascherina alzata.
È stata la sovrana più longeva al mondo nonché la regnante rimasta più a lungo sul trono britannico: il record dei 63 anni di regno della regina Vittoria, sua trisavola, che regnò dal 1837 fino alla morte nel 1901 dopo essere diventata monarca a soli 18 anni, Elisabetta lo aveva battuto già nel 2015. E ha raggiunto il Giubileo di platino, i 70 anni sul trono, quest’anno.Amante dei corgi e dei completi colorati con cappello abbinato, è sempre stata molto attiva e nel corso della sua lunga vita ha goduto perlopiù di buona salute. Il 20 ottobre 2021 aveva destato preoccupazione l’annuncio che la regina avrebbe saltato un viaggio in Irlanda del Nord, visto che il suo medico le aveva raccomandato di stare qualche giorno a riposo; poi da Buckingham Palace la notizia che aveva trascorso una notte in ospedale per controlli. L’ultimo ricovero risaliva al 2013, quando allora 86enne aveva affrontato una gastroenterite. A Windsor dallo scoppio della pandemia, la sovrana si era vaccinata contro il coronavirus nei primi mesi del 2020; aveva contratto il Covid-19 il 20 febbraio 2022, ma con sintomi lievi. Di recente era stata vista camminare più volte in pubblico con un bastone (era successo già nel 2003, ma allora a seguito di un intervento al ginocchio). Le sue condizioni di salute sono poi peggiorate. Il 31 agosto Buckingham Palace ha fatto sapere che la sovrana avrebbe ricevuto la nuova premier britannica presso la tenuta di Balmoral in Scozia, dove si trovava, e non a Buckingham Palace o al Castello di Windsor, come da tradizione.
Dopo la votazione per la leadership dei Tory e la vittoria di Liz Truss, Elisabetta ha ricevuto il premier britannico Boris Johnson e ne ha accettato le dimissioni e ha poi nominato Truss premier. Due giorni dopo da Buckingham Palace è arrivata la notizia che la sovrana era sotto controllo medico e che i dottori erano preoccupati per la sua salute. Tutta la famiglia si è immediatamente recata a Balmoral, a partire dal principe Carlo con la consorte Camilla, seguito dai fratelli, dal figlio William e da Harry e Meghan.
Nonostante negli ultimi anni avesse tagliato il carico del suo lavoro, aveva comunque mantenuto un’agenda di impegni reali piuttosto fitta, mettendo in programma anche la partecipazione al summit sul clima Cop26 a Glasgow, in Scozia, salvo poi annullarla su consiglio dei medici. Da 95enne non si sentiva anziana, tanto da rifiutare il premio ‘Vecchietta dell’anno’ offertole dalla rivista ‘The Oldie’: «Sua maestà ritiene che si abbia l’età che ci si sente, per questo la regina non ritiene di non rispondere ai criteri giusti per poter accettare e spera troviate un destinatario più meritevole», aveva fatto sapere al giornale tramite il segretario privato.

Carlo in nuovo re

Ha aspettato più di ogni altro erede al trono il giorno fatidico, con la prospettiva di diventare il piu’ anziano delfino ad essere incoronato monarca nella storia britannica. Dopo l’attesa di una vita Carlo a 73 anni suonati vede ora il compiersi di un destino segnato sin dalla sua nascita avvenuta il 14 novembre del 1948 a Buckingham Palace, ai tempi del nonno Giorgio VI. E lo fa come successore di Elisabetta II, regina dei record, fra non pochi interrogativi: alimentati anche dall’indiscussa popolarita’ consolidata nel tempo da sua madre, ulteriore peso da portare assieme a quello della successione. Il piu’ longevo principe di Galles, accompagnato fino ad oggi dalla nomea di ‘eterno erede’, ha del resto dalla sua la pazienza di chi – nonostante gli alti e bassi nella vita pubblica e privata – ha saputo attenersi per lunghi anni al ruolo a lui assegnato, preparandosi senza mai dare a vedere di scalpitare al momento di poter essere messo infine alla prova. Momento che arriva adesso a dispetto delle voci – ripetute negli anni ma costituzionalmente campate per aria – di un passaggio diretto dello scettro al suo primogenito William, principe della nuova generazione cui per ora spettera’ una funzione di braccio destro. Se non di co-reggenza di fatto, come quella che Carlo stesso ha svolto negli ultimi anni, chiamato via via a sostituire l’ultranovantenne matriarca di casa Windsor in occasione sempre piu’ importanti, sino a quello fondamentale della lettura del tradizionale Queen’s Speech in Parlamento nel 2022.
A suo conforto, non manca d’altronde il chiaro precedente storico di almeno un altro re subentrato con ottimi esiti a un’inossidabile madre sovrana dopo una lunghissima attesa. Si tratta di Edoardo VII, figlio e successore della regina Vittoria, figura chiave di un’epoca che non a caso e’ definita dal suo nome e coincide col suo lungo regno dal 1837 al 1901, secondo per durata solo a quello di Elisabetta II. Trisavolo di Carlo, Edoardo – ‘lo zio d’Europa’ – salì sul trono britannico all’inizio del XX secolo e fu capace di guida lungimirante dell’impero nel suo decennio circa di transizione: tanto da essere soprannominato per le capacita’ diplomatiche ‘Peacemaker’ (il Pacificatore) in tempi turbolenti di tensioni internazionali che dopo la sua morte contribuirono a scatenare il Primo conflitto mondiale. Non mancano similitudini tra i due.
Come il fatto che Edoardo fondo’ il ‘Prince of Wales Fund’ per finanziare gli ospedali londinesi, mentre Carlo si e’ impegnato per i meno abbienti, creando il ‘Prince’s Trust’, un’organizzazione caritatevole che ha aiutato migliaia di ragazzi sfortunati a farsi largo nella vita. Certo, i tempi sono ben diversi, col figlio di Vittoria che era sovrano di un impero allora al culmine della sua estensione e aveva molte piu’ responsabilita’ rispetto a quelle di Carlo oggi in un Paese fortemente cambiato.
Il primogenito di Elisabetta appare inoltre una figura piuttosto sensibile, passato attraverso non pochi momenti di difficolta’ e finito anche al centro di più di una polemica: dallo scandaloso divorzio con la prima moglie, la popolarissima Diana, alla tragica morte della “principessa del popolo” in un incidente automobilistico a Parigi nel 1997 (quasi fatale per le sue sorti personali e per quelle della monarchia); fino alle critiche per le “interferenze” nella politica britannica o a quelle recenti riguardanti le donazioni alla sua Prince’s Foundation, ai milioni cash ricevuti da ricchissimi emissari delle monarche arabe del Golfo e ai sospetti su una sorta di compravendita di decorazioni, fra intrecci opachi d’intermediazioni, favori, interessi di business. Carlo sembra essere uscito comunque dalle fasi piu’ buie senza grandi contraccolpi e se non altro con una certa fama di principe dalle sensibilita’ contemporanee: non solo per avere in ultimo normalizzato il proprio divorzio e fatto accettare il secondo matrimonio con l’amata Camilla – destinata a divenire Regina Consorte secondo l’auspicio della stessa Elisabetta -, ma anche per l’impegno pubblico internazionale nella difesa dell’ambiente, l’attenzione al sociale e il proposito di svecchiare e snellire la casa reale. Immagine tutta da cementare ora per un uomo che arriva ultrasettantenne all’appuntamento con la storia, consapevole di dover sorprendere gli scettici se vorra’ vincere l’unica sfida che conti davvero per la sopravvivenza di un’istituzione come la monarchia nell’era post moderna: salvaguardare la tradizione stando al passo coi tempi.

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