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Droga e armi per un casa popolare in via degli Stadi ai “Banana”. «A venti carte si vende»

Tra le carte dell’inchiesta della Dda di Catanzaro anche il “baratto” proposto agli Abbruzzese. «Gli do due pistole e un fucile»

Pubblicato il: 09/09/2022 – 19:43
di Giorgio Curcio
Droga e armi per un casa popolare in via degli Stadi ai “Banana”. «A venti carte si vende»

COSENZA Case sicure per poter nascondere armi e droga. Meglio ancora se alloggi popolari. Il gruppo dei “Banana”, guidato dai fratelli Luigi e Marco Abbruzzese si muoveva anche in questo campo. Ne sono convinti gli inquirenti, coordinati dalla Dda di Catanzaro, che hanno ricostruito un episodio, riportato poi nell’ordinanza del gip, Alfredo Ferraro, che ha portato al coinvolgimento di 202 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Reset”.

L’appartamento disponibile

Sono tre le conversazioni telefoniche captate ad ottobre del 2018 tra i fratelli Banana. È Marco, in particolare, a prospettare al fratello l’opportunità di prendere un appartamento popolare, situato in via degli Stadi, a Cosenza, in cambio di 4 chili di hashish, due pistole e un fucile. Valore totale «quindici carte», ovvero quindicimila euro. «Hai visto la casa dello stadio? (…) mi fa la dichiarazione che me la lascia, te la cede, pulito pulito ed io gli ho detto che gli do 4 chili di hashish, due pistole ed un fucile, che a me sono usciti cinquemila euro, diciamo eh».

«A venti carte si vende»

Per Marco Abbruzzese si tratta, quindi, di un affare allettante perché «è una casa che venti carte si vende».  Nel corso del discorso spiega ancora al fratello: «(…) lui ha detto che vuole altri due chili, ora sicuramente ci ripensa e viene, caso mai dice sì, glieli diamo? (…) tanto, sul bene tuo, quei due, un chilo li ho cacciati, hai visto, uno me lo voleva restituire ed un altro se lo è tenuto, quell’altro uno me lo voleva restituire (…)». «(…) gli do un fucile di quelli e quelle due pistole che ho io, poi caso mai la 44 anziché dagli quella cromata» e Luigi chiede: «E ventimila euro la stai pagando questa casa?» e Marco risponde ancora: «Cinquemila euro, otto mila euro, a due euro, tredicimila euro (…) quindici carte».

«Gli do 4 chili d’erba»

I fratelli Luigi e Marco raccontano anche al cognato Antonio Abruzzese della proposta che hanno ricevuto dell’appartamento della casa popolare di via degli Stadi e delle modalità di pagamento con armi e droga. «Per una casa, hai visto quella casa che abbiamo quella sera? Ci fa la dichiarazione che ci lascia la casa, però è popolare, lui mi fa la dichiarazione che ce la cede, capito? Lui all’inizio mi ha detto no, poi gli ho detto, caso mai tu mi dici si, gli ho detto che poi possiamo parlare e gli ho detto che gli do 4 chili, quattro chili di erba». E il cognato risponde: «È allo Stadio questa casa? E quanto cazz* ne vuole? E chi se la prende, poi?».

I problemi legati all’erba

Il problema, però, era prima riuscire a liberarsi di un quantitativo di erba. «(…) l’ho fatta vedere ad un paio di persone – lamenta Marco Abbruzzese – solo quei due chili, sono riuscito a dare, di questi uno me ne voleva restituire un chilo, mannaia quel cornuto…» «è venuto Faustino e gli ho detto di prendersene almeno due chili ad 1 euro ed 80, almeno la togliamo gira e volta». «(…) ci deve dare 5 carte (5 mila euro ndr) 2.500 uno e 2500 l’altra (…) gliel’ho detto, e gli è andato a dire pure il prezzo ad 1 euro e 80, ed io gli ho dovuto dire pure ad 1 euro ed 80. Però gli ho detto che se ne deve prendere almeno 2 chili (…)  mi ha detto che se ne prende prima 50, se gli piace, ha detto, me la fa cacciare, ma non con i soldi contanti però…». (redazione@corrierecal.it)

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