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Brugnaro: in Calabria la priorità è finire le grandi opere e portare la dorsale informatica

Il presidente di Coraggio Italia, una delle forze che compongono la lista “Noi Moderati”, ha fatto tappa a Reggio. «Il Ponte? Io lo farei»

Pubblicato il: 12/09/2022 – 13:49
Brugnaro: in Calabria la priorità è finire le grandi opere e portare la dorsale informatica

REGGIO CALABRIA «Noi moderati riteniamo probabile che il centrodestra vincerà e governerà il Paese. Essendo molto radicati in Calabria e in generale in altri territori, è probabile che riusciremo a portare avanti le reali necessità». Così all’agenzia Dire il presidente di Coraggio Italia e sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, oggi a Reggio Calabria, in rappresentanza della coalizione politica Noi moderati, per un tour elettorale in vista delle politiche del 25 settembre. «Qui oltre ai grandi discorsi sui grandi futuri, che poi non si vedono mai – ha aggiunto Brugnaro – dobbiamo pensare ai bambini, ai territori, alla gente che ha necessità attuali. Oltre ai grandi discorsi – ha evidenziato – occorre finire le grandi opere che si stanno facendo in Calabria, soprattutto bisogna portare la dorsale informatica che consente di avere la connettività, e garantire ai bambini di oggi di avere un futuro in questa regione. È un concetto che vale per tutti a maggior ragione al Sud. La Silicon Valley è stata realizzata in una valle, e voi avete le valli, avete i cervelli, i genitori di oggi devono pensare a un futuro per i prossimi vent’anni, non alla convenienza dell’amico che promette e basta». Coraggio Italia – ha poi evidenziato il presidente di Coraggio Italia – «si è alleato con gli altri per una sfida nazionale, noi sappiamo che è un inizio, non abbiamo un’ambizione di traguardo, ma pensiamo invece di iniziare un consolidamento e l’abbiamo già fatto presentandoci alle elezioni regionali. Come Coraggio Italia in Calabria abbiamo preso il 5,7%, Lupi ha preso il 4%». Brugnaro ha poi osservato: «Sul reddito di cittadinanza riteniamo che non debba essere abolito, ma modificato, oggi costa 10 miliardi di euro all’anno. Lasciamo 3 miliardi per sostenere le persone che hanno problemi davvero, che non riescono a lavorare o per le persone che perdono il lavoro senza una loro colpa. I sette miliardi che restano diamoli ai giovani sotto i trent’anni, togliendo tutte le tasse e contributi, in maniera tale che a un lavoratore dipendente sotto i trent’anni, i contributi figurativi li paga lo Stato e gli altri finiscono nelle buste paga». Brugnaro ha poi detto che «io il Ponte sullo Stretto lo farei davvero. E non tanto per risolvere il problema dei collegamenti con la Sicilia del resto d’Italia, ma anche per dare l’idea che l’Italia ce la sta facendo. Dovrebbe essere un’opera simbolica. Questa del Ponte – ha aggiunto Brugnaro – è diventata una barzelletta. Il centrodestra ha detto che vuole farlo. Io, sapete, sono molto prudente, finché non trovo le coperture e i soldi non mi muovo, e certamente non andiamo a cercare nuovi debiti. Dobbiamo tagliare spese dello Stato che costa mille miliardi l’anno, e sono certo che si potrebbe efficientare qualcosa e recuperare una cinquantina di miliardi. Ma in questa campagna elettorale si sta promettendo di tutto». 

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