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Il rapporto

Calabria ultima per spese sociali. Si allarga il divario di cittadinanza

La spesa pro capite del 2018 nel Vibonese è stata appena di 6 euro, contro la media di 124. Tutte le province indietro per aiuti a famiglie, disabili ed anziani

Pubblicato il: 20/09/2022 – 16:31
di Roberto De Santo
Calabria ultima per spese sociali. Si allarga il divario di cittadinanza

CATANZARO Un solco profondo separa le aree più ricche del Paese dal resto d’Italia in materia di spesa per servizi sociali. Un divario che diviene abissale se confrontato con le province calabresi in cui si registrano i dati più bassi in assoluto in Italia di risorse impegnate per garantire primari servizi alla popolazione. È quanto emerge dal Rapporto 1.2022 dal titolo “I servizi sociali territoriali: una analisi per territorio provinciale”, redatto dall’Osservatorio Nazionale sui Servizi Sociali Territoriali del Cnel realizzato in collaborazione con Istat sul database informativo 2018 e i trend di spesa 2019.
Un report da cui emerge, appunto, che i territori calabresi restano quelli maggiormente in sofferenza per l’offerta di servizi. Rispetto ai valori medi nazionali di 124 euro pro capite, nel Vibonese la spesa per sevizi sociali in un anno risulta ferma a sei euro. Ad una distanza siderale dai 567 euro delle provincia autonoma di Bolzano.
Ma sono anche le province di Reggio, Crotone, Cosenza e Catanzaro a registrare dati decisamente lontani dal resto del Paese. In media nella provincia reggina la spesa pro-capite è stata pari a 22 euro, nel Crotonese sale a 24 mentre nel Cosentino e nel Catanzarese la spesa per servizi sociali è stata di appena un euro superiore (25).
Dall’altra parte della classifica si collocano le province del Trentino e Friuli, con Bolzano (€ 567) e Trieste (€ 389), seguono le province di Oristano, Gorizia, Cagliari, Udine e Trento con valori superiori ai 250 euro pro-capite. In linea generale, le province del Centro-Nord hanno valori di spesa maggiori, anche se parecchie mostrano una spesa inferiore ai 100 euro pro-ca­pite, in particolare: Sondrio (€ 84), Treviso (€ 85), Belluno (€ 86), Massa-Carrara (€ 89), Alessandria (€ 91), Pavia (€ 93), Vicenza (€ 95), Vercelli, Rovigo e Perugia (€ 96) e Asti (€ 97).
Spese che non tengono conto della compartecipazione degli utenti e degli enti del Servizio sanitario nazionale. Anche se considerando quella quota di compartecipazione il quadro complessivo non muta di molto per la Calabria.
È sempre il Vibonese a registrare il dato peggiore in Italia con 964.996 euro complessivamente spesi per servizi sociali. Il Crotonese è penultimo con poco più di 4 milioni spesi mentre il Catanzarese e il Reggino si collocano rispettivamente al quartultimo e al quintultimo posto in Italia. Meglio – ma relativamente alle altre province calabresi – si comporta il territorio cosentino che si posiziona al 98emo posto in Italia per spesa assoluta investita in servizi sociali.
Se considerato che l’Italia è decisamente molto al di sotto della media europea di spesa dedicata a garantire servizi alla popolazione, si comprendere che la Calabria risulta essere il territorio più marginale nel Vecchio Continente anche in questa materia.

Il trend che non accorcia il gap

Passando poi in rassegna i dati elaborati dal Cnel, sulle spese effettuate nel 2019 emerge che il trend seppur dimostra una crescita, non riduce affatto il gap tra le province calabresi ed il resto del Paese. Anzi. Infatti la Calabria assieme alla Puglia e la Sicilia registra un andamento della spesa dedicata ai servizi sociali più bassa rispetto ad altre aree dell’Italia. Così emerge che anche nel 2019, ad esempio, il Vibonese non ha incrementato di un centesimo la spesa pro-capite. Stessa cosa è successa nel Cosentino che però si è visto scavalcare da altri territori calabresi. Nel Catanzarese e nel Reggino, infatti, la spesa pro-capite dedicata ai servizi sociali è passata a 26 euro, infine nel Crotonese la media investita per garantire servizi alla popolazione è stata pari a 27 euro.
Nonostante qualche progresso, però, tutte e cinque le province sono rimaste ultime per spese dedicate ai servizi sociali.

Appena un euro di spesa pro-capite dedicata a famiglie e minori

Ma per comprendere quanto basso sia il contributo garantito per prestazioni socio-assistenziali a chi vive in Calabria, basta leggere i dati contenuti nel report nelle diverse aree di intervento. Così per le spese dedicate a famiglia e minori si scopre che nel Vibonese la spesa pro-capite annuale si è fermata ad appena un euro. Un dato devastante se confrontato alla media nazionale di 43 euro e con alcuni territorio come quello di Bolzano e Trieste dove quella spesa sale vorticosamente a 167 e 120 euro. Non va meglio nel Reggino dove la spesa si è attestata a 7 euro. Nel Cosentino e nel Vibonese si “sale” ad otto euro per poi raggiungere i 9 del Catanzarese.

Disabili dimenticati

E se la spesa media per garantire sevizi ai disabili in Italia è stata pari a 15 euro pro-capite, i valori nei territori calabresi scendono clamorosamente. Nel Vibonese e nel Catanzarese si attestano a 2 euro, 4 invece nelle province di Crotone e Cosenza, mentre nel Reggino si è registrata una spesa media di sette euro. Anche per questa voce di sostegni le province calabresi restano agli ultimi posti in Italia. Con solo la provincia di Aosta ad occupare l’ultimo gradino (1 euro pro capite)

Non c’è posto per gli anziani

Non va meglio neppure per quanto riguarda le risorse destinata a garantire servizi agli anziani. Anche in questo settore le province calabresi occupano gli ultimi gradini in Italia.
In particolare, le province di Vibo Valentia (€ 1), Caserta e Catanzaro (€ 3); Crotone, Reggio Calabria, Isernia e Palermo (€ 4); Benevento, Cosenza, Foggia, Caltanissetta, Pescara e Terni (€ 7) si trovano in fondo alla classifica.
Tutti dati che analizzati sulle somme elargite per attivare interventi o garantire servizi alle categorie più sensibili dimostrano quanto sia “punitivo” nascere e vivere in fondo allo Stivale. (r.desanto@corrierecal.it)

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