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Politiche 2022

Salvini: «Non mi dimetto». E alla Meloni: «È stata brava»

Il leader della Lega dopo il “tonfo” esclude passi indietro. E lancia avvertimenti: «Rispettare la militanza»

Pubblicato il: 26/09/2022 – 15:28
Salvini: «Non mi dimetto». E alla Meloni: «È stata brava»

MILANO Matteo Salvini non molla, si sveglia «carico a molla» dopo essere andato a letto «incazzato» e il giorno dopo il voto che ha assegnato alla Lega il 9% dei consensi spera di poter contare su «quota cento parlamentari», tra senatori e deputati.
«Dimettermi? Mai avuto così tanta voglia di lavorare». Il giorno dopo il tonfo della Lega alle Politiche, Matteo Salvini esclude ogni possibilità di un suo passo indietro dalla guida del partito fondato da Umberto Bossi.
Dopo il silenzio della notte elettorale, il capo di via Bellerio si dice deluso per il risultato elettorale (8,89%, a fronte del 34,3% delle Europeee del 2019 e del 17,4% delle Politiche del 2018). «Ieri sera sono andato a letto incazzato», rivela, «ma stamane mi sono svegliato carico come una molla».
Il segretario leghista fa poi una analisi politica del crollo dei consensi. A suo giudizio, la Lega ha «pagato» i mesi di sostegno al governo di Mario Draghi. «Lo rifarei, ma ci è costato», dice. Mentre Giorgia Meloni – cui fa i complimenti: «è stata brava» – ha capitalizzato la permanenza «coerente» all’opposizione.
Ora si apre un capitolo nuovo per la Lega. Primo passo, già oggi, l’avvio della trattativa per l’indicazione dei ministri del futuro governo di centro destra. «Un governo dei migliori, sì, ma eletto dai cittadini italiani e non comunicato con un telegramma inviato la sera prima», puntualizza, con riferimento polemico all’ex governatore della Bce.
Secondo passo, una riorganizzazione del partito, che inizierà da domani con un “tour di ascolto” dei territori e la convocazione del consiglio federale per l’analisi del voto. Proseguirà poi, secondo il percorso già avviato, che ha comunque tempi lunghi, la stagione dei congressi. Prima si concluderanno quelli cittadini – presumibilmente entro la fine dell’anno – poi ci saranno quelli provinciali e regionali. E infine, ma a «quel punto saremo già da tempo al governo», dice, faremo «un bel congresso federale con delle idee».

«Puntiamo a 100 parlamentari»

Per quanto il governo, Salvini chiarisce: «Noi puntiamo a quota 100, non solo in chiave pensionistica, ma anche di eletti. Potrebbero essere 100 tondi i parlamentari della Lega eletti da domani, secondo gruppo del centrodestra. E ci contendiamo con il Pd il posto di secondo gruppo parlamentare».
«Intorno alle 4 del mattino ho messaggiato con Giorgia. Le ho fatto i complimenti è stata brava, lavoreremo insieme a lungo», assicura. «Ci sentiremo già oggi per ragionare presto e bene del prossimo governo». «Daremo al governo la squadra leghista migliore che ci sia», garantisce.
E a chi gli chiede se aspira ancora a tornare al Viminale, risponde: «Diciamo che sulla sicurezza la Lega si è distinta». «Finalmente sarà un governo scelto dai cittadini, la mia speranza è che si tiri dritti per cinque anni senza cambiamenti e stravolgimenti, mettendo al centro le cose da fare», si dice certo. «L’Italia ha davanti 5 anni di stabilità».

L’avvertimento: «Bisogna rispettare la militanza»

Salvini poi lancia anche qualche avvertimento interno. L’ex segretario della Lega lombarda, Paolo Grimoldi, non ricandidato alle Politiche, chiede le dimissioni dell’attuale commissario, Fabrizio Cecchetti, e la convocazione del congresso regionale. «Bisogna rispettare la militanza. Da ieri notte chi danneggia il lavoro della militanza dovrà parlare con me», afferma il capo leghista. Ha ringraziato i militanti, ma ringrazia anche i governatori? «Sono militanti anche loro, tutti si sono spesi al massimo nessuno ha tirato il freno a mano, c’era un onda di un certo tipo», risponde.

«Chi è costato il sostegno al governo»

E poi torna sull’esecutivo Draghi. «Vado orgoglioso» di non aver votato la risoluzione Casini a sostegno del governo, rivendica. «La Lega ne avrebbe sofferto anche l’Italia avrebbe sofferto. Sarebbe stato un problema per l’Italia non solo per la Lega».
«Ci è costato stare nel governo Draghi? Sì, che ci è costato. Se avessimo scelto di trascinare ancora per 9 mesi un governo fermo e litigioso sarebbe stato un problema non solo per la Lega, il cui dato non mi soddisfa evidentemente, ma siamo con il 9% in un governo in cui saremo protagonisti, prima avevamo il doppio dei voti con un esecutivo che spesso ci viveva come fastidiosi, come comparse. Gli italiani hanno scelto la coerenza, se la Lega fa la Lega non ce n’e’ per nessuno e dove governiamo si vede». «Sono fiducioso quando la Lega puo’ governare si distingue», insiste. «La Lega ha ampi margini di recupero».

Per le Regionali: «Squadra che vince non si cambia»

Infine, mette un punto fermo sulle candidature alle regionali. «In Lombardia il centrodestra è maggioranza assoluta e squadra che vince non si cambia», puntualizza, annunciando che chiederà «all’intero centrodestra di individuare subito il candidato governatore del Lazio, per subito intendo questa settimana».

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