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Soumahoro in Parlamento gli “stivali della lotta” ricorda Soumaila Sacko

Il gesto del neodeputato originario della Costa D’Avorio «in memoria dei tanti morti di lavoro»

Pubblicato il: 13/10/2022 – 14:50
Soumahoro in Parlamento gli “stivali della lotta” ricorda Soumaila Sacko

ROMA «Vado in Parlamento indossando questi miei stivali che ho sempre portato per lottare nei bassifondi dell’umanità, insieme alle mie compagne e ai miei compagni, contro lo sfruttamento e la precarietà». Fa così il suo ingresso in parlamento Aboubakar Soumahoro, il sindacalista originario della Costa D’Avorio eletto alla Camera con l’Alleanza Sinistra Italiana e Verdi. «Portiamo questi stivali in Parlamento, gli stessi che hanno calpestato il fango della miseria. Portiamo gli stivali della lotta nel Palazzo per rappresentare sofferenze, desideri, speranze. Per chi è sfruttato e chi ha fame. Coi piedi saldi nella realtà», ha scritto sui social.

Nato nel 1980 in Costa d’Avorio, è arrivato in Italia a 19 anni e si è laureato in Sociologia all’Università ‘Federico II’ di Napoli col massimo dei voti con una tesi sulla condizione dei lavoratori migranti in Italia. In prima linea contro lo sfruttamento dei braccianti e il caporalato prima con l’Usb e poi con la Lega Braccianti di cui è cofondatore è molto presente in Puglia in particolare nei “ghetti” del foggiano dove trovano rifugio in condizioni precarie migliaia di braccianti stagionali impegnati nella raccolta nei campi.
Sono state numerose le attività sindacali di Soumahoro. Quando nel Vibonese venne ucciso il giovane sindacalista Soumaila Sacko, chiese e ottenne dal governo Conte la creazione del Tavolo operativo di contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura. Tra l’altro, si è incatenato vicino a Montecitorio per chiedere un incontro col presidente del Consiglio, ha organizzato e promosso nel 2020 in piazza San Giovanni, a Roma, gli Stati Popolari degli Invisibili. «Porto questi stivali – ha scritto sui social – in ricordo delle tante e dei tanti compagni che non sono sopravvissuti a questa nostra lotta (come Soumaila Sacko, Joof Yusupha, Fallaye Dabo) e in memoria delle tante lavoratrici e lavoratori morti di lavoro (come Paola Clemente, Luana D’Orazio, Giuliano De Seta, Lorenzo Parelli). Indosso questi stivali in onore di chi oggi fa fatica ad arrivare a fine mese e di chi viene discriminato. Questi stivali sono il simbolo delle sofferenze e della speranza del Paese Reale che entra oggi con me in Parlamento per legiferare. Questo nuovo percorso da Deputato ha senso solo se è un cammino condiviso da chi, come me, sa cosa significa essere discriminato, patire la fame o avere le scarpe sporche del fango e del sudore del lavoro precario e sottopagato. La nostra postura sarà sempre con i piedi saldi nel fango della realtà e lo spirito rivolto verso il cielo della speranza».

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