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La vicenda

Rischio tsunami dallo Stromboli, ecco come è scattato l’allarme arancione

La Protezione civile ha alzato il livello d’allerta. Prima il sisma, poi l’eruzione e la colata lavica finita in mare

Pubblicato il: 05/12/2022 – 16:36
Rischio tsunami dallo Stromboli, ecco come è scattato l’allarme arancione

Prima un terremoto con epicentro in mare a tre chilometri di profondità a sud dell’isola di Vulcano, poi un’onda di tsunami di circa un metro e mezzo provocata da un distacco dalla sciara del Fuoco a Stromboli, dove il vulcano ha ripreso con forza l’attività, hanno fatto scattare nelle scorse ore un allarme nelle Isole Eolie anche se non si sono registrati danni particolari. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), spiega sul proprio sito di informazione Sky Tg24, ha ricostruito le fasi del fenomeno verificatosi proprio a Stromboli.

Prima il sisma poi la colata lavica

L’arcipelago, nelle prime ore del mattino, aveva fatto segnalare un sisma di magnitudo 4.6. Poi, nel corso del pomeriggio, si sono registrati alcuni eventi vulcanici che hanno riguardato l’area craterica dello Stromboli e la Sciara del fuoco ma «che non hanno una relazione diretta», come riferito dagli esperti dell’Ingv, con l’evento sismico di registrato alle 8.12 locali con epicentro localizzato a sud-ovest dell’isola di Vulcano.
Nel pomeriggio, dalle 15, è stato riferito, riporta Sky Tg24, un incremento del tremore vulcanico. Pochi minuti dopo, ecco la presenza di un trabocco lavico che ha innescato un’intensa attività esplosiva presso l’area craterica nord dello Stromboli. In seguito, si è verificata un’esplosione più forte nell’area craterica centro-meridionale, con piccoli crolli di materiale lungo la parte alta della Sciara del fuoco. Con il trabocco lavico e l’attività esplosiva in corso, si sono generati flussi piroclastici scatenati forse dal crollo di una parte dell’orlo craterico, nell’area a nord.
Poco dopo le ore 16, riporta ancora il sito di informazione di Sky, quindi, è stato segnalato un ulteriore flusso piroclastico che ha generato grosse quantità di ceneri che, per qualche minuto, hanno anche impedito la vista della zona sommitale. Altri flussi piroclastici generati, propagatisi lungo la Sciara del fuoco, hanno prodotto ancora cenere che, una volta raggiunta la costa, ha scatenato perturbazioni del moto ondoso che sono state registrate dal sistema osservativo delle Mede. I crolli hanno provocato uno tsunami.

Ingv: «Tsunami generato dal flusso piroclastico in mare»

 «A quanto si è capito finora, osservando i dati delle telecamere e degli strumenti che hanno rilevato il fenomeno, lo tsunami è stato generato dall’impatto sulla superficie del mare di un flusso piroclastico piuttosto intenso», ha segnalato l’Ingv sul proprio sito.
La Protezione civile, poi, ha spiegato – riporta ancora Sky Tg24 – che proprio intorno alle 16.20 è stato registrato un distacco dalla Sciara del fuoco del vulcano dello Stromboli che ha generato un’onda di un metro e mezzo. Sull’isola sono entrate in azione le sirene per allertare la popolazione. Le verifiche successive non hanno segnalato danni a persone o cose. Poco dopo, alle 16.40, è stata segnalata anche una colata lavica lungo la Sciara del fuoco, arrivata presso la linea di costa intorno alle 17.
L’ampiezza del tremore vulcanico ha raggiunto livelli molto alti intorno nel momento del primo flusso piroclastico. Un nuovo segnale sismico di notevole ampiezza è stato ricondotto ad un secondo flusso piroclastico. In seguito, l’ampiezza del tremore vulcanico si è attestata su livelli medio-alti, con propensione all’incremento. Mentre i segnali disponibili presso le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non hanno mostrato variazioni significative.

Livello da giallo ad arancione

Intanto, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto, sempre nelle scorse ore, il passaggio di allerta per il vulcano Stromboli dal livello giallo ad arancione e l’attivazione della fase operativa di preallarme. La decisione «è stata adottata dopo una riunione convocata in seguito alle attività del vulcano, ovvero l’inizio di una fase eruttiva con un trabocco lavico dall’aerea craterica Nord e un flusso piroclastico che ha rapidamente percorso la Sciara del Fuoco raggiungendo il mare, accompagnato da crolli e frane lungo la parete del Vulcano»
L’innalzamento dell’allerta, ha fatto sapere ancora a Sky Tg24, la Protezione Civile, determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e del raccordo informativo tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale. «Il Dipartimento condivide tali informazioni con la struttura di protezione civile della Regione Siciliana che, soprattutto in relazione a scenari di impatto locale, allerta le strutture territoriali di protezione civile e adotta eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali».

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