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«Il Consiglio regionale calabrese non favorisca l’azzardo»

Mentre in tutta Italia si muove un movimento di rigetto verso l’eccessiva normalizzazione del gioco d’azzardo, e da professionisti sanitari, associazioni e movimenti si ribadisce con forza la nece…

Pubblicato il: 06/12/2022 – 12:33
di Luciano Squillaci*
«Il Consiglio regionale calabrese non favorisca l’azzardo»

Mentre in tutta Italia si muove un movimento di rigetto verso l’eccessiva normalizzazione del gioco d’azzardo, e da professionisti sanitari, associazioni e movimenti si ribadisce con forza la necessità di regole chiare che limitino l’accesso alle sale giochi e mantengano la distanza necessaria con le scuole, i centri sportivi, gli oratori, in Calabria (che pure una legge l’aveva fatta per quanto migliorabile) si ragiona al contrario, con una proposta di legge, la n.107, che verrà portato in Consiglio regionale il prossimo 12 dicembre, e che di fatto azzera le distanze ed i limiti orari di apertura delle sale giochi e scommesse, scaricando la responsabilità di eventuali limitazioni sulla testa dei sindaci dei Comuni. Se il 12 dicembre il Consiglio dovesse approvare questa norma farebbe davvero un bel “regalo” di Natale a tutti quelli che quotidianamente lottano contro una piaga che, anche in Calabria, sta distruggendo migliaia di cittadini con le loro famiglie. Ciò che lascia davvero interdetti è l’assoluta miopia di una politica che sembra non rendersi conto della drammaticità del problema e soprattutto della enorme pericolosità di un messaggio “normalizzante” che pone a rischio i giovani e giovanissimi che saranno sempre più “abituati” a vedere sale gioco e sale scommesse davanti alle loro scuole, alle parrocchie ed agli altri luoghi di aggregazione e socialità.
Come il Cardinale Zuppi, presidente della Cei, ha avuto modo di ribadire solo pochi giorni fa “il contrasto a scommesse e slot è una sfida per tutta la comunità”. Ebbene questa sfida la Calabria rischia di perderla prima ancora di scendere in campo, nonostante il lavoro faticoso che i Servizi pubblici e del privato accreditato stanno svolgendo, sia nel campo della prevenzione che in quello della cura e riabilitazione, da quando, dopo enormi fatiche “burocratiche” è stato approvato il primo Piano regionale contro il gioco d’azzardo. Uno sforzo che purtroppo, ancora oggi, deve sopportare lungaggini e ritardi con il risultato che troppo spesso gli operatori sono lasciati soli ad affrontare sul territorio e nel quotidiano la lotta contro la dipendenza da gioco. Del resto questa solitudine non è una novità se consideriamo che storicamente, purtroppo, il tema delle dipendenze, sia quelle da sostanza che quelle cosiddette comportamentali (come il gioco d’azzardo), è considerato poco più di nulla nel mare magnum dei problemi sanitari e sociali della nostra regione.
Ancora però siamo in tempo e per questo facciamo appello alla sensibilità di tutti Consiglieri regionali, di qualunque schieramento siano, chiedendo di non approvare il Pdl 107, evitando così un passo indietro impressionante rispetto a quanto attualmente previsto dall’art. 16 della legge regionale 9/2018. Ricordiamo a tutti che la salute, soprattutto dei
nostri ragazzi, non ha colore o appartenenza politica e non può essere mai considerata merce di scambio. E soprattutto auspichiamo che questa pericolosa circostanza possa riaprire un dibattito sui danni sanitari, economici ed educativi che il gioco d’azzardo continua a causare nell’inconsapevole, e colpevole, silenzio delle istituzioni. E’ ora che in Calabria si cominci a fare sul serio nella lotta contro le dipendenze ed in particolare di quelle subdole ma non meno pericolose, come quelle da gioco d’azzardo, facendo davvero fronte comune, senza sconti o interessi di parte.


* Presidente Federazione italiana comunità terapeutiche

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