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l’intervista

Intercettazioni, Occhiuto: «Strumento di indagine, ma anche di lotta politica e tra magistrati»

Il presidente della Regione a “Tg1 Mattina”: «Il caso Palamara mostra le distorsioni. Nordio ancora più credibile quando dice che c’è stato un abuso»

Pubblicato il: 07/12/2022 – 11:05
Intercettazioni, Occhiuto: «Strumento di indagine, ma anche di lotta politica e tra magistrati»

CATANZARO «È il primo governo di centrodestra dopo tanti anni, con un magistrato ministro della giustizia. Giudico assai positivamente il fatto che Nordio abbia avuto il coraggio, forse partendo da una posizione più favorevole, per fare delle riforme. È quindi ancora più credibile quando dice che c’è stato un abuso delle intercettazioni». Così il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto nel corso di un’intervista a “Tg1 Mattina”, su Rai 1. «Le intercettazioni – ha aggiunto – sono uno straordinario strumento di indagine, lo dico io che governo una regione dove è importante non aver alcun cedimento nell’attività di contrasto dei poteri criminali, ma a volte le intercettazioni sono diventate anche uno strumento di lotta politica, di lotte tra magistrati: il libro di Palamara lo ha dimostrato. La separazione delle carriere – ha spiegato poi Occhiuto – è un altro punto che Forza Italia ha sempre evocato come necessario per riformare il sistema della giustizia, e anche l’obbligatorietà dell’azione penale, se i magistrati sono bravi hanno la possibilità di stabilire quali attività vadano perseguite e quali no». Sono riforme che non si sono fatte prima perché «per tanti anni non c’è stato un governo con una maggioranza coesa come quello attuale», ha spiegato il governatore: «Probabilmente questo governo è in grado di fare ciò che governi di coalizioni più larghe non riescono a fare».

«Per la sanità servono risorse, ma è indispensabile riformare reclutamento medici»

«La mia Regione è stata governata nella sanità dall’esecutivo nazionale, perché è commissariata da oltre dieci anni. Ciò vuol dire che non abbiamo un assessore regionale alla sanità. Certo, da un anno sono io il commissario, ma prima abbiamo avuto a svolgere questo ruolo generali dei Carabinieri o della Guardia di Finanza», ha detto ancora Occhiuto.
«Abbiamo avuto un commissariamento da parte del governo che non ha prodotto risultati: non è stato accertato il debito, non è aumentata la qualità delle prestazioni sanitarie. Ho raccolto una sanità in macerie. C’è bisogno di risorse, ma soprattutto di riformare un aspetto che è stato molto trascurato negli ultimi anni, quello relativo al reclutamento dei medici. Io vivo un problema gigantesco legato alla carenza dei medici, così come lo vivono le altre Regioni: sappiamo tutti che i Pronto Soccorso in Italia hanno difficoltà a reperire personale sanitario. Nei reparti ospedalieri c’è questa carenza anche perché per anni non sono state finanziate le borse di studio che servivano per colmare questi vuoti, e questo accade ancor di più in una Regione come la mia che ha un sistema sanitario poco attrattivo. Ora sta succedendo anche che molti medici si dimettono dal pubblico per andare a lavorare nelle cooperative a gettone, facendo spendere ai sistemi sanitari 120-130 euro a ora. In Calabria si richiedono anche 150 euro per un turno di ora che equivale, per otto ore, a circa 1200 euro e quindi 50mila euro al mese. Allora, bisogna intervenire dando la possibilità ai medici che già operano nel pubblico di guadagnare un po’ di più e in condizioni migliori. È un tema di numeri ma anche di incentivazioni. A volte si discute soltanto delle risorse, e questo vale anche per il Pnrr, ma non a sufficienza delle riforme che nel nostro Paese varrebbero più delle risorse», ha sottolineato il governatore Occhiuto.

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