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addio al 2022

Un anno di politica: Meloni boom, tonfo Lega e Pd

Un bilancio sul consenso ai partiti con i 10 punti guadagnati da FdI a scapito di Salvini. I Dem hanno perso oltre 5 punti

Pubblicato il: 31/12/2022 – 9:20
Un anno di politica: Meloni boom, tonfo Lega e Pd

Se il 2021 era stato un anno politicamente ricco di eventi, il 2022 non è stato da meno. Proprio quando la grande emergenza (cioè la pandemia) che aveva contrassegnato il 2021 sembrava essersi chiusa, con il completamento della campagna vaccinale e la predisposizione del Pnrr, è arrivata, nel febbraio di quest’anno, un’ennesima crisi gravissima che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo: l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che ha – tra le altre cose – contribuito ad inasprire ulteriormente il rialzo delle materie prime e soprattutto dell’energia, portando l’inflazione a due cifre come in Italia non capitava da circa 40 anni. Nel corso della crisi ucraina, l’Italia si è ritrovata in prima fila, con il governo Draghi che ha svolto un ruolo da protagonista nell’assumere, in seno all’Europa, posizioni e suggerire iniziative contro la Russia e per la diversificazione delle fonti energetiche nazionali. Eppure, nonostante la gravità del momento, a luglio il suo governo è caduto, in seguito al ritiro del sostegno da parte del Movimento 5 Stelle, prima, e del centrodestra poi. C’è chi accusa queste forze politiche di aver messo inopinatamente fine a un’esperienza di governo che ha portato direttamente alla conclusione anticipata della legislatura e chi invece sostiene che il primo a voler concludere tale esperienza fosse lo stesso Mario Draghi, rimasto “scottato” dalla sua mancata elezione alla Presidenza della Repubblica e la rielezione (per la seconda volta nella storia repubblicana) del Presidente uscente, Sergio Mattarella, in gennaio. Come che sia, le elezioni del 25 settembre 2022 hanno segnato un nuovo spartiacque nella storia politica recente del nostro Paese, e lo sono state anche a causa del governo di unità nazionale e della sua fine anticipata. Il centrodestra ha conquistato la maggioranza assoluta in entrambe le Camere (composte, per la prima volta, di soli 400 deputati e 200 senatori dopo la riforma costituzionale che ne ha ridotto il numero di membri), trainato da Fratelli d’Italia che con il 26% è diventato il primo partito del Paese: il quarto ad esserci riuscito in un’elezione nazionale, dopo M5S (2013 e 2018) Pd(2014) e Lega (2019). La grande volatilità delle preferenze politiche degli italiani, che ormai emerge da anni nella nostra Supermedia dei sondaggi, è stata ancora una volta confermata, “certificata” da un voto in carne ed ossa. Ma, anche a causa di questo voto, si è trattato di una volatilità che si è ulteriormente accentuata nel corso dell’anno appena trascorso, al punto che oggi i dati dei sondaggi di oggi sembrano inimmaginabili se guardati con gli occhi di 12 mesi fa.

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