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La denuncia

Emergenza medici, Monaco: «In Calabria ne mancano 2.500. Ma i cubani creano un problema»

Il segretario nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri: «Non hanno le certificazioni per lavorare all’inteno del Ssn»

Pubblicato il: 05/01/2023 – 12:09
Emergenza medici, Monaco: «In Calabria ne mancano 2.500. Ma i cubani creano un problema»

ROMA «In Calabria mancano 2.500 medici. I dati che noi abbiamo dicono inoltre che in questo momento in tutta Italia mancano circa 4.500 medici nel servizio di emergenza e urgenza e addirittura mancano tra i medici di famiglia e medici specialisti negli ospedali circa 20-25mila persone che lavorano per tutelare i diritti della salute di noi cittadini». Lo ha detto Roberto Monaco segretario nazionale Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), intervenuto alla trasmissione “Elisir” sui Rai tre.
Il problema della carenza dei medici «nasce da lontano, da una cattiva programmazione di quanti medici servivano al nostro sistema sanitario. Noi sono anni che diciamo che mancano e che sarebbero mancati dei medici specialisti e medici di medicina generale al sistema sanitario nazionale pubblico. prosegue. La sanità è stata utilizzata da tanti governi come bancomat menter la sanità deve essere utilizzata come una grossa risorsa per il nostro Paese. Bisogna investire sulla sanità e sui professionisti, che operano all’interno della Sanità».
«In tutto questo mancano i medici – sottolinea – e in regioni come la Calabria si è cercato di mettere una toppa a un problema che è stato generato dallo stesso sistema e quindi di conseguenza vengono ad esserci dei medici, in questo caso cubani ma potrebbero esserci altre Nazioni che verranno a darci una mano però creano un problema: le nostre certificazioni per lavorare all’interno del nostro Ssn, i nostri titoli di studio vengono certificati dal ministero della Salute, i medici sono iscritti agli albi professionali, agli ordini dei medici. Questa non è soltanto burocrazia, non è soltanto forma ma è anche sostanza perché essere iscritti a un ordine vuol dire tutelare il diritto alla salute, che ci sia qualcuno che controlla anche un percorso etico».

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