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Carceri, polizia penitenziaria in deficit di oltre 300 unità nei 12 istituti calabresi

Il Sappe: «Sicurezza anello debole del sistema». Loizzo in visita a Rossano: «Modificare la legge sui benefici legati a lunghe detenzioni»

Pubblicato il: 07/01/2023 – 17:51
Carceri, polizia penitenziaria in deficit di oltre 300 unità nei 12 istituti calabresi

CORIGLIANO ROSSANO «In Calabria il personale di polizia penitenziaria è carente in tutti e dodici gli istituti penitenziari della regione. Anche qui a Rossano si registra una consistente carenza di personale che determina notevoli problemi di gestione dei servizi ed è un problema che va avanti da tanto tempo. In Calabria sono previste oltre duemila unità di polizia penitenziaria in tutti i ruoli ed attualmente in servizio ve ne sono circa 1700: il deficit è quindi di oltre 300 unità». Così il segretario regionale del Sappe, Damiano Bellucci in visita nella casa di reclusione di Rossano, ispezionata quest’oggi anche dalla deputata della Lega, Simona Loizzo.
Il sindacalista ha fatto il punto, evidenziando le carenze di personale ed i problemi, al 31 dicembre. I detenuti reclusi nei dodici istituiti penitenziari calabresi sono 2867 per una capienza complessiva di 2768 posti ed una sovrappopolazione di circa 100. Le donne sono 58, gli stranieri 622.

Il segretario regionale del Sappe, Damiano Bellucci

Il Sappe: «Sicurezza e rispetto delle regole l’anello debole del sistema»

In una nota, Bellucci e Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe denunciano anche come «il vero anello debole dell’intero sistema è destrutturato da riforme inadeguate».
«La sicurezza e il rispetto delle regole – spiegano i sindacalisti – sono oggi il vero anello debole dell’intero sistema destrutturato da riforme inadeguate, come la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari che ha determinato la gestione in carcere del disagio mentale più o meno grave, l’eliminazione della sanità penitenziaria, ricondotta nella più generale gestione delle Asp e la vigilanza dinamica, con l’apertura indiscriminata delle celle, senza alcun criterio meritocratico. Tutto ciò – aggiungono – ha portato ad un esponenziale aumento degli eventi critici: aggressioni, ferimenti e colluttazioni (oltre 11.000 all’anno), tentativi di suicidio, oltre 1.600 all’anno, suicidi, che sono tornati a salire nell’ultimo anno».
Nelle carceri, denunciano, «ormai circola di tutto: droga, telefoni cellulari. Anche il carcere di Rossano non è esente da tali problemi. Abbiamo appreso che negli ultimi mesi sono stati ritrovati oltre 6 telefoni cellulari. A ciò si aggiunge la generalizzata carenza di organico che si registra nel Reparto di polizia penitenziaria di Rossano ma anche in quello dei 12 istituti penitenziari della regione Calabria, che peraltro hanno piante organiche sottodimensionate che andrebbero riviste. Abbiamo appreso con molto favore – continua la nota – dell’iniziativa governativa che ha incrementato la pianta organica del Corpo di 1.000 unità, seppur spalmate in quattro anni, portandola da poco più di 41.000 a oltre 42.000. Adesso bisogna assumere queste persone al più presto, perché attualmente l’organico effettivo è di circa 37.000 unità. Il nostro auspicio è che si torni almeno alle 44.000 unità che avevamo prima dei tagli fatti dalla legge Madia. Da questo governo – spiega il Sappe – tutto il Corpo di polizia penitenziaria attende riforme organizzative che ripristinino sicurezza e legalità nelle carceri: protocolli operativi e strumenti utili a difendersi, come il taser, ormai in dotazione a tutte le Forze di polizia. È necessario, infine, – secondo il Sappe – assegnare in ogni istituto vertici stabili, che possano seguire quotidianamente i problemi di ogni singola struttura; non è più possibile che ci siano istituti senza dirigenti o con dirigenti per pochi giorni a settimana, perché costretti a divedersi tra due o più sedi, come avviene anche a Rossano».

Loizzo: «Modificare la legge sui benefici legati a lunghe detenzioni»

Questa mattina il deputato della Lega, Simona Loizzo, ha fatto visita alla struttura, intrattenendosi per un paio d’ore, accolta dal direttore direttore, Maria Luisa Mendicino, dal comandante della polizia penitenziaria, Elisabetta Ciambrello, alla presenza del cappellano, don Clemente, dei docenti dell’istituto di istruzione, di don Mimmo, sacerdote e docente. All’uscita riferisce di aver potuto osservare un penitenziario «ben gestito, pulito, organizzato».

Simona Loizzo, deputato della Lega

«Sono rimasta straordinariamente colpita – racconta la parlamentare al Corriere della Calabria – dal laboratorio di falegnameria e dal teatro, ma anche dal supporto che la chiesa e il suo cappellano offrono ai detenuti. Ne ho incontrati tanti ai quali ho stretto la mano. Tutti loro mi hanno chiesto una rimodulazione dei benefici in rapporto alle pene ed alla gravità del reato commesso. Sarà mia priorità quella di investire il mio ufficio legislativo per riguardare la legge sui benefici legati a detenzioni lunghe. Ho trovato una con un sovraffollamento molto relativo, essendoci 304 detenuti in luogo di 263. Ho parlato con ergastolani che si sono laureati in carcere a riprova della straordinaria capacità gestionale della casa di reclusione».
«Il direttore ed il comandante della polizia penitenziaria sono donne e le donne hanno una marcia in più. Tutte e due bravissime. Anche il carcere di Vibo è condotto da un direttore donna. Le donne oggi in alcuni settori nevralgici portano la loro sensibilità che è un valore aggiunto alla professione che esplicano».

I numeri della casa di reclusione di Corigliano Rossano

Nella casa di reclusione di Corigliano Rossano sono detenute persone con condanne definitive oltre i cinque anni, in tre sezioni: Media, Alta Sicurezza 2 e Alta Sicurezza 3. I detenuti totali sono 305 (di cui 34 ergastolani): 218 in AS3, 8 in AS2 (tutti condannati per reati legati al terrorismo nazionale e internazionale), 79 in MS. Tra questi 71 accusano patologie psichiatriche.
Per quel che riguarda i numeri della polizia penitenziaria, in pianta organica a Rossano sono previste 153 unità ma in realtà solo 66 sono disponibili alla turnazione dei servizi, con una conseguente grave difficoltà nell’organizzare i servizi di custodia interni alla casa di reclusione. (lu.la.)

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