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«Il mercato del traffico di opere d’arte ricco come quello della droga». A Reggio 7 opere trafugate restituite ai proprietari – VIDEO

Restituiti 4 dipinti e 3 statuette bronzee, trafugati tra il 1979 e il 2017. «Un risultato eccezionale per l’intera umanità»

Pubblicato il: 19/01/2023 – 12:30
di Mariateresa Ripolo
«Il mercato del traffico di opere d’arte ricco come quello della droga». A Reggio 7 opere trafugate restituite ai proprietari – VIDEO

REGGIO CALABRIA «Un risultato operativo eccezionale, importante non solo per la Calabria e l’Italia, ma per l’intera umanità». Così il comandante del Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale di Roma, il generale di brigata Vincenzo Molinese, a Reggio Calabria per la restituzione ai legittimi proprietari di sette opere, quattro dipinti ad olio su tela e tre statuette bronzee, trafugate tra il 1979 e il 2017. «Quando si parla di opere d’arte – ha spiegato Molinese – si parla di patrimonio dell’umanità». All’evento, che si è tenuto presso la caserma “Fava e Garofalo”, sede della Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria, questa mattina, erano presenti anche il prefetto Massimo Mariani, il procuratore capo Giovanni Bombardieri, il comandante del Gruppo carabinieri T.P.C. di Roma, il tenente colonnello Andrea Ilari, e il comandante del nucleo carabinieri T.P.C. di Cosenza, il tenente Giacomo Geloso.

Il sodalizio criminale

Un valore complessivo stimato di oltre un milione di euro per le sette opere d’arte trafugate nel Lazio, nelle Marche, in Piemonte e in Emilia Romagna e ritracciate tra ottobre 2015 e luglio 2019, nell’ambito dell’indagine “Antiques” – che ha portato all’arresto di sette persone e 35 denunce – condotta dal Nucleo Carabinieri T.P.C. di Cosenza con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria che cha consentito di smantellare un sodalizio criminale, con base logistica in Campania e in Lombardia, che ricettava le opere in Calabria presso compiacenti antiquari. Le investigazioni – condotte attraverso riscontri sul campo, ricerche accurate sulle banche dati di cui dispone il Comando Tutela patrimonio culturale, attività tecniche e acquisizioni da fonti informative – oltre ad assicurare il recupero e a preservare l’integrità dei beni culturali, ha permesso di ricondurre le opere d’arte, inequivocabilmente, a quelle asportate nei domicili dei privati cittadini a cui oggi sono state restituite a distanza di molti anni dal loro trafugamento.

Le opere restituite: 4 dipinti e 3 statuette

Sette, dunque, le opere oggi riconsegnate. Si tratta di un grande dipinto, olio su tela, del settecento, autore ignoto, raffigurante una “natura morta con fiori e frutti”, oggetto di furto perpetrato nel 2001 nel cuneese; un dipinto, olio su tela, del seicento, autore ignoto, riproducente la “Madonna con Bambino”, asportato nel 2014 nelle Marche; un dipinto, olio su tela, del seicento, autore ignoto, raffigurante “Il filosofo”, trafugato a Bologna nel 2016; un dipinto, olio su tela, del seicento, autore ignoto, ritraente la “Sacra Famiglia con San Giovannino”, asportato a Bologna nel 2017; due repliche in bronzo di “gazzelle”, autore ignoto, simili a quelle presenti nel Parco Archeologico di Ercolano, asportate nel 1979 ad Anzio; un “fauno danzante” in bronzo, autore ignoto, rubato nel 1998 nell’astigiano.

«Un mercato ricco come quello delle sostanze stupefacenti»

Quello del traffico di opere d’arte è un «un mercato ricchissimo perché è un mercato che non ha confini», ha detto il generale Molinese. «Peraltro – ha spiegato – delle opere d’arte italiane che sono le più apprezzate nel mondo, che non è quantificabile. Molte opere hanno una valutazione quando vengono poste sul mercato, ma immaginate di confrontare questa valutazione con l’importanza storica, culturale e identitaria. Non c’è mai la possibilità di identificare in monete quanto un’opera possa valere». Un mercato, dunque, che può fruttare molto alle organizzazioni criminali, e che Molinese ha associato a quello del traffico delle sostanze stupefacenti: «Il mercato è molto ricco, spesso lo paragono in quanto a ricchezza a quello delle sostanze stupefacenti, è un mercato internazionale».

Bombardieri: «La cultura fondamentale per il contrasto alla ‘ndrangheta»

«La cultura è identità, appartenenza a un territorio e crescita nella consapevolezza del valore della legalità», ha detto il procuratore Bombardieri che ha aggiunto: «Si tratta di un’operazione molto importante perché abbina alle attività d’indagine il patrimonio culturale. A un terra come la nostra è importante dare un segnale dell’importanza della cultura: la cultura nel contrasto alla criminalità organizzata. Lo diciamo sempre: il contrasto alla criminalità organizzata – ha concluso – non passa solo attraverso la repressione, ma anche attraverso la promozione della cultura». (redazione@corrierecal.it)

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