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Il caso

A processo perché avrebbe “difeso” la figlia aggredita, assolto 65enne rossanese

Il Tribunale di Castrovillari ha prosciolto l’uomo. Era stato denunciato per violenza dall'”aguzzino” della figlia

Pubblicato il: 22/01/2023 – 11:17
A processo perché avrebbe “difeso” la figlia aggredita, assolto 65enne rossanese

CORIGLIANO ROSSANO Assolto per non aver commesso il fatto. È la sentenza disposta dal Tribunale di Castrovillari nei confronti del padre di una giovane rossanese vittima da anni di violenze domestiche. L’uomo, di 65 anni, era stato denunciato dall’ex compagno della figlia per violenza, accusandolo di averlo aggredito e avergli impedito di vedere le figlie.
Una paradossale vicenda di violenza domestica, reiterata negli anni, che vede coinvolti la donna, madre di tre bambine, suo padre e l’ex compagno, che si è così risolta al termine di un articolato processo che ha visto accolte le richieste formulate dagli avvocati Nicoletta Bauleo, Ettore Zagarese e Umberto Tarantino, legali del papà della vittima.

La vicenda

La giovane donna, dopo anni di soprusi, maltrattamenti, violenza fisica, verbale, emotiva ed economica, avrebbe deciso di denunciare il compagno, di 24 anni. Ne segue un regolare processo al Tribunale di Castrovillari, che, in seguito a una complessa istruttoria avrebbe comprovato la storia di abusi subiti dalla donna, sia durante la convivenza che dopo la separazione dall’uomo: botte, minacce, persecuzioni, stalking, denunce, allontanamenti. 
L’uomo, però, nonostante la condanna sarebbe tornato sempre a vessare la donna, con discussioni continue, da padre-padrone poi, ritenendo i figli di sua proprietà e pretendendo da questi obbedienza cieca ed assoluta, li avrebbe indotto a subire un tipo di violenza definita “assistita”, che comprende, cioè, qualsiasi atto di abuso (fisico, psicologico, emotivo, sessuale o economico).
I figli sarebbero stati costretti a subire, giorno dopo giorno, una infinita serie di discussioni, nate per futili motivi che terminavano in una escalation di violenza, urla, offese, minacce, botte.
Ogni volta che la donna presentava al giudice richiesta di allontanamento e lasciava la casa, il compagno avrebbe continuato ad importunarla e a minacciarla al telefono e tramite messaggi anche di morte tanto da divenire destinatario di un provvedimento di allontanamento emesso dal Gip di Castrovillari al quale faceva seguito una condanna da parte del Tribunale a due anni ed otto mesi di reclusione.
Qui la vicenda da drammatica si sarebbe trasformata in beffa. Il padre della giovane vittima, di 65 anni, viene convocato dinanzi al Tribunale dove esterrefatto scopriva che l’ex compagno della figlia lo aveva denunciato per violenza, accusandolo di averlo aggredito e avergli impedito di vedere le figlie.
Segue un nuovo processo, con un ulteriore lavoro di verifica dei fatti e di attività investigativa, da cui emerge la verità.  L’uomo viene prosciolto da ogni accusa e assolto dal Tribunale di Castrovillari per non aver commesso il fatto, in accoglimento delle richieste formulate dagli avvocati Ettore Zagarese, Nicoletta Bauleo ed Umberto Tarantino.

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