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il dibattito

“Caso Conad” a Catanzaro, Donato: amministrazione comunale poco avveduta

Interventi dall’opposizione a Palazzo De Nobili sulla vicenda del supermercato chiuso sul corso principale del capoluogo

Pubblicato il: 02/02/2023 – 13:18
“Caso Conad” a Catanzaro, Donato: amministrazione comunale poco avveduta

CATANZARO «Una azione avveduta avrebbe forse dovuto avviare una valutazione in contraddittorio, secondo uno spirito di leale collaborazione, secondo principi spesso richiamati retoricamente – e in modo inappropriato – negli atti dell’amministrazione comunale». Così in una nota Valerio Donato, leader dell’opposizione nel Consiglio comunale di Catanzaro e già candidato sindaco, con riferimento alla vicenda del superato Conad su Corso Mazzini chiuso dalla polizia municipale per presunte irregolarità.

La ricostruzione di Donato

«Gli ultimi giorni – esordisce Donato – sono stati animati da un vivace dibattito sull’apertura di un punto vendita della Conad su Corso Mazzini di Catanzaro. È possibile infatti registrare diversi orientamenti di pensiero. Per un verso, le considerazioni sono indirizzate a denunziare presunte illegittimità, consumate dalla società titolare dell’attività commerciale. Come si afferma giustamente (ma, in astratto), l’iniziativa economica privata deve comunque essere sottoposta al vaglio di legalità. Per altro verso le osservazioni rivendicano la piena legittimità dell’operato dell’impresa interessata, denunziando atteggiamenti vessatori dell’amministrazione. Si impongono considerazioni di carattere tecnico, i cui esiti sono capaci di denunziare la correttezza delle condotte e degli atti; ma al contempo di far cogliere ai lettori l’adeguatezza delle prospettive politiche. Orbene sotto il primo profilo – e senza ben inteso sostituirsi ai giudici naturali della vicenda – non sembra scandire la sequenza degli atti adottati, la quale costituisce – senza dubbio – un elemento di valutazione di grande rilievo. In particolare, la società The Fisrt s.r.l. (già titolare dell’autorizzazione, 14 febbraio 2013, n. 40, avente ad oggetto l’attività di vendita in struttura di classe A) ha trasferito la sede delle attività commerciali nell’immobile sito in Corso Mazzini, n. 50, giusta quanto previsto dalla vigente legislazione nazionale e regionale. A tal fine ha presentato domanda al Comune di Catanzaro, Settore pianificazione del territorio ed edilizia privata (Sue), al fine di ottenere i relativi titoli abilitativi; e al contempo, per quanto di competenza, ha presentato le relative istanze al Comando della Polizia locale, allo Spisal dell’Asp di Catanzaro, al Sian dell’Asp di Catanzaro, all’Uoips dell’Asp di Catanzaro, oltre che al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, mediante presentazione di Scia per la Prevenzione Incendi. Le istanze ed i relativi titoli abilitativi concessi hanno consentito il rilascio dell’autorizzazione al trasferimento da parte del Settore Attività economiche del Comune di Catanzaro. Senonché, in virtù di specifiche sollecitazioni, l’amministrazione comunale ha avviato un procedimento per l’annullamento dei titoli sino ad allora rilasciati; ed ha adottato il provvedimento (30 gennaio 2023, prot. 11182) di annullamento del provvedimento di autorizzazione precedentemente rilasciato (12 dicembre 2022, n. 42, prot. 160451), con il “divieto immediato di prosecuzione dell’attività di media struttura di vendita e la rimozione di tutti gli eventuali effetti dannosi”. Secondo il citato provvedimento, le ragioni del provvedimento perentorio sono individuabili, in primo luogo, nel mancato rispetto delle norme sui parcheggi asserviti alla media struttura di vendita. Il Comando della Polizia locale ha infatti dapprima espresso il nulla osta, in data 9 dicembre 2022; ma poi ha espresso parere negativo a pochi giorni di distanza (con nota del 23 gennaio 202)». In secondo luogo – prosegue Donato –  lo svolgimento di attività commerciale sarebbe ammissibile, nella zona interessata (Zone omogenee di tipo A), soltanto con l’uso di una superficie pari a mq 400; diversamente la superficie occupata dal Supermercato Conad sarebbe pari a 448 (e non 387 mq come dichiarato dalla società), sì da violare l’art. 35 delle Nta  del Comune di Catanzaro. Infine, anche il Comando dei Vigili del Fuoco sembrano affermare orientamento diverso da quanto precedentemente assunto, là dove nella nota del 19 gennaio 2023, afferma che la nuova attività potrebbe determinare un aggravio di rischio che renderebbe opportuno procedere con la presentazione di una nuova valutazione del progetto, ritenendo di non poter procedere a vidimare la relativa Scia e subordinando lo svolgimento dell’attività commerciale al corretto adempimento degli obblighi di legge».

«Forzature nelle tesi dell’amministrazione»

Donato quindi aggiunge: «Orbene senza ben inteso alcuna intenzione di assumere indebite difese né, tanto meno, esprimere un giudizio definitivo sul merito delle contestazioni elevate dall’amministrazione comunale, non sembra avventato, ritenere che vi sia una forzatura nelle interpretazioni esposte negli atti dell’amministrazione oltre che valutazioni cangianti che difficilmente possono ricevere giustificazione. Per un verso, infatti, l’amministrazione comunale ha dapprima assunto e tenuto condotte autorizzative dell’apertura della Conad; mentre subito dopo è ritornata sui suoi passi, in virtù, tuttavia, di discipline inapplicabili. Se la disciplina dei parcheggi sembra ancora attendere il Piano dei parcheggi, al quale la legge regionale Calabria del 11 giugno 1999, n. 17 rimette la competenza; per altro, i divieti di destinazione urbanistica dei fabbricati – non delle attività – di cui all’art. 35 delle Nta, non si applicano tuttavia alle destinazioni già esistenti, come nel caso di specie, al momento di adozione del Piano regolatore, per superfici superiori a mq. 400 sebbene inferiori a mq. 1.500. Di là dalla attendibilità di tali brevi notazioni – per la cui valutazione non può che rinviarsi alle eventuali valutazioni dei Giudici naturali – , non è dubitabile che ogni decisione avrebbe probabilmente meritato maggiore cautela e ponderazione, a preservazione di tutti. Una azione avveduta avrebbe forse dovuto avviare una valutazione in contraddittorio, secondo uno spirito di leale collaborazione, secondo principi spesso richiamati retoricamente – ed in modo inappropriato – negli atti dell’amministrazione comunale. Ed infatti – sostiene il leader dell’opposizione al Comune di Catanzaro – l’eventuale fondatezza delle ragioni esposte pubblicamente dalla società determinerebbe, come facile prevedere, importanti danni, i cui gravami non potrebbero che gravare – non soltanto sulle economie dell’impresa e dei lavoratori ivi impiegati, ma, soprattutto – sulle già disastrate casse comunali, vale a dire sui cittadini, chiamati ancora una volta a sopportare economicamente decisioni avventate e/o cangianti».

Parlano Lobello, Polimeni, Arcuri e Riccio

Sul “caso Conad” sono intervenuti anche i consiglieri comunali, sempre di opposizione, Polimeni, Lobello, Arcuri e Riccio. «Abbiamo ascoltato e riascoltato le parole dell’assessore alle attività economiche della Giunta Fiorita rilasciate ad una testata online. Dopodiché abbiamo letto e riletto la nota stampa genericamente firmata dall’amministrazione comunale. Non possiamo nascondere tutto il nostro stupore di fronte a una tanto eclatante e nemmeno troppo celata ingerenza della politica in atti gestionali che, a dire il vero, dovrebbero afferire solo ed esclusivamente alla burocrazia nelle sue varie diramazioni. L’assessore al ramo ha dichiarato: “siamo certi che le criticità saranno superate e noi saremo lì a brindare alla riapertura con gli imprenditori”. Queste parole, probabilmente pronunciate sulla scorta emotiva dell’indignazione cittadina, dimostrano candidamente quanto la maggioranza di Fiorita abbia messo becco in fatti evidentemente non politici e non possiamo che porci dunque un grosso quesito: così come si può dire di incidere sulla riapertura, potrebbe la maggioranza aver inciso sulla chiusura dell’attività stessa? Delle due l’una: o gli esponenti dell’esecutivo Fiorita hanno esondato il loro ruolo di indirizzo politico; oppure, utilizzando i loro poteri di vigilanza e controllo, hanno acclarato inesattezze nel lavoro degli uffici e dei dirigenti. Non esistono altre possibili interpretazioni ai fatti sopra citati. L’intervento stampa dell’amministrazione comunale, poi, con l’intento di buttare ulteriormente fumo sugli occhi degli indignati catanzaresi, alla faccia del rispetto delle procedure e dell’articolo 97 della Costituzione, rende addirittura pubblici gli atti dell’endoprocedimento relativo alla pratica di una attività privata e su questo, stante la gravità degli atti pubblicati, siamo certi che la giustizia farà il suo corso. Nel frattempo non saremo di certo noi a dire se la chiusura della Conad di Corso Mazzini sia un provvedimento giusto o sbagliato: non ci compete e saremo sempre soltanto dalla parte delle norme. Siamo certi però – aggiungono Polimeni, Lobello, Aruci e Riccio – che una amministrazione virtuosa dovrebbe incentivare nuove aperture e sostenerle ancora con più forza se queste possono essere utili a rivitalizzare il centro cittadino (tanto sponsorizzato dalla propaganda targata Fiorita). Così come siamo altrettanto certi che la chiusura di una attività commerciale debba essere l’estrema ratio presa in considerazione da una burocrazia virtuosa, magari dopo aver esperito tutte le iniziative utili previste dall’ordinamento giuridico. Ciò che chiediamo con forza, invece, è che questo Governo cittadino possa iniziare a distinguersi per il rispetto delle regole e possa promuovere principi di legalità diffusa, ma duole constatare quanto questo primo anno di Amministrazione si stia caratterizzando solo per inadeguatezza e proclami social già divenuti scarsamente virali ».


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