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Droga a Cosenza, l’ex carabiniere vuole «spacciare da solo»

«Meno di 40 euro non lo posso dare», sussurra uno degli indagati nell’inchiesta della procura di Cosenza mentre «consegna cocaina»

Pubblicato il: 15/03/2023 – 13:29
di Fabio Benincasa
Droga a Cosenza, l’ex carabiniere vuole «spacciare da solo»

COSENZA E’ la notte del 16 gennaio 2022, all’interno di un’autovettura monitorata dagli agenti della squadra mobile di Cosenza sono presenti n cui erano presenti Daniele Perri, Carmelo Airano, Antonio Meduri e Stefano Noblea: tutti indagati nell’inchiesta denominata “Pressing” coordinata dalla procura di Cosenza guidata da Mario Spagnuolo. Perri contatta telefonicamente una persona e concorda un appuntamento alle ore 01.44 presso l’abitazione di quest’ultimo. «In tale occasione Perri cedeva dello stupefacente informandolo che la sostanza stupefacente in questione era ottima».
Subito dopo la cessione dello stupefacente, scendono dall’auto Perri e Noblea, mentre gli altri Airano e Meduri restano in macchina. Quest’ultimo mostra ad Airano (ex carabiniere e ora in servizio nell’esercito) una pistola in dotazione alle forze dell‘ordine «che era nella sua disponibilità e gli riferiva che un’altra del calibro 9×19 gli era stata sequestrata». Airano non pare sorpreso e dichiara al suo interlocutore di aver detenuto per 15 anni una pistola «uguale». «Quella dei carabinieri, della polizia ti hanno trovato, bella pistola quanto l’avevi pagata?» chiede Airano. «700 euro», risponde Mosciaro. Il colloquio continua e l’ex maresciallo incalza. «Bel prezzo anche… si vende a 1.000-1.200 quella, lo sai Totò l’hai pagata buona…L’ho portata quindici unni io questa pistola… Totò, per quindici anni l’ho portata!».

L’accusa di spaccio

Ma cosa ci fa un ex carabiniere e appartenente all’esercito italiano in macchina con presunti pusher? Chi indaga segnala un altro episodio relativo ad un presunto spaccio di droga con Airano coinvolto. Nelle prime ore del pomeriggio del 22 gennaio a bordo dell’autovettura monitorata si trovavano Carmelo Airano e la compagna Valeria Del Popolo (entrambi indagati). L’ex carabiniere riceve una telefonata da Pierpaolo Tosti (indagato) per «concordare un incontro per l’acquisto dello stupefacente». Al momento dell’incontro «Tosti effettuava una videochiamata con Perri per concordare il costo della sostanza stupefacente». Dal dialogo – secondo gli investigatori – pare evidente la consapevolezza di Del Popolo «delle attività illecite realizzate dal compagno il quale conserva lo stupefacente nella propria abitazione» ed è lei stessa «compartecipe». In un’altra occasione, in alcune delle conversazioni captate, Airano «concorda con un soggetto di incontrarsi nei pressi di un autolavaggio a Cosenza» e «nella circostanza consegnava per conto di Daniele Perri la droga del tipo cocaina». «Meno di 40 euro non lo posso dare, perché il materiale è due… lui ha pagato di più te lo sto facendo scegliere io…lo sai non le faccio io le buste…», dice Airano discutendo presumibilmente del costo della polvere bianca. La discussione prosegue e i due parlano – secondo chi indaga – dell’approvvigionamento e dello smercio della droga e del relativo guadagno. Airano riferisce che «a breve avrebbe provveduto a mettersi da solo a spacciare», mentre l’interlocutore dice di «stare aspettando tre chili di droga, provenienti dalla Sicilia». Airano si mostra interessato e chiede «di tenerlo in considerazione una volta arrivata la droga». Per chi indaga si tratta, «di detenzione futura ed incerta, non contestata, il cui passaggio fornisce però contezza della capacità a delinquere e dello spessore criminale dei due indagati».

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