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Occhiuto: le infiltrazioni si risolvono con i controlli, no all’alibi della ‘ndrangheta per non fare nulla

L’ok del governatore al nuovo codice degli appalti: le regole attuali non hanno azzerato i rischi. E annuncia a breve un protocollo con la Dia

Pubblicato il: 30/03/2023 – 17:09
Occhiuto: le infiltrazioni si risolvono con i controlli, no all’alibi della ‘ndrangheta per non fare nulla

CATANZARO «Le regole attuali non mi pare abbiamo azzerato il rischio di infiltrazioni mafiose, anzi l’inefficienza della pubblica amministrazione spesso è una causa di radicamento dei poteri criminali, rendere più efficiente la pubblica amministrazione significa anche renderla meno permeabile a fenomeni criminali». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ospite di “Agorà” su Rai3. «Il nuovo codice degli appalti – ha sostenuto Occhiuto – recupera una soglia che è quella europea, serve a semplificare e velocizzare, si potenziano i controlli, perché si potenzia anche il ruolo dell’Anac. Vanno potenziati ulteriormente; a esempio sono convinto ci voglia un intervento dello Stato soprattutto laddove sono più forti i poteri criminali nella direzione di potenziare gli strumenti di investigazione, però attenzione a fare della ‘ndrangheta e della mafia, che già fanno schifo, un alibi per non fare nulla, laddove ci sono poteri criminali che rischiano di infiltrare la pubblica amministrazione. Se c’è un problema, quello delle infiltrazioni, si risolve con i controlli, non si risolve – ha aggiunto il presidente della Regione – facendo sì, attraverso le lungaggini, che le opere che determinano lo sviluppo, che è il primo antidoto contro la ‘ndrangheta, la mafia, la camorra, siano rallentate e in alcuni casi non siano fatte». Per Occhiuto «bisogna intanto potenziare il ruolo dell’Anac, e mi sembra che nel nuovo decreto si preveda questo, e poi si può pensare di coinvolgere nelle stazioni appaltanti anche altri livelli istituzionali: io a volte molte cose le faccio con un rapporto improntato al  criterio della leale collaborazione anche con le Prefetture. Alcune volte per sbloccare grandi opere come gli ospedali che devo fare in Calabria faccio dei tavoli con i prefetti ei procuratori della Repubblica. Allora, per esempio, prevedere un coinvolgimento preventivo di alcune di queste istituzioni è importante. Io in Calabria ho fatto un protocollo con la Guardia di Finanza, ne sto facendo uno con la Dia, protocolli che – ha concluso il presidente della Regione – sono di garanzia anche per le imprese perché queste istituzioni riescono a a garantire alle imprese un controllo preventivo a esempio sui subappalti, sulle aziende a cui vengono affidati dei lavori. Ecco, ci sono dei meccanismi per potenziare il controllo senza fare in modo si appesantiscano le procedure legate alla realizzazione dei lavori»

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