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Il riallineamento su Roma e il collante del no all’autonomia differenziata: il nuovo corso del Pd Calabria

L’assemblea aperta di Lamezia Terme delinea un percorso di superamento della fase congressuale con un posizionamento sulla linea Schlein

Pubblicato il: 02/04/2023 – 11:49
Il riallineamento su Roma e il collante del no all’autonomia differenziata: il nuovo corso del Pd Calabria

LAMEZIA TERME Miracoli dell’autonomia differenziata… La battaglia contro il disegno Calderoli mette praticamente tutti d’accordo e aiuta a superare le tossine della fase congressuale che ha portato alla segreteria della movimentista Elly Schlein. E’ una dinamica che si registra anche in Calabria e che si è respirata ieri all’assemblea “aperta” convocata a Lamezia per ribadire il “no senza se e senza ma” al progetto governativo (leghista) di rivoluzionare l’impalcatura istituzionale del Paese. I maligni parlano di autonomia differenziata come tema agitato dai dem come una sorta di arma di distrazione di massa, per sviare l’attenzione dalle perduranti beghe interne, e i maligni spesso hanno ragione, ma a volte anche l’apparenza conta, e si avvicina alla sostanza.

«Stavolta né Guelfi né Ghibellini»

E ieri a Lamezia Terme l’impressione che tanti analisti hanno tratto è quello di un Pd calabrese che si sta via via posizionando, anche nel suo gruppo dirigente a partire dal segretario Nicola Irto, e si sta riallineando al trend nazionale determinato dal successo della Schlein, superando così la dicotomia che si è prodotta al congresso: la Calabria – si ricorderà – aveva assegnato, anche alle primarie,  la maggioranza a Bonaccini. Certo la strada sostanzialmente unitaria indicata dallo stesso Bonaccini alla sua area – in Calabria capitanata da Irto e da tutti i consiglieri regionali a esempio – ha agevolato questo superamento delle dicotomie congressuali, ma in sede territoriale l’avvicinamento delle aree si è manifestato già da alcune settimane. «In effetti a Lamezia ieri il clima non è stato di quelli classici per noi, i Guelfi da una parte e i Ghibellini dall’altra», confida un dirigente di spicco (e di ungo corso) del Pd calabrese, e lo svolgimento dell’assemblea ha snocciolato un po’ di segnali in tal senso. Si persegue la linea, cara calla Schlein  dell’allargamento della base dem – indicative ieri le presenze dei sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita e di Cosenza Franz Caruso ma anche di importanti esponenti del sindacalismo calabrese – e intanto si “imbullona” il gruppo dirigente del Pd, che lemme lemme si sincronizza sulla dinamica nazionale.

Gli interventi all’assemblea

A collegarsi, con tanto di sottolineatura del lavoro di Irto, che a Roma comunque gode di particolare credito, il neo capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, punto di riferimento dell’area Schlein (e voce ancora parecchio ascoltata in Calabria). Anche i vari interventi che si sono succeduti hanno evidenziato questo tratto unitario: tra i big a parlare tra gli altri il deputato Nico Stumpo (Schlein), la già parlamentare Enza Bruno Bossio (De Micheli e poi Bonaccini), il dirigente Sebi Romeo (Schlein), che ha lanciato la proposta (poi ribadita in altri successivi interventi) di organizzare in Calabria una manifestazione nazionale contro l’autonomia differenziata in base all’assunto che la nostra regione sarebbe la più penalizzata anche all’interno dello stesso Mezzogiorno, e ancora il sindaco sospeso di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà (Bonaccini). A quanto risulta, nelle sue conclusioni Irto avrebbe recepito, fatto proprie e rilanciate le varie proposte, come quella della manifestazione nazionale in Calabria, a conferma del fatto che l’autonomia differenziata al momento è un formidabile collante, che però serve anche forse a procrastinare più in là nel tempo scelte che potrebbero riaprire fronti di divisione, come quelle legate alla segreteria nazionale e, in Calabria, al completamento delle segreterie regionali e  territoriali, che dovrebbe avvenire a cascata dopo quella romana. E magari in quell’occasione rispuntano le fibrillazioni e i “Guelfi e Ghibellini”. Ma ora sembra (e forse è) “pax”. (a. cant.)

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