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Innovazione e nuova mission degli enti strumentali, la “fase due” delle riforme targate Occhiuto

Dopo sanità, ambiente e lavoro, “in cantiere” ulteriori provvedimenti che potrebbero incidere in settori come agricoltura, forestazione e cultura

Pubblicato il: 30/04/2023 – 14:19
Innovazione e nuova mission degli enti strumentali, la “fase due” delle riforme targate Occhiuto

CATANZARO In principio sono stati la sanità, i trasporti, l’ambiente nei due segmenti dell’acqua e dei rifiuti, il termalismo, ora è il lavoro e nel futuro potrebbero essere l’agricoltura, la forestazione e la promozione culturale e turistica. La strategia di riformare e innovare settori dell’amministrazione da parte del presidente della Regione Roberto Occhiuto e della sua Giunta entra nella “fase due”, dopo le prime scelte effettuate nel 2022. Scelte che sono passate attraverso una razionalizzazione del portafoglio degli enti strumentali e di quelli para e sub regionali e delle società partecipate e controllate e una loro contestuale ridefinizione o la creazione di nuove governance, i cui effetti si stanno iniziando a dispiegare, in alcuni casi con una certa linearità e in altri a fatica. Nel primo caso rientrano sicuramente la Sacal, tornata sotto il controllo pubblico dopo un’oscura manovra che l’aveva di fatto privatizzata, e Terme Sibarite, ora anch’esse a gestione pubblica, e in un certo senso l’Autorità Rifiuti e Risorse idriche della Calabria (con la Sorical ora pubblica soggetto gestore unico del ciclo integrato delle acque), la ormai famosa Arrical che con qualche robusta spallata (i commissariamenti imposti ad alcuni Comuni contrari e quelli minacciati ad altri riottosi) sembra avere ingranato la marcia giusta. Nel secondo caso Azienda Zero, il nuovo ente di governance della sanità, ancora sostanzialmente “oggetto misterioso” al punto che la sua operatività è stata procrastinata – per testuale ammissione del commissario Giuseppe Profiti – al 2024. Ma i semi sono stati lanciati, dal governatore Occhiute e dalla sua Giunta, che intanto hanno messo a punto un’altra riforma, quella del mercato del lavoro, finalizzata in una proposta di legge che punta a rinverdire e aggiornare un testo vecchio ormai oltre 15 anni, a rilanciare i Centri dell’impiego e a creare “Arpal”, la nuova Agenzia che rottamerà l’azienda in house Calabria Lavoro, da tanti definito senza mezzi termini un carrozzone e una zavorra.

Le riforme in cantiere

La riforma del mercato del lavoro sarà presto legge, in Consiglio regionale, nel mentre ai piani altissimi della Cittadella si stanno studiando altre riforme, da attuare sempre attraverso una nuova configurazione degli enti e delle società già operative nei vari settori. Come l’ipotesi di riforma che prevede l’accorpamento dei Consorzi di bonifica in un unico ente su base regionale con una decina di distretti territoriali: l’indirizzo per creare un unico centro di costo arriva – spiegano fonti qualificate del centrodestra – direttamente dal presidente Occhiuto e a quanto risulta si starebbe delineando un testo base da portare all’attenzione delle organizzazioni agricole e all’approvazione del Consiglio regionale. Molti analisti politici prevedono però, su questa riforma dei Consorzi di bonifica, tempi e trattative non brevissimi e soprattutto non tranquillissimi, anche sul piano politico, perché le “resistenze” nella maggioranza – e nel mondo agricolo – non mancano e si sarebbero già manifestate chiaramente. Insomma, materia da maneggiare con estrema cura. Si vedrà. Come si vedrà anche l’evoluzione nel campo della forestazione, per la Regione Calabria una potenziale ricchezza al momento però piena di problematiche dettate anche dalla pesante riduzione delle risorse statali: l’obiettivo, a quanto sembra, è anche qui una riforma che punti a una forestazione finalmente produttiva e innovativa e in questo quadro – si apprende da fonti della Cittadella – potrebbe esserci anche una rivisitazione della mission di “Calabria Verde”. Nel recente confronto con i sindacati infatti la rappresentanza Regione avrebbe ventilato l’indirizzo di trasformare “Calabria Verde”, azienda strumentale dell’amministrazione, in ente pubblico economico, in modo da renderla più dinamica (anche sul mercato) e moderna. E un’altra riforma si starebbe profilando per la Calabria Film Commission, già diventata anche agenzia territoriale di promozione turistica: nel decreto con cui Occhiuto ha prorogato l’incarico di Anton Giulio Grande quale commissario straordinario della fondazione si dice esplicitamente che «è in corso di elaborazione un disegno di legge regionale di completa ridefinizione della disciplina in materia di cinema ed audiovisivo, in linea con gli obiettivi di governo dell’amministrazione regionale, che avrà l’effetto di incidere sensibilmente sulla mission della Fondazione Calabria Film Commission». (a. cant.)

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