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la fiera di rimini

MacFrut 2023, Giovinazzo: «L’ortofrutta mette insieme la Calabria»

La soddisfazione del direttore generale del dipartimento regionale Agricoltura. Salimbeni: «Viviamo in un paradiso e non lo sappiamo»

Pubblicato il: 05/05/2023 – 13:43
MacFrut 2023, Giovinazzo: «L’ortofrutta mette insieme la Calabria»

RIMINI Calabria protagonista in questi giorni al MacFrut 2023 di Rimini. Sono state numerose le aziende calabresi che hanno rappresentato con successo la regione negli stand allestiti per l’occasione. A testimoniare i risultati raggiunti dal comparto è il direttore generale del dipartimento regionale Agricoltura, Giacomo Giovinazzo. «E’ un grande lavoro – afferma Giovinazzo al Corriere della Calabria – voluto dal presidente Occhiuto e accompagnato dall’assessore Gallo a cui la struttura ha risposto con professionalità. La fiera ci ha dato la possibilità di esprimere al meglio quello che la Calabria produce in termini di ortofrutta, che quota a livello nazionale un miliardo di euro. Quindi si tratta di una filiera importante, la più grande che abbiamo in Calabria. Questo è un aspetto fondamentale perché noi stiamo costruendo un percorso anche identitario sulle produzioni dell’ortofrutta e non solo sul vino o sui formaggi. L’ortofrutta è un carattere identitario dell’intera Calabria, produciamo agrumi in tutta la regione, pesche e nettarine sull’intera fascia costiera sulla zona di Sibari, possiamo di conseguenza affermare, come slogan, che l’ortofrutta mette insieme la Calabria. Su questo noi dobbiamo esporre e ci presentiamo con grande sforzo ma con soddisfazione rispetto all’apertura. Le parole del ministro Lollobrigida e di chi è venuto a visitare il nostro stand ci incoraggiano e ci spingono a continuare così per fare sempre meglio. Noi abbiamo messo in pratica ciò che dovrebbe essere il punto fondamentale: la Regione è soltanto una parte della filiera, poi ci sono altri pezzi fondamentali come i consorzi, i produttori, gli agricoltori, le organizzazioni professionali. Il nostro compito è quello di esaltare e spiegare agli altri che la Regione non può fare ma deve coordinare a aiutare gli altri a fare».

Giorgio Salimbeni

Giorgio Salimbeni

Al MacFrut era presente anche il presidente del Consorzio di tutela delle clementine, Giorgio Salimbeni. «Questa – ha evidenziato – è una fiera importante perché è rappresentativa dell’ortofrutta italiana all’interno della quale i consorzi di tutela Olio Op partecipano proprio per la divulgazione di quelle che sono le specifiche del territorio e per l’opportunità di avere dei BtB in due sole giornate. Tutto ciò significa fare tanto lavoro di previsione, di variazioni o comunque di limature dei programmi che poi diventano fondamentali nella fase di commercializzazione del lavoro».

Il ruolo del Consorzio delle Clementine

«La Comunità europea e l’Italia – ha detto ancora Salimbeni al Corriere della Calabria – hanno aggiunto la possibilità in capo al Consorzio di poter regolamentare i flussi e quindi in qualche modo orientare e modulare le consegne attraverso i soci confezionatori in modo coerente rispetto alla domanda, quindi evitando gli abbattimenti di prezzi dovuti a un eccesso di prodotto sui banchi. Il disciplinare è stato revisionato perché a distanza di tempo da quanto è stato costituito il Consorzio, inevitabilmente sono andati a modificarsi una serie di aspetti soprattutto di carattere climatico. Per cui abbiamo fatto una scelta che è quella legata al clone di clementine comuni e i suoi derivati come perno centrale all’interno di un’indicazione geografica protetta. Un lavoro di un anno e mezzo fatto di confronti tra i tecnici, di condivisione e anche di limature e mediazione».

La biodiversità

«Noi – ha proseguito Salimbeni – siamo fortunati perché viviamo in una regione che può contare su una biodiversità straordinaria. In una regione così piccola avere tutte queste Igp vuol dire vivere in un paradiso senza rendercene neanche conto. Noi siamo all’interno del Mediterraneo con due montagne, il Pollino e la Sila. Tutto ciò vuol dire avere delle condizioni che non esistono da altre parti e che ci consentono di poter avere a disposizione la frutta estiva a quella invernale, i frutti di bosco, le patate, fino ad arrivare alle cipolle, al cedro, al bergamotto e potrei andare avanti ancora».

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