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Progetto rigenerativo per i cambiamenti climatici, all’Università Mediterranea la prima Masterclass intensiva

Il rettore Giuseppe Zimbalatti: «Elevare il più possibile l’asticella della formazione dei laureati»

Pubblicato il: 05/05/2023 – 13:20
Progetto rigenerativo per i cambiamenti climatici, all’Università Mediterranea la prima Masterclass intensiva

REGGIO CALABRIA Si è aperta la prima Masterclass intensiva dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, sui temi del progetto rigenerativo per i cambiamenti climatici, alla presenza del rettore Giuseppe Zimbalatti, del direttore Adolfo Santini, della delegata alla Rus di Ateneo professoressa Marina Mistretta, dalla professoressa Consuelo Nava Direttrice della Masterclass e del Laboratorio universitario ABITAlab che ha promosso l’iniziativa di alta formazione, riconosciuta tra le esperienze avanzate di alta formazione per studenti e professionisti. In collaborazione con il Nature-City Lab dell’Università della Basilicata e l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Reggio Calabria, intervenuti all’apertura, insieme a Pensando Meridiano e PMopenlab e con il patrocinio della RUS nell’iniziativa del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023, ABITALab propone dal 5 maggio al 1° giugno 2023 presso la Cittadella Universitaria un’attività di “high education”/Alta Formazione sui temi del progetto ecologico avanzato, con gli strumenti del Design Rigenerativo e del suo controllo digitale, attraverso l’applicazione computazionale, con l’uso di programmi e strumenti avanzati. Sempre più le agenzie di progettazione in ambito internazionale e nazionale e gli ambiti competitivi delle opportunità del PNRR, intraprendendo attività progettuali complesse dal punto di vista della sostenibilità e della resilienza a scala locale e globale, richiedono competenze e abilità nelle strumentazioni proposte e sui temi discussi nella Masterclass. 

Zimbalatti: «Elevare il più possibile l’asticella della formazione dei laureati»

La Masterclass ha l’obiettivo di trasferire conoscenze e skills nel campo “dell’Architettura Avanzata per la Transizione Ecologica e Digitale”, acquisendo capacità in ambito di analisi climatica e sua modellazione previsionale in scenari di cambiamento climatico e di contesto “site specific”/localizzato, ai fini di utilizzare dati e modellazione per produrre progettualità alla scala urbana, di edificio e di sistema, controllando impatti e comportamenti di tipo ambientale e energetico nel rapporto tra sistemi fisici e risorse naturali e loro effetti, nella fase di predesign e di sviluppo del progetto, per le trasformazioni dell’ambiente costruito verso la decarbonizzazione.  I docenti e i lecturers della Masterclass sono tra i riconosciuti esperti nel settore, con esperienze di sviluppo, applicazione e trasferimento al campo dell’Architettura, delle questioni scientifiche e culturali e degli strumenti del Progetto Digitale per i Cambiamenti Climatici, a livello nazionale e internazionale. Il rettore Giuseppe Zimbalatti è intervenuto dando il benvenuto ai 66 iscritti della prima Masterclass intensiva dell’Ateneo reggino. «Il programma è molto inteso – ha detto – e da corpo in maniera sostanziale alla mission del nostro Ateneo e del sistema universitario nazionale, quello pubblico in particolare per cercare di elevare il più possibile l’asticella della formazione dei nostri giovani laureati. Inoltre trovo molto interessante e molto utile il coinvolgimento della Rsu – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile – che qui rappresentata dalla prof.ssa Mistretta, perché è un collegamento Global molto importante».

Nava: «Questa prima edizione della Masterclass ci restituisce una risposta di grande interesse»

La direttrice della Masterclass Consuelo Nava hadichiarato che «questa prima edizione della Masterclass ci restituisce una risposta di grande interesse, con l’anno accademico ancora in corso, nella sua forma blended abbiamo 66 partecipanti, tra i 46 in presenza studenti degli ultimi anni del Corso di Laurea in Architettura, Dottorandi della nostra Università e professionisti e poi tra i 20 a distanza ci seguono gli studenti dell’Università della Basilicata, i dottorandi ei ricercatori dell’Università di Trento, di Genova, Firenze, La Sapienza e Roma 3, Napoli. Un interesse per i temi che il nostro Laboratorio pratica ormai da anni nelle attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, con un network di ricercatori e esperti che a livello internazionale ci riconoscono un particolare modo di trasferire l’innovazione nel progetto ecologico per la transizione. Sono davvero grata per l’interesse e se tutto questo è possibile si deve certamente all’abnegazione, la passione e la serietà con cui i giovani ricercatori del laboratorio e gli studenti che lo frequentano, si impegnano quotidianamente nelle attività che conduciamo e trasferiamo. Li ringrazio di vero cuore, questa esperienza si allargherà a altri studenti e ricercatori e ci renderà un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale».  

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