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Cgil in piazza a Cosenza il 10 giugno per dire no all’autonomia differenziata

Il sindacato: «È il momento che tutta la Calabria risponda al chiaro tentativo di questo governo di dividere il Paese e relegare il Sud ai margini»

Pubblicato il: 04/06/2023 – 20:18
Cgil in piazza a Cosenza il 10 giugno per dire no all’autonomia differenziata

COSENZA La Cgil sabato 10 giugno scenderà in piazza a Cosenza per dire No all’autonomia differenziata. «È il momento che tutta la Calabria risponda al chiaro tentativo di questo governo di dividere il Paese e relegare il Sud ai margini – riporta una nota del sindacato –.Il Sud ha bisogno di investimenti, lavoro, buona sanità, istruzione, legalità, non di essere messo da parte». «Saremo in piazza – viene evidenziato sul profilo facebook della Cgil Cosenza – contro le misure normative del governo Meloni sull’autonomia regionale differenziata che, se realizzate, avranno ricadute drammatiche e certamente peggiorative delle diseguaglianze sociali e territoriali in essere, specialmente sui territori meridionali già da tempo colpiti da fenomeni di impoverimento, degrado e spopolamento. A Cosenza ed in Calabria, con la manifestazione intendiamo dare ulteriore forza e sostegno all’impegno profuso in questi mesi da tanti soggetti sociali, culturali, associativi, politici ed istituzionali, per contrastare i disegni secessionisti, in difesa della Costituzione.  Gli obiettivi della manifestazione sono anzitutto il ritiro del “ddl. Calderoli” (A.S. 615) e il sostegno alla approvazione della Legge d’Iniziativa Popolare – Villone – che interviene sul vero cuore del problema dell’Italia: la frammentazione eccessiva delle competenze normative e amministrative, la debolezza degli  interventi perequativi, l’assenza di livelli uniformi di godimento dei diritti di cittadinanza,  le fragilità del SSN e l’organizzazione della Sanità Pubblica scomposta da oltre 20 anni  di eccessiva regionalizzazione  ed in Calabria di commissariamento. E’ nostra intenzione opporci fermamente alla  “secessione dei ricchi” (voluta solo da alcune delle forze politiche della maggioranza parlamentare), puntando in primo luogo a difendere l’unità nazionale, la centralità parlamentare, l’eguaglianza sociale e territoriale, in una Europa sociale e solidale. Abbiamo ben chiare e distinte le priorità sociali ed economiche del Paese e del Mezzogiorno, che sono in particolare: 1) un rinnovato ruolo dello Stato, la revisione del “regionalismo” ed il rafforzamento istituzionale della rete dei Comuni e delle amministrazioni Locali; 2) il rafforzamento e la perequazione della spesa sociale in sanità, nell’istruzione, nei servizi sociali, nelle infrastrutture e per l’ambiente; 3) la difesa ed il rafforzamento dell’istruzione e della Scuola Pubblica, fondamento della cittadinanza attiva; 4) il rafforzamento e la difesa della Salute (“diritto alle cure” e “diritto alla prevenzione”) come diritto individuale e come interesse collettivo, un adeguato finanziamento del SSN come presidio per condizioni di vita eque e dignitose su tutto il territorio nazionale; 5) il potenziamento, la manutenzione e la gestione delle reti infrastrutturali per le comunicazioni (fisiche e digitali) e per la difesa idrogeologica, la cura e la rigenerazione degli ambiti e dei territori degradati; 6) politiche ad hoc per l’occupazione, per i servizi pubblici, per combattere lo spopolamento e l’abbandono delle Aree Interne e favorire la “restanza” delle comunità rurali. Per queste ragioni facciamo appello alla sensibilità di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, alle lavoratrici ed ai lavoratori, le studentesse e gli studenti, le pensionate ed i pensionati, le giovani ed i giovani disoccupate e disoccupati per la massima partecipazione».

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