Ricorso respinto, Reggina non ammessa in serie B
Il Consiglio federale della Figc ha tenuto conto del parere della Covisoc. Gravina: «La società sapeva della scadenza del 20 giugno»

ROMA Il Consiglio federale della Figc, presa visione dei pareri di Covisoc e Commissione criteri infrastrutturali, ha deciso di ammettere il Lecco in Serie B mentre ha respinto i ricorsi di Reggina e Siena che potranno presentare appello entro 48 ore. Accolte, invece, le motivazioni del club lombardo che si era visto respingere in un primo momento l’iscrizione alla Serie cadetta.
Per quanto riguarda la Reggina, il club calabrese non aveva effettuato nei termini previsti dalla Figc il pagamento di 757 mila euro, ma il Tribunale fallimentare di Reggio Calabria aveva fissato la scadenza di questo saldo al 12 luglio. Pur avendo poi versato l’intero importo, la Federcalcio e la Covisoc non hanno sentito ragioni. Cosi come non ha inciso la comunicazione arrivata ieri sulla sottoscrizione di un preliminare di vendita del 100% delle quote della Reggina alla società di consulenza Guild Capital. Alla luce della Giustizia sportiva, la Reggina può ancora contare su un eventuale nuovo ricorso dinanzi al Collegio di Garanzia dello Sport, che si esprimerà il 20 e il 21 luglio prossimi.
Gravina: «La Reggina sapeva della scadenza del 20 giugno»
«Esiste una decisione da parte di un tribunale dello Stato che ha concesso, su richiesta delle società, la possibilità di pagare entro 30 giorni. Il soggetto era a conoscenza di una scadenza chiara per adempiere al proprio debito sportivo». Così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, al termine del consiglio federale che ha respinto il ricorso di Regina e Siena, e accolto invece quello del Lecco per l’ammissione in serie B. «Il problema è che l’omologa (del piano di ristrutturazione del club, ndr) non è definitiva. Siamo a conoscenza che sono in atto due opposizioni, una da parte dell’Inps e una da parte dell’Agenzia delle Entrate contro quella decisione – continua Gravina – La situazione è allarmante, fermo restando che la decisione non è definitiva ed esiste la conoscenza chiara della data del 20 giugno entro la quale bisognava provvedere a soddisfare debito sportivo. Già in precedenza la Reggina per questo conflitto aveva subito 5 punti di penalizzazione». Gravina aggiunge: «La discrepanza tra i tempi del tribunale fallimentare e quello della Figc per i pagamenti nella vicenda della Reggina? Ci sono due ordinamenti, quello sportivo e quello statuale, con norme molto chiare. La legge 91 dello Stato pone in capo alla Federazione tutti gli oneri collegati ai controlli, questo è inderogabile. Il rapporto tra i due ordinamenti va armonizzato ma non dipende da noi, dipende dal legislatore».