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La Camera penale di Cosenza ribadisce «il diritto ad una riparazione per ingiusta detenzione»

Braccia conserte per gli avvocati. Oggi l’astensione dall’attività giudiziaria penale. Parliamo di «presunzione di non colpevolezza»

Pubblicato il: 20/07/2023 – 11:09
La Camera penale di Cosenza ribadisce «il diritto ad una riparazione per ingiusta detenzione»

COSENZA Braccia conserte e astensione da ogni attività giudiziaria nel settore penale. Questa mattina, la Camera penale di Cosenza ha organizzato un punto stampa nella propria sede all’interno del palazzo di giustizia bruzio. Un incontro per ribadire i motivi che hanno spinto le Camere penali a manifestare contro «la violazione dei diritti degli indagati, la spettacolarizzazione delle operazioni di polizia giudiziaria e dei processi». «Il fermo è un’azione eclatante, un appello, un grido d’allarme, dopo aver letto le reazioni della magistratura, ma anche alcuni articoli», dice al Corriere della Calabria l’avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera penale di Cosenza. Il penalista sottolinea la bontà dell’azione delle Camere penali «la battaglia contro la mafia è un diritto e dovere dello Stato e i penalisti italiani, in alcun modo ritengono che questa battaglia vada frenata o in qualche modo soltanto bloccata».

La presunzione di non colpevolezza

Il senso della protesta dei penalisti riguarda i diritti. «Parliamo della presunzione di non colpevolezza o presunzione d’innocenza, del diritto di coloro che vengono colpiti da ordinanze di custodia cautelare che poi vengono processati e risultano innocenti. Diritto a che lo Stato chieda loro scusa», sostiene Le Pera. Che aggiunge: «Il diritto ad una riparazione per ingiusta detenzione». Secondo il presidente della Camera penale di Cosenza, «abbiamo constatato, dati alla mano, che questo diritto alla riparazione per ingiusta detenzione di fatto viene obliterato». L’avvocato Le Pera, a proposito del rispetto dei diritti degli indagati, stigmatizza alcune «conferenze stampa in cui si irridono le persone indagate, presunte innocenti o presunte non colpevoli. Ecco, questo è un metodo che noi non tolleriamo».

«L’astensione ci permette di parlare ai cittadini»

«L’astensione ci permette di parlare ai cittadini, abbiamo attaccato utilizzando parole dure ma l’avvocatura non ha mai fatto nessuna battaglia per sé, per nessun tornaconto personale. La nostra battaglia è una battaglia per il giudice, per la sua terzietà, la sua indipendenza, il suo coraggio e la sua solitudine. Questo è quello che noi intendevamo e intendiamo portare all’attenzione dei cittadini», dice al Corriere della Calabria, l’avvocato Gabriele Posteraro segretario della Camera Penale di Cosenza. Cosa chiedete? Per quanto attiene le riforme legislative, «noi chiediamo innanzitutto che si dica la verità. Sarebbe un passo in avanti in un momento in cui le riforme si fanno sulle statistiche, dire che per esempio, a Catanzaro ci sono soltanto una ventina di procedimenti instaurati per la riparazione dell’ingiusta detenzione significa non dire la verità», aggiunge il legale. Che poi rincara la dose in riferimento alla attività della magistratura catanzarese. «Noi abbiamo chiesto come è possibile che Catanzaro, da fanalino di coda diventi magicamente un distretto virtuoso. Ci siamo accorti, lo abbiamo fatto su dati oggettivi, che le udienze non vengono fissate. Non fissando le udienze chiaramente le statistiche risultano interpolate». (f.b.)

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