Ultimo aggiornamento alle 22:31
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

memoria e impegno

Trent’anni fa l’omicidio di Lollò Cartisano, rapito dalla ‘ndrangheta e portato in Aspromonte. «Decise di essere un uomo libero»

A Bovalino il ricordo del fotografo scomparso il 22 luglio 1993. Presentato il libro “Guida all’Aspromonte misterioso”

Pubblicato il: 22/07/2023 – 13:11
di Mariateresa Ripolo
Trent’anni fa l’omicidio di Lollò Cartisano, rapito dalla ‘ndrangheta e portato in Aspromonte. «Decise di essere un uomo libero»

BOVALINO «Quello di cui tutti mi parlano quando mi incontrano è della sua schiettezza, del suo sorriso, del suo essere una persona diretta. Non si è piegato, ha detto no al pizzo, ha denunciato: mi ha insegnato queste cose, ha testimoniato la sua voglia di essere libero, non con parole, ma con i fatti. Per me è stato un uomo forte e incredibile, con le sue paure, ma che ha voluto superare per lasciare anche a me una libertà maggiore della memoria». È sempre vivo e più presente che mai il ricordo di Lollò Cartisano a Bovalino. Lo è nelle parole della figlia, Deborah Cartisano, oggi fotografa come lui, e referente di Libera in Calabria. Lo è in quella Bovalino dalla quale fu strappato da una mano criminale nel luglio di trent’anni fa. Un ricordo che si rinnova ogni anno mentre in tantissimi percorrono quel tragitto che in Aspromonte lo portò alla morte ai piedi di Pietra Cappa. Lo è anche quest’anno che quel sentiero non verrà percorso, ma sono diversi gli eventi organizzati dalla famiglia per ricordare lui e tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta.  

Il rapimento e l’uccisione di Lollò Cartisano

Lollò Cartisano

Era il 22 luglio del 1993 quando Adolfo Cartisano, conosciuto come Lollò, fece ritorno con la moglie nella sua casa al mare e, dopo una colluttazione con alcuni malviventi che li stavano aspettando, venne rapito. Da quel momento partirono le indagini e le mobilitazioni per ritrovarlo, ma del fotografo di Bovalino con la passione per il calcio non si seppe più nulla. Le risposte arrivarono soltanto dieci anni dopo, nel 2003, con la confessione di un pentito che in una lettera anonima rivelò che il corpo del fotografo si trovava in Aspromonte, nei pressi di Pietra Cappa. «È stata una verità che ci ha finalmente permesso di dare una degna sepoltura a mio padre. Una verità che ci ha sorpreso, rivelata da un uomo che si è pentito e ci ha chiesto perdono, racconta ai microfoni del Corriere della Calabria Deborah Cartisano, che parla di «un dono immenso e inaspettato»: la verità. «Se nei primi dieci anni la speranza si alternava alla disperazione, dopo almeno abbiamo potuto mettere la parola fine a quella storia. Ricordo – dice Deborah – le emozioni che ho vissuto, anche nel mio paese, di vedere accanto a me tanti giovani che mi sono stati accanto, che hanno voluto lottare insieme a me per liberare questa terra. E non importa se forse non ci siamo riusciti completamente, ma ci abbiamo provato. La speranza è che le prossime generazioni vogliano di nuovo mettersi in gioco, perché si tratta di uscire un po’ dalla propria comfort zone, metterci la faccia impegnarsi e volere che le cose funzionino».

“Guida all’Aspromonte misterioso”

La marcia “I sentieri della memoria”

Quest’anno nel trentesimo anniversario dalla morte di Lollò Cartisano non ci sarà la marcia “I sentieri della memoria”, ma tanti altri eventi. Il cammino in Aspromonte promosso da Libera dal 2003 coinvolge sempre tantissime persone, che ripercorrono i passi che permisero alle forze dell’ordine di trovare le spoglie di Cartisano. Non con poca fatica, donne, uomini, anziani e bambini percorrono il sentiero impervio – fatto di strade dissestate – che porta ai piedi di Pietra Cappa, il monolite più alto d’Europa che si innalza sopra San Luca, mentre ad ogni tappa si racconta la storia di una vita spezzata dalla ‘ndrangheta.

“Giuda all’Aspromonte misterioso” è il libro che è stato presentato al Caffè Letterario Mario “La Cava” di Bovalino, un volume scritto dal generale dei Carabinieri Giuseppe Battaglia e dall’agronomo Alfonso Picone Chiodo, con la prefazione di Don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di Libera. «Da dieci anni facciamo quel percorso e mentre camminiamo spesso gridiamo “L’Aspromonte e nostro”. Abbiamo pensato alla presentazione di questo libro – spiega Deborah Cartisano – che parla anche della storia di mio padre, che parla di questo Aspromonte grande e silenzioso, ma magico». Presenti all’evento, moderato da Mara Rechichi, anche altri familiari di vittime innocenti della ‘ndrangheta: in sala i familiari di Vincenzo Grasso, Antonino Marino e Massimiliano Carbone.

La presentazione del libro “Guida all’Aspromonte misterioso”

Questa mattina Don Ciotti incontrerà i giovani della Locride presso il Centro Pastorale, questa sera invece si terrà una messa in ricordo di Lollò Cartisano: «La celebreremo nella sua casa al mare, – afferma la figlia – quella dove fu rapito e dove non tornò più. Ci uniremo per pregare per lui e per tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta». (redazione@corrierecal.it)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x