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Santa Maria del Cedro, la sentenza: «Titolare del “Summer Day” è Galiano»

La struttura turistica era stata chiusa in estate dopo un provvedimento del Comune. La decisione è del Tribunale di Catanzaro

Pubblicato il: 27/09/2023 – 13:36
Santa Maria del Cedro, la sentenza: «Titolare del “Summer Day” è Galiano»

SANTA MARIA DEL CEDRO Il tribunale di Catanzaro ha stabilito in primo grado che Biagio Galiano, imprenditore 74enne di Santa Maria del Cedro, è il proprietario dell’area sulla quale si trova il villaggio turistico Summer Day.
La sentenza emessa sulla causa civile promossa nel 2016 dallo stesso Galiano, stabilisce il diritto di proprietà a titolo di usucapione abbreviata dei beni immobili acquistati nel 1983 e delle opere edilizie su di esso realizzate.
A causa di presunte irregolarità – denunciate dall’amministrazione comunale – il “Summer day” era stato chiuso ad agosto scorso e alle centinaia di turisti presenti era stato ordinato di sgomberare. La presenza di anziani e minori aveva poi indotto il Tar Calabria a sospendere il provvedimento. Nella sentenza viene riconosciuto che il privato «ha posseduto in modo pacifico, pubblico, indisturbato e ininterrotto per oltre venti anni i terreni siti nel Comune di Santa Maria del Cedro e le opere edilizie su di esso realizzate». L’atto richiama anche la circostanza per la quale una società, la “Summerday Snc” di Bruno Pizzimenti, ha costruito l’omonimo complesso turistico in forza di un contratto preliminare di compravendita, ma – ha spiegato il giudice – «non ha mai acquistato dal Galiano i beni immobili oggetto di causa, né tantomeno, nel caso di specie, in suo favore, si è mai verificata alcuna interversione nel possesso», richiamando la giurisprudenza per la quale con un semplice contratto preliminare «l’attore ha trasferito alla Summerday non il possesso, ma la mera detenzione del fondo».
Nel giudizio erano parti in causa l’Agenzia del Demanio e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre al Comune di Santa Maria del Cedro al quale, nel 2018, l’agenzia statale aveva trasferito l’area nell’ambito della normativa sul Federalismo demaniale.

Il legale: «Grande giorno per la famiglia»

La decisione del giudice è stata commentata dal legale rappresentante della Cassiopea, società che gestisce la struttura turistica, e riconducibile proprio a Pizzimenti: «Il Villaggio Summer Day – si legge in una nota – è stato dichiarato proprietà privata. È un grande giorno per la famiglia Pizzimenti, che ha lottato duramente contro gli attacchi della amministrazione comunale per portare avanti i duri sacrifici dell’imprenditore Bruno. Dopo tanti anni di contrasto, con la sentenza pronunciata dal tribunale di Catanzaro, si spera di poter finalmente continuare in modo sereno l’operato anche con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Santa Maria del Cedro e in virtù del fatto che la struttura ospita centinaia di turisti ogni anno e che sicuramente è da considerarsi una risorsa per l’intero territorio».

Il sindaco Vetere: «Regolarizzi la sua posizione»

Il sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere, in merito alla sentenza, ha sostenuto che «il tribunale di Catanzaro ha riconosciuto Biagio Galiano, e non altri, proprietario dei terreni dove sono realizzate le opere edilizie» ed ha ricordato che trattandosi di sentenza di primo grado le parti in causa potranno proporre appello. Quanto all’invito alla collaborazione della Cassiopea, Vetere ha sostenuto che «l’interlocutore per il Comune è il signor Biagio Galiano che viene invitato, qualora ne avesse interesse, a regolarizzare il compendio immobiliare iniziando dall’accatastamento dei beni, atteso che senza esso non si può valutare alcuna rendita catastale certa degli immobili, a richiedere l’allaccio alla rete idrica versando i dovuti importi, a rinnovare l’autorizzazione allo scarico in fogna, a dotarsi di agibilità, a versare quanto dovuto per gli ultimi cinque anni a titolo di Imu oltre l’anno corrente e ricordando inoltre che le istanze dirette a regolarizzare gli abusi presenti sugli immobili oggetto di causa sono state oggetto di giudizi ormai definiti con sentenze passate in giudicato che hanno rilevato la presenza di opere non sanabili». (Ansa)

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