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Presunta corruzione al Ministero del Lavoro, «inutilizzabili» le intercettazioni di “Maestrale-Carthago”

L’inchiesta della procura di Napoli nasce da una costola dell’indagine svolta dalla Dda di Catanzaro

Pubblicato il: 01/11/2023 – 8:33
Presunta corruzione al Ministero del Lavoro, «inutilizzabili» le intercettazioni di “Maestrale-Carthago”

CATANZARO L’asse Catanzaro-Napoli è particolarmente rovente. L’inchiesta “Maestrale-Carthago” coordinata dalla Dda di Catanzaro – che lo scorso maggio ha portato ad una sessantina di fermi in tutta Italia – , si intreccia con l’attività di indagine coordinata dalla procura di Napoli (durata oltre due anni), su diversi e presunti episodi di corruzione al Ministero del Lavoro nei quali sarebbero coinvolti, tra gli altri, l’imprenditore Danilo Iervolino, ex proprietario dell’università telematica Pegaso e presidente della Salernitana, il segretario generale del sindacato Cisal Francesco Cavallaro, il segretario generale del ministero del Lavoro Concetta Ferrari e Fabia D’Andrea, all’epoca dei fatti vice capo di Gabinetto del ministro del Lavoro. Un’inchiesta, “Maestrale-Carthago”, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri che da qualche settimana ha assunto proprio la guida dell’ufficio inquirente partenopeo. Tutto nasce – secondo quanto appreso da Ansa da una serie di intercettazioni che vedono protagonisti, in particolare, il segretario generale del sindacato Cisal Francesco Cavallaro, ulteriormente sviluppate e riscontrate dalla Procura di Napoli, sulla base degli elementi raccolti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf partenopea. Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti napoletani (il sostituto procuratore Henry John Woodcock e il procuratore aggiunto Sergio Ferrigno) il sindacalista calabrese avrebbe chiesto e ottenuto tramite Iervolino l’assunzione alla Pegaso del figlio della Ferrari (che però non avrebbe mai lavorato all’Università) in cambio del parere favorevole del ministero del Lavoro sulla scissione del patronato Encal-Inpal in Encal-Cisal e Inpal, conservando però vantaggi economici e patrimoniali. Sempre Cavallaro – per l’accusa – avrebbe concesso alla funzionaria e al marito una vacanza in un resort di Tropea e altre ipotetiche regalie.

Il nodo delle intercettazioni

L’inchiesta però rischia di incagliarsi a Napoli. A svelare i motivi, il Fatto Quotidiano che suggerisce una questione procedurale riguardante l’inutilizzabilità delle intercettazioni provenienti dall’ufficio di procura calabrese. «L’ha dichiarata il Tribunale del Riesame di Napoli in 21 pagine di motivazioni. Un documento firmato dal presidente estensore Michele Mazzeo che in sintesi afferma la mancanza di connessione tra l’inchiesta “Maestrale-Carthago“ e quella aperta dai pm Sergio Ferrigno ed Henry John Woodcock sui fatti che la procura di Catanzaro ha ritenuto di competenza della procura di Napoli». «Una competenza ancorata nel capoluogo campano dal contratto di assunzione fittizia nell’università telematica Unipegaso (sede a Napoli) del figlio di Ferrari, Antonio Rossi, docente retribuito 68mila euro in tre anni», sottolinea il Fatto Quotidiano. Il provvedimento del Riesame «non entra nel merito della fondatezza delle accuse, ritenendo la questione dell’utilizzabilità delle intercettazioni “assorbente”».

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