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Asp di Vibo Valentia e l’accesso già “annunciato”

Dall’inchiesta “Maestrale-Carthago” della Dda le presunte relazioni sul condizionamento dell’Azienda sanitaria vibonese

Pubblicato il: 22/11/2023 – 15:22
Asp di Vibo Valentia e l’accesso già “annunciato”

VIBO VALENTIA «All’interno dell’Asp di Vibo c’è la necessità di approfondimenti in ordine a eventuali infiltrazioni come c’è stata in moltissimi comuni della provincia (…) laddove ci sono le condizioni per nominare un direttore generale e per restituire normalità alla gestione dell’azienda sanitaria lì è giusto nominare un direttore generale. Laddove invece ci sono problemi di diverso genere, forse lì è utile tenere un commissario». A parlare era il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenuto lo scorso 23 ottobre nel question time in Consiglio regionale (qui la notizia). La frase sibillina del governatore lasciava presagire, dunque, possibili decisioni drastiche da adottare in relazione alla gestione dell’Azienda sanitaria provinciale vibonese. Che nella recente operazione denominata “Maestrale-Carthago”, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, viene attenzionata in merito alle presunte relazioni che avrebbero determinato il condizionamento delle attività dell’ente pubblico per perseguire interessi privati e mafiosi

cesare-pasqua
Cesare Pasqua

L’accusa è pesante e non risparmia professionisti, come Cesare Pasqua «rispetto al quale è emerso che fosse legato a Luigi Mancuso ed alla locale di Limbadi». Il nome dell’ex capo dipartimento di prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia finisce in alcune conversazioni intercettate, nel corso di una cena. I commensali discutono dello scioglimento dell’Asp vibonese e sul punto l’ipotesi degli interlocutori è lapidaria: «La faranno sciogliere un’altra volta (…) all’indomani di quando sono arrivati i commissari antimafia i primi che hanno cacciato sono stati Pasqua e Massara». A sostegno della tesi riguardante i presunti interessi della ‘ndrangheta vibonese nell’Azienda sanitaria, giungono puntuali le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Emanuele Mancuso e Bartolomeo Arena.

Il primo scioglimento nel 2010

I tentatoli della ‘ndrangheta erano riusciti a scardinare le resistenze di chi, nel 2010, era chiamato a gestire l’azienda sanitaria provinciale. Nel dicembre 2010, infatti, su proposta dell’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il Consiglio dei Ministri aveva deliberato lo scioglimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia dopo aver riscontrato forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. A distanza di 13 anni, sull’Asp torna lo spettro dello scioglimento con il dossier finito sul tavolo del prefetto di Vibo, Paolo Giovanni Grieco che, oggi, ha deciso di inviare la commissione d’accesso.

Le recenti vicissitudini nel management

Per l’Asp di Vibo Valentia comunque gli ultimi anni sono stati molto turbolenti anche sul piano del management. Si deve infatti ricordare anche la sospensione, avvenuta lo scorso mese di giugno, dell’allora commissario Giuseppe Giuliano, coinvolto in un’indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla procura di Catanzaro per fatti risalenti a quando Giuliano era alla guida dell’azienda Mater Domini di Catanzaro: al posto di Giuliano il presidente della Giunta Occhiuto, nella sua qualità di commissario ad acta della sanità calabrese, nominerà il generale dell’Esercito Antonio Battistini, attuale commissario dell’Asp di Vibo Valentia. (redazione@corrierecal.it)

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