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Ponte sullo Stretto, le voci del dissenso: «Le priorità sono altre»

Padre Zanotelli tra le migliaia di partecipanti alla manifestazione di Messina. Scontro Bonelli-Salvini. Schlein: ci batteremo

Pubblicato il: 02/12/2023 – 19:06
Ponte sullo Stretto, le voci del dissenso: «Le priorità sono altre»

MESSINA «Sono contro il Ponte sullo Stretto perché ci sono altre priorità in questo Paese, parlo soprattutto del Sud dove si vuole costruire un Ponte per 14 miliardi ma dove non ci sono ferrovie che funzionano, strade e autostrade, basterebbe vedere il treno che arriva a Reggio Calabriada Taranto che è un disastro». A dirlo padre Alex Zanotelli missionario ed ispiratore di diversi movimenti italiani tesi a creare condizioni di pace e di giustizia solidale durante il corteo no Ponte, oggi a Messina. «Questi soldi si devono spendere per la gente – ha aggiunto Zanotelli – non per progetti faraonici».
Migliaia di messinesi hanno manifestato contro la realizzazione del Ponte gridando slogan come “Il Ponte non vogliamo” o ” Salvini levaci mano” e sventolando bandiere No Ponte.
A Messina sfila il fronte del no al ponte sullo Stretto, con un corteo di migliaia di persone (duemila per la questura, cinquemila per gli organizzatori) appoggiato da 70 sigle tra associazioni, partiti, sindacati. Partito da piazza Cairoli per arrivare a Piazza Duomo é stato aperto dallo striscione con la scritta “Lo Stretto non si tocca”. Tutto attorno bandiere del Wwf, di Legambiente, del M5s, del Pd, della Cgil, e cartelli contro Matteo Salvini, definito “il ministro delle bufale elettorali”.
Il messaggio del vicepremier era arrivato prima dell’inizio della manifestazione: «Oggi a Messina c’è la sfilata dei No Ponte: cambiano la maglietta, da No Tav diventano No Ponte, da No Mose diventano No Ponte, da No Tap diventano No Ponte, ma il criterio è lo stesso, fermare lo sviluppo del Paese». Salvini si dice dunque «orgoglioso di restituire speranza a Calabria e Sicilia, con infrastrutture per decine di miliardi di euro oltre al Ponte sullo Stretto su cui siamo determinati e convinti. Si tratta di un grande piano di investimenti che farà bene a tutta Italia». Ma dal corteo messinese gli ha risposto Angelo Bonelli, co portavoce nazionale dei Verdi: «Intanto Salvini deve andare dallo psicoterapeuta, perché cambia idea troppo facilmente, ha una sintomatologia e gli consiglio di farsi vedere. Poco tempo fa lui parlava come me, con il mio stesso linguaggio ed era contro il ponte sullo Stretto di Messina, utilizzando gli stessi argomenti, adesso ha cambiato idea”. Il leader dei Verdi, quindi, annuncia: “Siamo pronti a lanciare un’offensiva giuridico-legale imponente nei confronti della società Ponte sullo Stretto, che ci nega gli atti, ci nega la relazione sul progetto, un fatto di una gravità inaudita. Abbiamo provveduto a fare la diffida all’amministratore delegato Ciucci. Ci ha risposto dicendoci che sostanzialmente attende che organismi come la commissione di garanzia del Parlamento dica se possiamo averla o no. Stiamo andando oltre i limiti, lo dico anche alla società ponte sullo Stretto, perché questi atti non ci possono essere negati, in nove settimane hanno fatto l’aggiornamento su un progetto vecchio di 12 anni fa e noi vogliamo capire come l’hanno fatto e cosa c’è dietro».
La signora Maria dice: «Il Ponte con la viabilità che abbiamo in Sicilia e Calabria sicuramente non è tra le priorità. Se ci fossero autostrade e ferrovie efficienti e super veloci forse si potrebbe anche farlo, ma in questo momento è impensabile, non ha senso. Invece bisogna capire cosa fare prima al posto del Ponte». Salvatore aggiunge: «Si devono fare infrastrutture per il territorio che siano da collegamento tra una città e un’altra e non mega opere». Renato Accorinti, ex sindaco di Messina, tra i fondatori del Movimento No Ponte, dice: «Chiediamo ai partiti di essere attivi perché in parlamento ci sono loro e devono mettere gli uffici legali insieme perché ci sono motivi molto validi per agire e bloccare opera. Questo è un luogo che è a protezione speciale e quest’opera non si può fare. Quindi uniti i partiti agiscano al più presto».  
«Siamo a Messina, come Partito democratico, a dire forte e chiaro che ci batteremo ovunque, in Parlamento e nel Paese, contro il Ponte sullo Stretto: non sono queste le opere pubbliche di cui ha bisogno il Mezzogiorno. E non è questo il momento di buttare soldi per una mega opera inutile, dannosa e costosa: non solo il Ponte non migliorerà la mobilità tra le due sponde ma assorbirà risorse che dovrebbero essere investite per migliorare le infrastrutture di Calabria e Sicilia»: così Sandro Ruotolo, responsabile Informazione, cultura e memoria nella segreteria del Pd, che sta partecipando al corteo nazionale ‘Lo Stretto non si tocca’, in corso a Messina per ribadire il no al Ponte. Per il giornalista «serve un migliore assetto idrogeologico, riduzione del rischio sismico, infrastrutture, formazione-lavoro per i giovani costretti ad emigrare. Questo non è il futuro, è invece un ritorno a un passato che nessuno rimpiange. Sul piano della trasparenza si è detto preoccupato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Peppe Lombardo. E siamo preoccupati anche noi perché dove non c’è trasparenza la mafia è sempre pronta a offrire ulteriori illegalità e a infiltrarsi. Noi non lo permetteremo».

Mimmo Lucano: opera pubblica inutile

A Messina a sfilare c’è anche l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, secondo cui «la costruzione del Ponte sullo Stretto si distrugge uno dei siti più belli del Mediterraneo, realizzando un’opera pubblica che non serve a niente». Gaetano Di Benetto, presidente del cento studi del Wwf Italia, chiede “l’abrogazione di tutte le norme-forzatura che in un anno hanno rilanciato il ponte sullo Stretto di Messina, senza che ce ne fossero i presupposti economico-finanziari, tecnici e ambientali. Il Wwf chiede, altresì, che i 780 milioni di euro assegnati a quest’opera dalla manovra 2024 siano destinati, invece, alla realizzazione degli interventi integrati finalizzati sia alla mitigazione del rischio idrogeologico, sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità dei corsi d’acqua per prevenire e meglio affrontare i fenomeni estremi provocati dai cambiamenti climatici.

Schlein: un progetto assurdo

«Oggi a Messina una bella partecipazione contro il Ponte sullo Stretto. C’era anche il Partito Democratico, perché è incomprensibile e preoccupante l’ostinazione del governo per un’opera anacronistica e dannosa come il progetto di Ponte di Salvini. Uno spreco di denaro che non porterà nessun vantaggio a Calabria e Sicilia e sottrarrà, invece, risorse preziose che andrebbero investite sulle vere emergenze e carenze infrastrutturali del Sud. Ci sono 800 mila giovani che negli ultimi 20 anni hanno lasciato il Mezzogiorno, giovani per i quali non c’è nessun investimento, ma anzi un aumento della precarietà deciso dal governo Meloni. E ancora servirebbe metter mano all’assetto idrogeologico, alla riduzione del rischio sismico, infrastrutture ferroviarie, strade, una legge sul clima e sul consumo del suolo zero. Il Pd si batterà, in parlamento e nel Paese, per fermare questo progetto assurdo». Lo afferma in una nota la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. 
«Orgoglioso di restituire speranza a Calabria e Sicilia, con infrastrutture per decine di miliardi di euro oltre al Ponte sullo Stretto su cui siamo determinati e convinti. Si tratta di un grande piano di investimenti che farà bene a tutta Italia». Così il vicepremier e ministro Matteo Salvini.

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