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Thurio, storia di un passaggio a livello che doveva essere soppresso

Nel “Cantiere Calabria”, il piano degli interventi prevedeva la realizzazione di sottopassi che mandassero in archivio i passaggi a livello

Pubblicato il: 05/12/2023 – 14:11
di Paride Leporace
Thurio, storia di un passaggio a livello che doveva essere soppresso

Ora tutti vogliono sopprimere i passaggi a livello pericolosi della derelitta linea jonica che la settimana scorsa ha dovuto registrare la morte di una capotreno e di un camionista. Eppure i soldi erano stati stanziati da tempo e il passaggio a livello di Thurio, come altri, non dovevano più essere sui binari. Già nel 2017 era stata avviata l’attività di rimozione di 77 passaggi a livello pubblici e 12 privati, per sei i lavori risultavano essere stati consegnati.
Con populismo mediatico il ministro dei Trasporti Salvini ha tuonato davanti ad una platea di agricoltori: «Non è possibile morire col semaforo rosso e con le sbarre abbassate perché c’è un autotrasportatore che si trova in mezzo. È vero che la normativa non prevede su tratte come quelle altri interventi per la sicurezza, ma io ho detto all’Ad, se la normativa non lo prevede, non mi interessa: la vita umana va oltre. Quindi RfI investirà e metterà a gara a breve 500 milioni per sistemi di sicurezza sui passaggi a livello».
Preoccupa che un ministro al ramo non riesca, davanti ad una tragedia di tale portata, conoscere nodi e barriere che hanno impedito la modernizzazione. Ora tutti tuonano e battono i pugni annunciando provvedimenti e interventi.
Eppure consultando notizie e guardando gli atti è tutto molto chiaro.
Nel 2018 il presidente della Regione dell’epoca, Mario Oliverio, si era messo in testa di modernizzare la linea Jonica avviando una sorta di metropolitana di superficie che collegasse con tempi più veloci Rocca Imperiale con la punta dello Stivale.
Fu promosso il “Cantiere Calabria”. Stanziati dalla Regione per Rai 530 milioni per l’ammodernamento con in aggiunta 150 milioni per l’elettrificazione. Il piano degli interventi aveva previsto la realizzazione di sottopassi che mandassero in archivio passaggi a livello come quello di Thurio e si era assicurato che in tre anni i lavori sarebbero terminati con annessi ammodernamenti delle stazioni.
In rete si trovano anche le immagini che a Corigliano videro i vertici di Rfi e tutte le autorità annunciare il tempo nuovo. Furono installati i pali per l’elettrificazione fino a Catanzaro Lido ma il filo elettrico non ha mai fatto avanzamenti. In buona sostanza, il cronoprogramma si è interrotto quando Mario Oliverio è stato costretto da ben note vicende ad uscire della scena politica. Con il Covid si bloccò il processo.
E «abbiamo riscontro che proprio il passaggio a livello al Km 128+1, in mezzo alle campagne, tra via Erodoto e via Senofonte, era e rimane tra quelli in lista prioritaria per essere soppressi, perché pericoloso». Lo ha detto Roberto Galati dell’Associazione Ferrovie in Calabria (AFC) che ha dichiarato in queste ore: «Un grande piano di eliminazione dei passaggi a livello rientrante in un finanziamento di ben 500 milioni di euro, avviato nel 2017, connesso alla generale velocizzazione della linea ed istituzione del cosiddetto ‘Rango C’ di velocità». Tesi di parte rinforzate dalle parole del professore Roberto Musmanno, ex assessore regionale alle Infrastrutture con il Governo Oliverio che ha affermato «Rfi ha templi biblici per realizzare le cose. Soprattutto in Calabria dove la politica, evidentemente, non è capace di fare le giuste pressioni».  
L’amara verità è che l’incidente di Thurio si poteva evitare e che il piano di ammodernamento era stato predisposto. Rifletta chi urla oggi ed è venuto meno in questi anni al suo ruolo istituzionale di ispettorato e di controllo sui buchi neri di quello che si decide e non viene poi attuato.
Dichiarare e prendere i provvedimenti sull’onda emotiva mediatica non risolve nulla. «Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare» scrisse Luigi Einaudi nel suo libro “Prediche inutili”. Massima attuale in Calabria. Ne faccia tesoro chi vuole cambiare lo stato delle cose. (redazione@corrierecal.it)

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