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Cede il calcestruzzo nella galleria della Limina, il tratto riapre ma cresce la paura

Il sindaco Raschellà: «Il crollo dovuto all’ammaloramento del calcestruzzo e a nuove infiltrazioni di acqua». Si riaccende il dibattito

Pubblicato il: 18/12/2023 – 12:21
di Mariateresa Ripolo
Cede il calcestruzzo nella galleria della Limina, il tratto riapre ma cresce la paura

REGGIO CALABRIA Un distacco di porzione di calcestruzzo nella superficie più esterna della galleria della Limina. Un evento – quello che si è verificato ieri sera causando fortunatamente solo tanto spavento tra gli automobilisti in transito – legato ai problemi riscontrati nei mesi scorsi e che avrebbero dovuto portare alla chiusura totale della Strada 682 “Jonio-Tirreno” per interventi che in un primo momento erano stati definiti da Anas «improcrastinabili». Il “braccio di ferro” poi con i rappresentanti istituzionali del territorio avevano infine portato alla decisione di rimandare i lavori ai primi mesi del 2024 con la possibilità di aprire un cantiere notturno. La paura era che la Locride restasse “isolata”, ma adesso, dopo la caduta di ingenti porzioni sulla carreggiata il dibattito si riaccende e cresce la paura tra chi ogni giorno è costretto ad attraversare il tratto.

Mesi e mesi di discussioni non hanno portato alla realizzazione di un’alternativa valida. Nelle ore di chiusura questa notte le automobili sono state dirottate sulla stradina di montagna – la Sp5 – ritenuta assolutamente inadeguata per il transito di mezzi pesanti e di soccorso, e il cui transito richiede un tempo di percorrenza decisamente maggiore. La “Jonio-Tirreno” dopo poche ore è stata riaperta, ma alla luce di quando accaduto le preoccupazioni si fanno sempre più forti. «Se la riaprono – afferma ai nostri microfoni il sindaco di Mammola Stefano Raschellà – presumo abbiano individuato che vi sono le condizioni minime della sicurezza per poter far attraversare il traffico».

Raschellà: «Il crollo dovuto all’ammaloramento del calcestruzzo e a nuove infiltrazioni di acqua»

«L’episodio – spiega nel dettaglio il primo cittadino che in mattinata si è confrontato con i tecnici Anas – ha riguardato il portale di imbocco della galleria, lato ionico. Può essere considerato un fenomeno superficiale che ha causato comunque un distacco di porzione di calcestruzzo proprio nella superficie più esterna. Il dato che ci deve far riflettere è che la causa è quella che conosciamo già, ne abbiamo già discusso nei mesi scorsi in maniera approfondita, da ascrivere cioè all‘ammaloramento del calcestruzzo e a qualche nuova infiltrazione di acqua in quel tratto, ma che comunque mette sempre a rischio la stabilità della crosta più esterna dell’intradosso della calotta e in generale di tutto l’impianto della galleria. Per cui i lavori auspicati devono essere realizzati all’inizio anno nel più breve tempo possibile».

«Anas – aggiunge il primo cittadino – sta lavorando al cosiddetto “progetto di ripristino light” che consiste nell’intervenire con solo chiusure notturne nei punti maggiormente ammalorati. I tecnici hanno un’idea precisa della diagnostica dell’intero impianto e dell’intera calotta e conoscono i punti nevralgici su cui intervenire. Il progetto con buona probabilità verrà consegnato a fine anno, quindi inizio anno si parte con il ripristino ligth che riguarda anche la messa in opera di micropali alla base del manufatto, fermo restando che la prospettiva ampia è quella dell’intervento per il quale il Ministero ha dato il parere, cioè sul finanziamento della doppia canna, altrimenti non si esce». (m.ripolo@corrierecal.it)

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