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l’arresto

Ai domiciliari per bancarotta e autoriciclaggio, maxisequestro della Gdf di Catanzaro a un imprenditore

Disposto il blocco preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili registrati per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro

Pubblicato il: 19/12/2023 – 9:24
Ai domiciliari per bancarotta e autoriciclaggio, maxisequestro della Gdf di Catanzaro a un imprenditore

CATANZARO Arresti domiciliari per un imprenditore per gravi indizi di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e preferenziale (in concorso con altro soggetto), dichiarazione fiscale infedele e autoriciclaggio, sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per circa 5 milioni di euro.
Oggi i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione all’ordinanza con la quale il Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo di regione, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari e il divieto di esercitare attività di impresa e di ricoprire cariche sociale in imprese e persone giuridiche per la durata di un anno nei confronti di un imprenditore, Natale Figorilli, di 45 anni, sulla base della ritenuta sussistenza della gravità indiziaria in ordine ai reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e preferenziale (in concorso con altro soggetto), nonché di dichiarazione fiscale infedele e omessa e autoriciclaggio. Contestualmente, il Gip su richiesta della Procura di Catanzaro, ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili registrati per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.
Secondo le ipotesi di reato formulate – e ritenute dal Gip, «assistite da gravità indiziaria» – l’amministratore di fatto di un’impresa operante nel settore della vigilanza privata, dichiarata fallita dal Tribunale di Catanzaro nel corso del 2019, con un passivo ammesso di oltre 47 milioni di euro, avrebbe posto in essere condotte di distrazione e dissipazione dei beni della società per oltre 3,5 milioni di euro, di falsificazione dei libri e delle altre scritture contabili, con conseguente ingiusto profitto e danno per i creditori e in modo da non rendere possibile la ricostruzione del movimento degli affari.

“Gestione societaria anomala e sportiva”

A frigorilli viene contestata dalla Procura una gestione societaria “anomala e sportiva, chiaramente spregiudicata”: è quella che viene contestata dalla Procura. Figorilli è stato arrestato e posto ai domiciliari per bancarotta fraudolenta, dichiarazione fiscale infedele e omessa e autoriciclaggio in relazione al fallimento, dichiarato nel 2019, della società “Istituto di vigilanza privato notturna e diurna Srl“. Dalle indagini sono emerse, scrivono i pm, “392 operazioni di accredito (mediante assegno circolare o bonifico bancario) di somme di denaro che vedono l’Istituto come la parte che ha disposto il pagamento, con addebiti su vari conti della società e Natale Figorilli come beneficiarlo, per un totale di 3.559.648,38 euro. Operazioni complessivamente compiute nel solo triennio 2016 – 2018, un periodo in cui tn cui la società versava già in condiziòne di decozione“. Dagli accertamenti è emerso che Figorilli, “in costanza dello stato di profonda decozione finanziaria della società, già gravata da una pregnante massa debitoria nei confronti dell’erario, dei fornitori e delle maestranze, abbia continuato a dilapidare le risorse finanziarie dell’istituto canalizzandole verso finalità avulse dagli scopi cd oneri aziendali per continuare a godere di un tenore di vita individuale e familiare caratterizzato da un assoluto e spregiudicato sfarzo”. E’ in questo contesto, relativo all’accusa di autoriciclaggio, che la Procura rileva “l’acquisto di orologi di lusso, l’utilizzo di molteplici autovetture di ingente valore (Ferrari, Porsche, Audi, Bmw) acquistate in rapidissima successione temporale tra loro nonché imbarcazioni molto costose. Dagli accertamenti è emerso tuttavia che “parte delle risorse sottratte è stata reimpiegata da Figorilli nella commercializzazione di beni di lusso. A conferma di ciò, dall’esame della documentazione bancaria si evince un’intensa e sistematica operatività riferita ad operazioni, sia in acquisto che in vendita, che interessano, principalmente, il settore delle gioiellerie e/o commercio di orologi di valore”.
Gli accertamenti condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/Gruppo Tutela Economia della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno delineato la gravità, che necessita della successiva verifica processuale in contraddittorio con la difesa, anche con riferimento alle ulteriori ipotesi di reati fiscali (infedele dichiarazione dei redditi per gli anni di imposta 2016 e 2017 e omessa dichiarazione per il 2018) con conseguente evasione delle imposte sui redditi per circa 1,5 milioni di euro e di autoriciclaggio attraverso il reinvestimento dei proventi illeciti in attività economiche di commercializzazione di orologi e beni preziosi di lusso.

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