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L’intreccio «velenoso» della ‘ndrangheta in Toscana. «Pretendiamo verità»

Il senatore Potenti e la deputata Mazzetti commentano la richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta sul keu

Pubblicato il: 09/01/2024 – 20:05
L’intreccio «velenoso» della ‘ndrangheta in Toscana. «Pretendiamo verità»

FIRENZE «La richiesta di rinvio a giudizio per 24 indagati e 6 società nell’ambito dello scandalo Keu sta passando inosservato, ma evidenzia la necessità di fare chiarezza su un sistema illecito di smaltimento dei fanghi conciari che ha coinvolto la Toscana fino a lambire i palazzi del potere regionale. Si è innocenti fino al terzo grado di giudizio e rimango convintamente garantista, tuttavia non può destare preoccupazione il vaso di Pandora scoperchiato dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze da cui è emersa la possibile esistenza di rapporti tra la criminalità organizzata, la sinistra al governo regionale e le imprese». A parlare è il senatore toscano della Lega Manfredi Potenti. «Siamo fiduciosi nell’esito delle attività giudiziarie che potranno chiarire le responsabilità dei gravissimi fatti sugli spargimenti in tutta la Toscana del Keu, sostanza inquinante derivata dal trattamento dei fanghi da concia – aggiunge in una nota -. Come membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, su impulso anche del lavoro del Dipartimento nazionale antimafia della Lega, sarà proposta un’attività conoscitiva sulle influenze criminali nell’ambito toscano per ciò che concerne la gestione dei rifiuti e sulle azioni preventive svolte dallo Stato». Per Potenti, «possibili attività conoscitive sui temi dell’inchiesta Keu potranno essere svolte in ambito di un’altra commissione parlamentare di inchiesta, quella sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e ad altri illeciti ambientali e agroalimentari. In questo contesto si può chiedere di acquisire notizie sullo stato delle azioni esperite dalla Regione Toscana per la bonifica dei siti inquinati dal gruppo criminale». «Come Lega – conclude – siamo determinati a fare chiarezza e a pretendere trasparenza su questa brutta pagina relativa alla gestione dei rifiuti in Toscana in cui le responsabilità della sinistra regionale sono sotto gli occhi di tutti».
«L’inchiesta del keu ha portato alla luce livelli di inquinamento e contaminazione drammatici, certamente dannosi per l’ambiente e per l’uomo, e ha scoperchiato quello che sembra essere un preoccupante ‘intreccio velenoso’ tra una parte dell’imprenditoria, politica ed elementi della pubblica amministrazione: è importante che venga fatta piena luce. Il governo, da me costantemente informato, sta facendo la sua parte». Così la deputata toscana Fi Erica Mazzetti. L’esponente azzurra annuncia, con una nota, una nuova interrogazione al ministro dell’Ambiente in cui chiede di fornire «quali iniziative, per quanto di competenza, intenda intraprendere, per appurare la situazione ambientale del suolo e delle acque del territorio toscano, in particolare di quello di Prato, Pisa, Firenze e del Valdarno Aretino». «Sono molto preoccupata per le conseguenze economiche di questo disastro ambientale – aggiunge -: il distretto conciario toscano, con oltre 250 concerie, è uno dei più grandi d’Europa, e produce il 28 per cento delle pelli destinate alla moda italiana, conta 6mila addetti e un fatturato di circa 2,4 miliardi di euro l’anno. Non è giusto che subisca ripercussione l’imprenditoria sana, che è maggioritaria, perché le imprese della moda e della conceria sono una risorsa indispensabile per il territorio».

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