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Narcotraffico dalla Calabria al rione Giostra di Messina, condanne per oltre 500 anni

Si è concluso il processo “Impasse” istruito contro un’associazione criminale che aveva collegamenti con fornitori calabresi di droga

Pubblicato il: 13/01/2024 – 8:07
Narcotraffico dalla Calabria al rione Giostra di Messina, condanne per oltre 500 anni

MESSINA Pene per 500 anni di carcere. Si è concluso con una pioggia di condanne – 47 complessivamente – e 8 assoluzioni il processo “Impasse” nato dall’operazione antidroga condotta nel 2022 dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina contro un’organizzazione che trafficava droga e che aveva il suo quartier generale nel rione di Giostra. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno permesso di scoprire anche i canali di rifornimento in Calabria ed a Catania. Al vaglio del gup il troncone giudicato con il rito abbreviato. Sono state disposte condanne che vanno da un massimo di 20 anni fino ad 1 anno e 8 mesi di reclusione. Le indagini che portarono all’arresto 61 persone partirono dagli approfondimenti avviati su una delle principali piazze di spaccio di Messina, il quartiere di Giostra, già teatro di eventi criminali e noto per la significativa presenza di esponenti di spicco della locale criminalità organizzata, anche di matrice mafiosa: accertati i collegamenti con i fornitori della droga calabresi.  A capo dell’associazione criminale, secondo il gip, c’erano Giavanbattista Cuscinà e la madre Maria Cacopardo (“particolare pericolosità sociale degli indagati… pervicacia criminale…”), con una gestione del narcotraffico e degli affari di famiglia “che possono qualificarsi come imprenditoriali per l’articolata ripartizione di ruoli e compiti, i quantitativi trattati, la rete di contatti intessuta”. Ad affiancare madre e figlio c’erano il familiare “supplente” Francesco Cuscinà e poi Nicola Mantineo, braccio destro di Cuscinà e Viviana Di Blasi, i quali – il primo custodendo le scorte di sostanza stupefacente e occupandosi in prima persona dello smistamento e dello spaccio e la seconda gestendo le casse dell’organizzazione – “erano di fatto investiti della cura di due snodi nevralgici dell’attività illecita, che svolgevano con tratti di considerevole dedizione”.

I NOMI DEI CONDANNATI

Questi i condannati: Francesco Cuscinà, 20 anni di reclusione; Giovambattista Cuscinà, 20 anni; Nicola Mantineo, 8 anni e 8 mesi; Viviana Di Blasi, 12 anni; Maria Cacopardo, 12 anni e 8 mesi; il collaboratore Giovanni Bonanno, 3 anni e 8 mesi; Bruno Gioffrè, 12 anni e 8 mesi (di San Luca); Antonio Pelle, 10 anni e 8 mesi (di San Luca in Calabria); Francesco Spadaro, 13 anni e 4 mesi; Tiziana Mangano, un anno e 8 mesi; Gianluca Siavash, 11 anni e 2 mesi; Deborah Mandini, 9 anni e 4 mesi; Davide Lo Turco, 10 anni; Alessia Maccarrone, 7 anni e 6 mesi; Saverio Maisano, 11 anni e 4 mesi; Davide Antonino Zaccuri, 10 anni e 4 mesi (di Melito Porto Salvo); Mario Bonaventura, 4 anni; Francesco Alati, 10 anni e 8 mesi (di Melito Porto Salvo); Davide Stroncone, 9 anni e 4 mesi; Graziano Castorino, 13 anni e 4 mesi; Giuseppe Castorino, 10 anni; Antonio Patrik Emanuele, 7 anni e 4 mesi; Giuseppa Giando Di Amico, 8 anni; Giovanni Vezzosi, 9 anni e 2 mesi; Gianpaolo Scimone, 11 anni e 2 mesi; Calogero Rolla, 10 anni e 6 mesi; Filippo Bonanno, 12 anni; Rosa Bonanno, 10 anni e 8 mesi; Natale Viola, 9 anni e 4 mesi; Maurizio Trifirò, 12 anni; Carmelo Lo Duca, 10 anni e 8 mesi; Salvatore Lo Duca, 10 anni e 8 mesi; Benedetto Mesiti, 10 anni; Michele Fusco, 10 anni; Daniele Giannetto, 8 anni e 8 mesi; Alessandro Buonasera, 11 anni e 4 mesi; Giuseppe Abate, 10 anni e 8 mesi; Francesco Giuffrida, 9 anni e 4 mesi; Francesco Musolino, 9 anni e 4 mesi; Kevin Giovanni Calarese, 8 anni e 8 mesi; Salvatore Chiarenza, 9 anni e 2 mesi; Nunzio Pantò, 7 anni e 4 mesi; Santo Sarnataro, 5 anni e 4 mesi; Claudio Rotondo, 5 anni e 20mila euro di multa; Giuseppe Galli, 4 anni; Emanuele Bonasera, 2 anni e 6 mesi; Giuseppe De Francesco, 2 anni e 4 mesi.

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